Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il figliol prodigo

di Sandro Boccia

IL FIGLIOL PRODIGO

In quel tempo Gesù a una folla adunata raccontò la storia

più suggestiva e più toccante del sentimento dell’amore

e della misericordia che sfida nei secoli la memoria

di Dio Padre Onnipotente verso ogni peccatore.

“Un Uomo aveva due figli” così il Nazareno incominciò

“il più giovane pretese il patrimonio di sua spettanza;

il padre seppure addolorato divise così la sostanza,

che prese subito che poi, con una vita dissoluta, sperperò

tanto che si ridusse a far il guardiano rubando le carube ai porci.

“I servi di mio padre vivono in sazietà mentre io sto a vedere i sorci

e a morir di fame, perciò non mi resta che tornar a casa

per chieder perdono a mio padre e a Dio, tabula rasa!”.

Appena che lo vide il genitore gli gettò le braccia al collo e lo baciò

mentre lui disse: “Ho peccato contro di te e il Signore del Creato”.

“Rivestitelo e facciamo festa con il vitello più grasso” ai servi ordinò

“perché mio figlio era morto e perduto mentre ora è vivo e ritrovato”.

Quando il fratello, tornando stanco dai campi, seppe, disse: “Cacchio!

Ti son stato sempre accanto ma non m’hai fatto mai arrostire un abbacchio!”

Il genitore allora: “Quel che ho è tuo! Ma adesso fai cantar il cuore,

tuo fratello era morto e ora vive nella grazia del Signore!”

I Farisei capirono così come chi, come loro, rimane nella casa di Dio

non partecipa alla gioia e all’amore se ci vive con l’animo superbo e rio.

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vedi anche:

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