Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il Peccato

Quella del peccato è un’idea potente, che ci spinge a vedere tutte le nostre azioni in una luce radicalmente diversa, soprannaturale, quella della legge di Dio. Il senso del peccato modifica la nostra percezione delle situazioni e le restituisce noi come occasioni per la nostra trasformazione interiore. Il mondo è un grande spazio di lavoro e di conquista spirituale.

L’idea della caduta si riverbera su tutte le cose e ne sottolinea l’imperfezione e la caducità, ma alla luce di una loro possibile redenzione, di una ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, come dice San Paolo. Il senso del peccato insegna la virtù del discernimento e dell’attenzione. La ricerca del bene può essere solo il frutto di una trasformazione interiore, lunga e faticosa, che deve guardarsi da approdi prematuri e illusori. E, tuttavia, sono proprio tali approdi illusori, che hanno segnato la storia della coscienza religiosa. La religione ha spinto spesso al giudizio, fondato su una comprensione superficiale e moralistica della realtà, ha accettato il convenzionalismo della morale e del tempo, per applicarvi le categorie dello spirito. In questo modo si è pensato che il soprannaturale risiedesse solo in certi tipi di vita, in concezioni stilizzate dell’innocenza e della bontà d’animo, concezioni che hanno finito per falsificare la ricchezza della realtà impedendo che il sentimento religioso potesse attingere al senso drammatico delle cose. In quali direzioni può condurre il senso del peccato? 
Alla crescita interiore oppure alla cristallizzazione e all’impoverimento dell’interiorità?

(estratto dalla pagina: http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=553)

 

Riporto una breve selezione di brani che accennano al peccato tratti dalle lettere degli Apostoli.

,  

Romani 2:12 Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge.

Romani 3:9 Che dunque? Dobbiamo noi ritenerci superiori? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato,

Romani 3:20 Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.

Romani 3:23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,

Romani 4:8 beato l’uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!

Romani 5:12 Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.

Romani 5:13 Fino alla legge infatti c’era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge,

Romani 5:14 la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccatocon una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

Romani 5:16 E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione.

Romani 5:20 La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia,

Romani 5:21 perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

Romani 6:1 Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia?

Romani 6:2 È assurdo! Noi che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere nelpeccato?

Romani 6:6 Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato.

Romani 6:7 Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.

Romani 6:10 Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.

Romani 6:11 Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Romani 6:12 Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri;

Romani 6:13 non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio.

Romani 6:14 Il peccato infatti non dominerà più su di voi poiché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia.

Romani 6:16 Non sapete voi che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale servite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell’obbedienza che conduce alla giustizia?

Romani 6:17 Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso

Romani 6:18 e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia.

Romani 6:20 Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia.

Romani 6:22 Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna.

Romani 6:23 Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Romani 7:7 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge, né avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non desiderare.

Romani 7:8 Prendendo pertanto occasione da questo comandamento, il peccato scatenò in me ogni sorta di desideri. Senza la legge infatti il peccato è morto

Romani 7:9 e io un tempo vivevo senza la legge. Ma, sopraggiunto quel comandamento, ilpeccato ha preso vita

Romani 7:11 Il peccato infatti, prendendo occasione dal comandamento, mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte.

Romani 7:13 Ciò che è bene è allora diventato morte per me? No davvero! È invece ilpeccato: esso per rivelarsi peccato mi ha dato la morte servendosi di ciò che è bene, perché il peccato apparisse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento.

Romani 7:14 Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato.

Romani 7:17 quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.

Romani 7:20 Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccatoche abita in me.

Romani 7:23 ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.

Romani 7:25 Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato.

Romani 8:2 Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

Romani 8:3 Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne,

Romani 8:10 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.

Romani 14:23 Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce per fede; tutto quello, infatti, che non viene dalla fede è peccato.

1Corinzi 6:18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo.

1Corinzi 7:28 Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne, e io vorrei risparmiarvele.

1Corinzi 15:56 Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.

2Corinzi 5:21 Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.

2Corinzi 12:21 e che, alla mia venuta, il mio Dio mi umilii davanti a voi e io abbia a piangere su molti che hanno peccato in passato e non si sono convertiti dalle impurità, dalla fornicazione e dalle dissolutezze che hanno commesso.

2Corinzi 13:2 L’ho detto prima e lo ripeto ora, allora presente per la seconda volta e ora assente, a tutti quelli che hanno peccato e a tutti gli altri: quando verrò di nuovo non perdonerò più,

Galati 2:17 Se pertanto noi che cerchiamo la giustificazione in Cristo siamo trovati peccatori come gli altri, forse Cristo è ministro del peccato? Impossibile!

Galati 3:22 la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché ai credenti la promessa venisse data in virtù della fede in Gesù Cristo.

Ebrei 3:13 Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura quest’oggi, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato.

Ebrei 3:17 E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant’anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto?

Ebrei 4:15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato.

Ebrei 9:26 In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare ilpeccato mediante il sacrificio di se stesso.

Ebrei 9:28 così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.

Ebrei 10:8 Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la legge,

Ebrei 10:18 Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato.

Ebrei 11:25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere per breve tempo del peccato.

Ebrei 12:1 Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,

Ebrei 12:4 Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato

Giacomo 1:15 poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il peccato, quand’è consumato, produce la morte.

Giacomo 2:9 ma se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accusati dalla legge come trasgressori.

Giacomo 4:17 Chi dunque sa fare il bene e non lo compie, commette peccato.

1Pietro 2:24 Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce,perché, non vivendo più per il peccato,vivessimo per la giustizia;

1Pietro 4:1 Poiché dunque Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi degli stessi sentimenti; chi ha sofferto nel suo corpo ha rotto definitivamente col peccato,

2Pietro 2:4 Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell’inferno, serbandoli per il giudizio;

2Pietro 2:14 han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione!

1Giovanni 1:7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

1Giovanni 1:8 Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.

1Giovanni 1:10 Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

1Giovanni 2:1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto.

1Giovanni 3:4 Chiunque commette il peccato, commette anche violazione della legge, perché il peccato è violazione della legge.

1Giovanni 3:5 Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v’è peccato.

1Giovanni 3:8 Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo.

1Giovanni 3:9 Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio.

1Giovanni 5:16 Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s’intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c’è infatti un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare.

1Giovanni 5:17 Ogni iniquità è peccato, ma c’è il peccato che non conduce alla morte

.

vedi anche:

Similar posts
  • Ersilia, colei che patrocinò l’allean... Ersilia, secondo la tradizione, era una donna sabina rapita dai romani insieme alle sue compagne. Sia Livio che Plutarco raccontano che divenne la moglie di Romolo, il fondatore e primo re di Roma, al quale diede due figli: una femmina, Prima, e un maschio, Aollio, in seguito chiamato Avilio. Ersilia, patrocinò l’alleanza fra Romani e [...]
  • Lasciamoci guidare – “Mi ... Gv 21,15-19 15 Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16 Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai [...]
  • Il 13 maggio la canonizzazione dei du... I pastorelli di Fatima saranno canonizzati il 13 maggio, a 100 anni esatti dalle apparizioni L’annuncio durante il Concistoro ordinario pubblico. A presiedere la cerimonia sarà Papa Francesco, durante il suo viaggio in Portogallo Francisco e Giacinta Marto, due dei tre pastorelli di Fatima che, nel 1917, furono testimoni delle apparizioni mariane del piccolo paese [...]
  • I parenti di Gesù Luca 2, 6-7 [6] Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. [7] Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. Matteo 13, 53-58 [53] Terminate queste parabole, Gesù partì di là [54] e venuto nella sua patria insegnava [...]
  • Appunti sulla storia del popolo celti... I Celti: chi erano  e da dove venivano? Con il nome di Celti si indica un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV–III secolo a.C.), erano estesi in un’ampia area dell’Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell’espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione [...]

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: