Jan Matejko - Trionfo di Satana

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Il Satana, in ebraico, è l’avversario, tradotto in greco col neologismo diabolos (colui che si getta di traverso), donde il nostro diavolo. Il satana non è l’avversario di Dio, del quale è solo una delle creature, ma l’avversario dell’uomo. Egli vuole dimostrare a Dio di avere torto a porre la sua fiducia in una creatura di natura inferiore alla sua. E’ chiaro infatti, che il Satana, nella Bibbia, è un angelo. 
Nell’Antico Testamento il satana è una specie di pubblico ministero: egli avanza tra gli angeli di Dio, venendo “dopo aver fatto un giro sulla terra e avervi bighellonato un po’ (Giobbe 2,2) per proporre a Dio di mettere alla prova Giobbe, un uomo giusto che Dio trova eccezionale. Giobbe continuerebbe a lodare il suo creatore se gli si sottraessero tutti i suoi beni e se fosse prostrato da malattie? Dio consente a Satana di far sprofondare Giobbe nella sventura, a condizione di non attentare alla sua vita, ma Giobbe, malato, abbandonato da tutti, e povero, resterà fedele a Dio, ne sarà ricompensato, certo, ma non per questo satana ne sarà punito: non aveva fatto che il suo lavoro.
Diventa Satana, senza articolo solo nel IV secolo a.C. nel libro delle Cronache: “Satana insorse contro Israele e spinse Davide a censire gli Israeliti”(Cronache 21,1)

Il Satana dei rabbini è il Satana della Bibbia ebraica: al servizio di Dio egli è incaricato di sedurre gli uomini, in quanto agente provocatore, di accusarli dinanzi a Dio e d’infliggere loro la morte. 
Tutti i giorni, tranne in uno. Il solo giorno in cui Satana non ha alcun diritto, è il giorno del Grande Perdono. La prova: nell’ebraico, in cui ogni lettera costituisce pure un numero, il valore numerico del suo nome Ha-Satan è di 364. Il trecentosessantacinquesimo giorno Satana non ha nessun valore… 
Esiste tuttavia, una tradizione ebraica tardiva, che fa di Satana un angelo disobbedente, in un apocrifo del I secolo: La vita di Adamo ed Eva. Vi si vede l’angelo Michele che chiede agli altri angeli di inchinarsi, dietro di lui, dinanzi ad Adamo appena creato. Ma Satana si rifiuta affermando che Adamo è più giovane di lui e, come creatura, di livello inferiore. Dio pieno di collera, lo mette al bando insieme agli angeli che dipendono da lui. 
Se quest’ultima tradizione non ha fatto scuola nel pensiero ebraico, se ne trova la traccia, sintetizzata in una sola frase, nella lettera di San Paolo agli Ebrei: “Quando Dio introduce il primogenito nel mondo, dice: ‘Lo adorino tutti gli angeli di Dio!'” (Ebrei 1,6). Ma il seguito non dice ciò che fece Satana…
Il Corano è l’unico dei testi sacri ufficiali a raccontare quel che gli capitò prima di trovarsi nel giardino di Eden. In esso Satana ha il nome di Iblìs, e il racconto della sua caduta è ripreso in quattro sure (VII, XV, XX, XXXVIII) tra le quali la trentottesima afferma:
 “Quando il tuo Signore disse agli angeli: ‘Ecco, dal fango ora io farò uscire un essere umano; quando l’opera mia sarà compiuta, e bene assai, e gli avrò insufflato parte del Mio Spirito, cadrete prosternati avanti a lui’ gli angeli tutti si prostrarono, meno Iblìs, che si gonfiò d’orgoglio e subito fu messo nella lista degli infedeli. 
Dio allora disse: “O Iblìs, cosa ti impedisce di prostrarti davanti a ciò che io stesso, con le mie mani, ho creato? Credi di essere più grande o di un rango superiore?”
“Io sono migliore di lui” rispose Iblìs “Tu mi hai creato dal fuoco, mentre lui l’hai creato dall’argilla”
“Fuori di qui!” ordinò Dio, “tu sei maledetto! La mia maledizione ti perseguiterà fino al giorno della retribuzione” (il giudizio finale).
“Signore”, disse Satana, ” lasciami in vita fino al giorno in cui loro resusciteranno”.
“Tu sarai”, disse Dio, “tra quelli ai quali sarà permesso di attendere fino all’istante a noi noto”.
“Giuro per la tua potenza”, disse Satana, “di sedurli tutti, ad eccezione dei tuoi servi sinceri”. (Corano XXXVIII, 71-83)

In un’altra sura (Corano, VII, 17) Iblìs precisa a Dio il suo programma nei confronti degli uomini: “Li pungolerò davanti e dietro, a destra e a manca e tu ti accorgerai che la maggior parte di essi saranno sgarbati verso di te”.
Satana ha quindi disobbedito a Dio, rifiutando di prostrarsi davanti all’uomo, creatura a lui inferiore, tuttavia, sebbene maledetto, riceve da Dio l’autorizzazione ad infastidire l’uomo. 
Il suo potere è ristretto, non può nulla contro i veri credenti, che, del resto, vengono abbondantemente messi in guardia: “Non seguite le tracce di satana, dato che per voi è un nemico dichiarato”.
Per i musulmani, non è del tutto sicuro , dato che gli angeli sono impeccabili e non possono disubbidire a Dio. Ora Iblìs, non prostrandosi davanti ad Adamo, disobbedisce. Quindi non è un angelo. Ma se non è un angelo, l’ordine di Dio, che si rivolgeva agli angeli, non lo riguardava, e quindi non avrebbe disobbedito…
La tradizione ha optato per fare di Iblìs un jinn, creature intermedie tra l’uomo e l’angelo. Gli angeli sono fatti di luce, i jinn di fuoco e l’uomo di terra. I jinn sono invisibili, ma possono assumere forme diverse ed entrare in differenti corpi di animali: gatti, uccelli, serpenti, scorpioni, cavalli, cammelli… La loro vera forma è simile alla forma umana, ma il loro ventre non ha cavità, ne’ intestini ma è come un osso. Mangiano solo se lo vogliono, dormono pochissimo e non producono escrementi (Mohammad Mokri). Dotati di ragione, i jinn sono sessuati, si riproducono e muoiono.
Secondo le leggende, prima delle creazione di Adamo, Satana-Iblìs, si chiamava Azazìl. Era un jinn molto bello e molto pio. Gli angeli col permesso di Dio, lo condussero nel Cielo dove divenne loro capo e loro precettore. Risiedeva in cielo durante la notte e sulla terra durante il giorno.

Quando venne pubblicato il Corano, il cristianesimo aveva già abbandonato l’idea relativa ai demoni figli degli uomini e degli angeli. E’ Origine, per primo, nel III secolo, a gettare i racconti di Enoch nella confusione degli apocrifi. Sotto la sua influenza, a partire dal IV secolo, la Chiesa greca e poi quella latina smisero di considerare i demoni come degli essere semi angelici e semi umani, ma come angeli subordinati a satana e caduti insieme a lui. Egli trovò loro un’origine nell’Apocalisse di san Giovanni: “Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli, combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme coi suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche tutti i suoi angeli” (Apocalisse, 12, 7-9) Il testo non dà il numero degli angeli decaduti, ma una proporzione, in effetti la coda del drago trascina giù “un terzo delle stelle del cielo e le precipita sulla terra”, se ne conclude che un terzo degli angeli decadde.

Fino ad Origene, la causa del peccato di Satana era quella descritta dal Corano, ma per lui il diavolo era già caduto nel male prima della creazione di Adamo: “Egli era omicida fin dal principio”, afferma Gesù e quindi la spiegazione della sua caduta doveva ricercarsi altrove, rispetto alla gelosia nei confronti degli uomini, che in quel momento non erano stati ancora creati: Origene la trova nel profeta Isaia, che descrive la morte del re di Babilonia, nessun dubbio che non si tratti del diavolo e che tali frasi non si riferiscano a lui: “Come mai sei caduto dal cielo, stella del mattino, figlio dell’aurora?”. Eppure tu pensavi: “Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il mio trono… salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo”. L’angelo chiamato Stella del mattino o anche Lucifero, colui che porta la luce, s’era lasciato traviare dall’orgoglio.
Sarò eguale all’Altissimo, ecco la colpa di satana.
Una natura spirituale non può peccare contro la carne, ma non è così l’orgoglio, classificato in seguito come numero uno tra i cinquanta principali peccati mortali. Da dove viene tanto orgoglio diabolico? Le ipotesi sono diverse. Satana infatti serafino di prima classe, è lungi dall’essere un imbecille, anzi è sublimemente intelligente… 

Ruperto di Deutz (benedettino, abate di Tuy nel XII sec) spiega che Lucifero, essendosi accecato da sé, si vantò presso gli altri angeli d’essersi autocreato; costoro non potevano ribattergli nulla, dato che la sua creazione non aveva avuto altri testimoni che Dio stesso. Satana avrebbe, quindi, voluto farsi passare per Dio stesso tra i suoi simili. 
Per San Tommaso d’Aquino, Satana avrebbe voluto esser debitore della propria felicità solo a se stesso, rendendosi, in ciò, simile a Dio. 
Suarez (padre Francesco, teologo gesuita spagnolo) trova la tesi di San Tommaso indegna del grande spirito qual era Lucifero e ne propone un’altra. Egli ritiene che Dio, fin dall’origine, aveva fatto conoscere agli angeli il suo progetto d’unire, in Gesù, il Verbo a un uomo, e che SATANA s’era infuriato nel vedere tale privilegio concesso a una creatura della razza umana, invece d’essere concesso alla creatura più perfetta: l’angelo, e al più perfetto degli angeli, cioè a lui stesso.
Satana è il nemico dell’uomo. L’esistenza di Gesù, insieme uomo e Dio, lo fa uscire definitivamente dai gangheri: il garbato accusatore dell’umanità è furibondo. Gesù non lo vincerà con uno sfoggio della sua assoluta potenza divina. Ma, al contrario, abbandonandosi alla sua assoluta debolezza umana. Attraverso la sua umiltà. Morirà, cioè subirà il castigo che Satana stesso ha attirato sull’uomo, affinché l’uomo, per suo mezzo, fosse definitivamente salvato: “Mediante la sua morte, Gesù ha ridotto all’impotenza colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo”, scrive San Paolo. Con la sua morte, un’apparente sconfitta, Gesù ha vinto la morte. Satana, da parte sua, non morirà mai, e si sa perduto in anticipo, cosa che non può certo calmarlo… E’ la duplice natura, umana e divina, di Gesù che attizza la collera di Satana; la sua presenza è molto più invadente nel cristianesimo, satana vi si dispiega tanto più in quanto contrariamente agli Ebrei e a Musulmani, presso i quali è vietata la rappresentazione figurativa, i cristiani da parte loro non si priveranno di dipingere o di scolpire il nemico. Tutti i teologi cristiani fanno di Satana un angelo decaduto, un extraceleste che occupa abusivamente il mondo per un tempo limitato, secondo l’espressione di Chersterton, e il primo di tutti gli angeli. Ma se Satana e i suoi seguaci sono puri spiriti invisibili, ciò non impedisce loro di apparire sotto forma di orribili bestiole, di esseri umani e perfino di angeli, per tormentare i cristiani e di preferenza i santi. 

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