IL CELEBRE IPPOGRIFO
DEL BANNER DI TANOGABO

A cura di Gaetano Barbella

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Illustrazione 1: Banner del sito di Tanogabo

Il banner come opera d’arte

Nel web, un “banner” (web banner o banner ad) è una forma di pubblicità che consiste in una immagine a striscia, spesso posta all’inizio di una pagina web. La parola inglese “banner” significa letteralmente bandiera, vessillo o striscione, e per il sito di Tanogabo, mio buon amico che mi ospita con un buon numero di miei saggi, vedremo come questo “vessillo” sia capace di sventolare. Sarà la lente dell’astro-geometria (che si capirà strada facendo) a mostrare su quali basi poggia la sua capacità a ben rispondere a quel “tasto” in basso sul banner, «Learn more» (che si vede nell’illustr. 1) racchiuso in un rettangolo, su cui cliccare, che vuol dire “per saperne di più“, “per imparare di più“, “per sapere di più“, “per imparare qualcosa“, “imparare qualcosa di più“.Naturalmente, in riferimento «… alla scoperta di Civiltà perdute, Miti e leggende, sublimi incanti dell’Arte e Misteri da svelare», promesso dal sito di Tanogabo. Ed è ciò che si legge sulla linea mediana del banner, grazie al simbolico ippogrifo di Astolfo del racconto di Ludovico Ariosto, raffigurato al suo centro, ma col nome di TANOGABO: una navigazione sull’onda del web verso una simbolica eterica luna a forma ellittica davvero promettente, quella in alto a destra. Un modo singolare per raffigurarla che si riferisce al disco lunare lambito dalla luce solare, in parte in vista e l’altra nascosta, e che costituisce la probabile “fonte delle concezioni emergenti da quel clich su «Learn more». Ma cosa rivela di tutto ciò la suddetta astro-geometria? Rivela gli astri, se ci sono, secondo i quali il tutto di «Learn more» promesso da Tanogabo rientri in un lavoro degno di stima e rispetto.

Tutto questo è opera di Gaetano Bonelli che conduce il sito Tanogabo.it, on line dal 26 gennaio 2004. Il 13 Febbraio 2017 il sito è stato suddiviso in: tanogabo.it e tanogabo.com e il banner mostrato con l’illustr. 1 compare al link https://www.tanogabo.it/il-banner-di-tanogabo-1a/ .

Sicuramente l’amico Bonelli deve averci studiato abbastanza per ideare il banner in trattazione e questo rientra in un problema che tutti i webmaster si pongono, perché sia competitivo il loro sito per una buona strategia di comunicazione. Un banner di solito ha forma rettangolare o quadrata e contiene in modo schematico e diretto le informazioni necessarie per trasmettere con efficacia il messaggio desiderato. Si possono creare banner con formati molto diversi, come per il caso in questione che è allungato e misura 981 x 325 pixel con immagine Jpeg.

Il banner deve essere la porta che permette all’utente di accedere a un link con le informazioni necessarie per approfondire il contenuto del messaggio proposto. Un banner senza un link di riferimento è difficile da ricordare. La comunicazione del banner deve trasmettere positività e creare empatia col lettore. Tuttavia sarà il genere di contenuto dei messaggi proposti e la fattura del banner, a dar luogo ai propositi del webmaster, che se da un lato, effettivamente rispondono a tutti quei requisiti suggeriti dall’”accademia” del web, dall’altro lato sarà la sorte a far assumere un ruolo determinante, ma che in genere viene ignorato eccetto per i siti a carattere esoterico: ma anche in tal caso ho i miei dubbi che essi siano in sintonia con la sorte in questione. Resta l’unica soluzione immaginando che la realizzazione di un banner “potrebbe” rientrare nell’opera di un artista e per il caso di Gaetano Bonelli, a mio parere, questo è concepibile, e lo appureremo con la prova della mia astro-geometria, come suddetto.

La via astro-geometrica è la via della matematica che con l’arte, appunto, costituisce un binomio indissolubile e ne parlo nel prossimo capitolo, riferendomi al recente saggio sull’arte scultorea, La Dea Roma del Vittoriano romano rivela la data della fondazione di Roma, che è stato pubblicato di recente, guarda caso, sul sito tanogabo.com 1. In questo saggio è appunto l’astro-geometria che rivela gli “astri” della data indicata dal titolo anzidetto, e con sorpresa questa indicazione si ripete con il banner di Tanogabo…

 

Arte e matematica, un binomio inscindibile

L’indissolubile rapporto tra arte e matematica – afferma il dr. Arch. Vilma Torselli presentando in rete nel suo sito, Artonwebnonsoloarte2, due miei scritti sull’arte in stretto rapporto con la matematica – resiste allo scorrere del tempo permettendo, secondo Max Bill, di “ordinare i valori emozionali perché da essi possa uscire l’opera d’arte”.

«”La matematica non è soltanto uno dei mezzi essenziali del pensiero primario, e quindi, uno dei ricorsi necessari per la conoscenza della realtà circostante, ma anche, nei suoi elementi fondamentali, una scienza delle proporzioni, del comportamento da oggetto ad oggetto, da gruppo a gruppo, da movimento a movimento. E poiché questa scienza ha in sé questi elementi fondamentali e li mette in relazione significativa, è naturale che simili fatti possano essere rappresentati, trasformati in immagini”.

Così scrive Max Bill nel 1949, intendendo questo rapporto come “una configurazione di ritmi e relazioni, di leggi che hanno una origine individuale allo stesso modo in cui la matematica ha i suoi elementi innovatori originari nel pensiero dei suoi innovatori”.

Fin dall’antichità greca (a partire dal VI secolo a.C. con la scuola pitagorica), l’arte si lega sistematicamente a modelli oggettivi matematici o geometrici, grazie ai quali il bello è un’attribuzione che si può misurare e calcolare ed armonia, simmetria, misura sono il metro della bellezza di tutte le cose.

Il Rinascimento italiano sancirà questo concetto ingabbiando la realtà nelle regole matematiche e geometriche della prospettiva lineare, dominando e sottomettendo all’ingegno umano un mondo sensibile ordinato e razionale e quindi, secondo il nuovo concetto antropocentrico della rivoluzione copernicana, si assoggettano tutte le arti visive, dalla pittura all’architettura, ad una sorta di logica dell’armonia universale derivata da un insieme di regole o canoni rintracciabili in natura e non inventati dall’uomo, in grado di mettere tutti d’accordo nel definire qualcosa come ‘bello’.

Ma il concetto del bello (e del brutto) è variabile, subisce continue trasformazioni col passare del tempo e, partendo dalla concezione platonica e classica di bellezza basata su proporzione e armonia, è giunto, oggi, alla predominante dissonanza formale a cui ci ha abituato l’arte moderna. Partono dall’avvento del Romanticismo e, in seguito, delle avanguardie del ‘900, i primi segnali di quanto sarebbe mutata nel tempo la reciproca relazione tra queste due espressioni del pensiero umano, visto che, mentre la matematica è rimasta sostanzialmente la stessa, gli uomini e gli artisti di oggi sono radicalmente cambiati rispetto a quelli del passato, e che, mentre i meccanismi fisiologici della visione sono gli stessi, il loro adattamento nel tempo è di natura culturale prima che biologica.

E se da sempre la matematica ha rappresentato la modalità secondo la quale strutturare in discorso razionale una materia instabile ed indomabile quale l’espressione artistica, organizzando in linguaggio comprensibile le pulsioni emozionali che ne sono il substrato, è doveroso chiedersi se oggi è ancora così, se gli artisti hanno ancora bisogno della matematica per ancorare la propria opera ad un sentire estetico comune e condivisibile a fronte di un acquisito valore estetico del “brutto”, del dissonante, del casuale e del caotico, in grado di meglio tradurre le contraddizioni e le lacerazioni della nostra epoca e della sua cultura.

La progressiva divergenza tra arte e matematica non significa, tuttavia, che il rapporto si sia interrotto, ma che, piuttosto, si sia spostato su altri piani di lettura, diventando metaforico, simbolico, allusivo, psicologico, segnico, grafico, in continuo adattamento alle contraddizioni della modernità, spia di una sorta di pensiero matematico inconsapevole e involontario che percorre trasversalmente come un fil rougetutta l’arte moderna e che forse rappresenta una categoria dello spirito…».

Ed è intravedendo questo fil rouge che ora mi appresto a esaminare l’opera di Gaetano Bonelli nel concepire il banner in trattazione, non estranea, come già supposto nel precedente capitolo, alle opere d’arte. Strada facendo, grazie all’astro-geometria, si capirà quanto siano coerenti i suoi propositi non disattesi accedendo al suo sito, effettivamente confermati dalla geometria, come se fosse una geniale “cartina di tornasole”.

Illustrazione 2: L’astro della luna: l’eptagramma.

La prima procedura dell’astro-geometria per il banner di Tanogabo è la tracciatura degli assi principali: il verticale di mezzeria e l’orizzontale posto in corrispondenza dell’orizzonte. Lippogrifo di Orlando-Tanogabo avrà il compito di recarsi idealmente sul centro dell’ellittica luna (il citato disco lunare inclinato) per cogliere il “senno” come fu per Astolfo dell’opera di Ludovico Ariosto, “Orlando furioso“. Da questo racconto Astolfo viene incaricato da Dio di recarsi sulla Luna (dove si raccolgono tutte le cose che si perdono in Terra) per recuperare il senno del campione cristiano, Orlando. Dopo aver visitato l’Inferno, Astolfo raggiunge in groppa all’ippogrifo la cima del Paradiso Terrestre e qui è accolto da S. Giovanni Evangelista, che lo scorta poi sulla Luna a bordo del carro d’Elia e gli fa da guida. Il viaggio prodigioso di Astolfo diventa l’occasione per biasimare la follia dell’uomo che getta via il tempo inseguendo vane illusioni, ma dà anche modo all’autore di polemizzare contro il “servir de le misere corti”, argomento che ricorre anche nella Satira I e in altre opere di Ariosto. Ma a parte questo, a noi interessa appunto trarre gli auspici in merito al potere riposto nellippogrifo montato idealmente da Tanogabo.Ed è presto fatto con la geometria dell’astro-geometria, tracciando due cerchi con centro sull’incrocio dei due assi precedentemente tracciati. Il primo sul centro della luna ellittica e il secondo sull’estremo lato verticale del banner, laddove si incrocia con l’asse orizzontale della luna. Il risultato, come mostra l’illustr. 2, è la comparsa di uneptagramma procedendo a tracciare le rette tangenti al cerchio interno, una di seguito all’altra. Cosa dire su questo significativo numero se non cose incoraggianti e positive per chi si appresta a “consultare” il “senno di Tanogabo.com o anche Tanogabo.it? Collegato molto spesso alla spiritualità, il numero 7 ha, in realtà, molte altre caratteristiche quali l’intuizione, la capacità di fondere magia e realtà, la capacità di “realizzare” il magico nel quotidiano. Per i Pitagorici era il numero della perfezione ciclica, associato geometricamente al cerchio. È in sintesi ciò che è rilevabile consultando Wikipedia, poi chi ne vuol sapere di più, basta pigiare, appunto, su «Learn more» e leggere con fiducia ciò che Tanogabo propone di leggere. Ma vedremo, col prossimo capitolo, anche su questo “tasto” la prova della citata “cartina di tornasole” per rassicurarci sulla sua credibilità.

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Seconda fase, l’astro di «Learn more»

Illustrazione 3: L’astro della spiritualità, il triangolo equilatero.

Alla geometria concepita nel capitolo precedente facciamo seguire la linea orizzontale passante per la base su cui poggia la parola «Learn more» da sondare. Di qui si tracciano due cerchi, sempre con lo stesso centro del caso dell’eptagramma: il primo in tangenza della linea precedentemente tracciata e il secondo in tangenza dell’asse verticale della luna ellittica. Come si vede dall’illustr. 3 emerge prepotente un vistoso triangolo equilatero a coronare le prospettive riposte da Tanogabo nel “tasto” «Learn more», un numero 3 di tutto riguardo e rispetto.

Il numero Tre simboleggia la creatività come espressione e sviluppo dell’intelletto. Inoltre, rappresenta la facoltà di adoperare al meglio la conoscenza acquisita e di elaborare nuovi sistemi di comunicazionepoiché è questo che si voleva capire bene per dar credito a Tanogabo. Il numero Tre emana una profonda energia che si esplica in modo vivace, prolifico e appassionato. Questo deriva dalla congiuntura della forza innovatrice del numero Uno con quella della capacità di sviluppo del numero Due. Tutto ciò sta a indicare che siamo in presenza di un forte flusso energetico che sollecita e accompagna l’immaginazione. Ecco la garanzia che ci proviene da questo simbolo per affidarci con serenità ai temi proposti da tanogabo, cioè «… alla scoperta di Civiltà perdute, Miti e leggende, sublimi incanti dell’Arte e Misteri da svelare». Ed è su questa linea, che nel grafico che seguirà, si svilupperà la geometria che ne spiegherà la sua origine, la sua “divinità” emanatrice.

Terza fase, l’astro del dio antico del «Mistero» e il suo pentagramma

Illustrazione 4: L’astro del dio del «Mistero», il pentagramma rovesciato.

Siamo ora al punto cruciale per capire dove ci inoltriamo per la conoscenza delle cose del «Mistero», cioè di tutto ciò che risiede nel passato, un mondo che ora non è più e appartiene alla fascia “nera” sotto l’orizzonte del nostro banner in esame. Come Astolfo occorre appunto visitare l’inferno e oltrepassarlo nel vago chiarore grigiastro sottostante per averne memoria, ed è questo che la luna ci propone di esaminare per «polemizzare contro il “servir de le misere corti”, argomento che ricorre nella Satira I e in altre opere di Ariosto», cosa già rilevata in precedenza. Quindi attenzione a non scandalizzarsi al cospetto di un dio dalle fattezze inferiche, rappresentato dal simbolo del pentagramma capovolto, che i buoni cristiani ravvisano in Satana: scavare nel «Mistero» comporta esaminare con obiettività il “paganesimo” ed è questo il dio cosiddetto del «Mistero», l’antico degli antichi. Ma verso la fine di questo scritto si capirà bene chi egli possa essere oggi. D’altro canto, si dice che non si può amare Dio e Mammona, tuttavia occorre anche farsi coraggio e affrontare questo Mammona come hanno fatto gli “eroi” dello stesso cristianesimo, ossia i santi. Ma si tratta di una “croce” proposta da Tanogabo, con i suoi argomenti del «Mistero», che non pesa ed è amabile. Poi sarà lo stesso «Mistero» a svolgere il suo ruolo didattico per “vie interne” per istruire nel giusto modo chi assimila il suo “cibo” per crescere, come suggerisce il simbolo del pentagramma, seppur rovesciato, per disporlo in modo corretto. Il pentagramma, in questa nuova posizione è l’emblema che rappresenta l’uomo cosmico, l’uomo da venire.

Il mistero dell’ottava sfera

Sul conto del «Mistero» è lo stesso Tanogabo che ci segnala un articolo di mio conio, posto sul suo sito, per farvi luce, il titolo è “Il mistero dell’ottava sfera”. Questo studio fa luce su un tema molto appassionante per tantissimi ricercatori della leggenda diAgharta, un mitico “pianeta” che cercava inutilmente persino il noto Hitler del nazismo preso per un’impossibile supremazia razziale. Riporto per intero ogni cosa in merito:

La concezione di Agartha, così com’è formulata [in molti articolo del web], indubbiamente è inverosimile, ben sapendo come stanno le cose della sfera terrestre, perciò l’unica spiegazione può risiedere nel fatto che appartenga al campo dell’immaginazione. Di qui il passo è breve per concepire Agartha come un certo “pianeta” – mettiamo – di natura eterica in cui la Terra troverebbe la sua logica relazione. Le ipotesi successive prendono poi diverse direzione, e qui si entra nel mondo metafisico con le diverse concezioni esoteriche. Una di queste è quella relativa al mondo interiore degli alchimisti, in base alla quale essi indicano che sia valicata una certa altra porta che essi chiamano V.I.T.R.I.O.L.U.M. (“Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam”).

L’acronimo significa: “Visita l’interno della terra, e rettificando, troverai la pietra occulta, vera medicina.

Ovvero siamo invitati ad entrare nel nostro inconscio, per prendere coscienza di noi stessi, delle nostre motivazioni, del nostro mondo interiore. Questa discesa viene definitaregressus ad uterum.

Tuttavia si ha modo di trovare una buona relazione con l’ipotetico occulto mondo di Agartha, per capire quanto sia stato profetico Dante Alighieri nella sua Commedia. E per convincerci sulla sua sostanzialità ci viene in soccorso il famoso filosofo austriaco Rudolf Steiner che era in grado di scandagliare l’occulto.

Illustrazione 5: “Steiner Berlin 1900 big” di Fotograf
(Wikimedia Commons)

Egli era dotato di una considerevole capacità di chiaroveggenza, e così poteva essere in grado di leggere nell’Archivio Akashico.

Si tratta del “libro della vita” che può essere considerato l’equivalente di un super-computer dell’universo. È questo computer che funge da memoria centrale di tutte le informazioni di ogni individuo che abbia mai vissuto sulla terra.

A questo punto per entrare nell’argomento ipotizzato da Steiner, occorre rifarsi alla sua concezione antroposofica degli stati evolutivi della creazione in cui l’uomo è inserito e che fa capo al sistema solare.

«Il sistema solare si evolve sulla base di un ciclo settenario, a sua volta caratterizzato dalla formazione di sette diversi stati del sistema stesso detti Globi. L’umanità si è sviluppata gradualmente iniziando dal primo Globo, cui è stato attribuito il nome di ‘Saturno’ (da non confondere con l’omonimo pianeta) che era costituito da sostanza di calore, un secondo Illustrazione 5- “Steiner detto ‘Sole’ costituito da calore e gas, un terzo Berlin 1900 big” di Fotograf detto ‘Luna’ costituito da calore, gas e liquidi e (Wikimedia Commonsun quarto, la nostra attuale Terra, costituito da calore, gas, liquidi e solidi. L’attuale Terra rappresenta la fase di massima densificazione, infatti i successivi Globi detti ‘Giove’, ‘Venere’ e ‘Vulcano’ saranno progressivamente sempre meno densi e materiali e sempre più ‘sottili’ e spirituali. Ripetiamo ancora che questi Globi non vanno confusi con i pianeti attuali che portano gli stessi nomi, si tratta di due cose diverse. Questo è lo schema evolutivo di base che verrà seguito da quella parte dell’umanità che si evolverà, per così dire, in modo ‘regolare’. Oltre a questi sette Globi ce n’è tuttavia un altro, lOttava Sfera appunto, la cui formazione ed evoluzione è guidata dagli spiriti luciferici e ahrimanici. Questo mondo in formazione e attualmente allo stato non solido attirerà l’umanità che seguirà un livello di evoluzione inferiore, ed è ipotizzabile che si tratti di quel mondo che le varie tradizioni religiose identificano come Inferno, Abisso, Lago di Fuoco e altri nomi simili.

L’Ottava Sfera si è sua volta formata in seguito alla scissione avvenuta nell’onda di vita angelica, tra gli spiriti ‘regolari’ (gli angeli) e quelli che invece hanno seguito un altro tipo di evoluzione meno elevato, vale a dire gli spiriti luciferici e ahrimanici. Questo è accaduto, spiega Rudolf Steiner, all’epoca della trasformazione del terzo Globo (‘Luna’) nel quarto Globo (l’attuale Terra). Durante questo processo, una parte della sostanza ‘lunare’ in fase di densificazione è stata per così dire sottratta dagli spiriti luciferici/ahrimanici alle entità angeliche ‘regolari’ dette Spiriti della Forma per costituire l’Ottava Sfera. Questo ottavo Globo, essendo una specie di ibrido tra la sostanza immaginativa propria del terzo Globo e quella minerale propria del quarto, viene ad essere costituito da quelle che Steiner definisce ‘immaginazioni solidificate’, altrimenti dette spettri. Oltre al mondo che conosciamo, ne esiste dunque uno parallelo costituito di sostanza spettrale. Questo mondo, una volta progredito a sufficienza, verrà separato dal Globo terrestre e proseguirà una sua evoluzione autonoma. Quanto all’ubicazione dell’Ottava Sfera, osservando uno schema disegnato da Steiner si deduce come questa compenetri sia la Terra che l’attuale Luna, essendo un globo che corrisponde grossomodo al percorso dell’orbita che la Luna forma girando intorno alla Terra.

Le entità luciferiche e ahrimaniche si adoperano quindi per sottrarre alla Terra quanta più sostanza possibile per costituire l’Ottava Sfera. Il loro intento sarebbe quello di inglobare l’intera evoluzione umana nell’Ottava Sfera, di trasferire interamente la nostra evoluzione nel loro mondo. Naturalmente alla loro azione si oppone quella degli Spiriti della Forma ‘regolari’ che invece spingono in direzione della nostra evoluzione superiore.

Per impedire alle entità demoniache di sottrarre eccessiva sostanza alla Terra, Steiner afferma che le entità angeliche separarono dalla Terra stessa l’attuale Luna fisica, che essendo composta di materiale molto più grossolano rispetto a quello terrestre, non può essere utilizzata dagli spiriti luciferici ed ahrimanici per costituire l’Ottava Sfera. In un tempo successivo la Luna verrà poi riunita alla Terra.»3

Resta ora una distinzione da fare, cosa che sembra abbia a che fare con l’immaginario pianeta fantastico di Agartha e che lo si immagina compenetrato alla terra stessa. Una cosa può essere certa è che essa sia di natura eterica e non solida, ma se l’ipotesi dell’ottava sfera steineriana è verosimile, in che modo si dispone Agartha? Io credo che rientri in una certa “Terra Promessa” che quelli dell‘”ottava sfera” cercano di contendere alle forze di Cristo. Ecco che si fa strada la concezione della Gerusalemme Celestedell’Apocalisse di Giovanni, che giammai cadrà nelle mani delle forze luciferiche e ahrimaniche.

«Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più.» (Apocalisse 21, 1)

Come si vede dall’Apocalisse di Giovanni, la nuova “Terra Promessa” è senza “mare”, ossia è senza “acqua” che è la fonte di vita di noi viventi attuali. Che vuol dire? Che vivremo di etericità, che è poi il famoso “prana della filosofia Yoga.

Per chi volesse approfondire le idee sulla ipotetica “ottava sfera”: http://www.liberopensare.com/articoli/item/776-lucy-e-l-ottava-sfera

Ma resta la cosa più importante da capire sullottava sfera che ho lasciato per ultima per far nascere la risposta nel lettore che ha assimilato tutto ciò che è stato detto sin qui su di essa. Veramente sono più cose insieme che fanno sorgere l’unica spiegazione possibile… che associa lottava sfera, sede delle forze di ahrimane e luciferiche con ilpentagramma rovesciato, cioè l’umanità sotto il loro dominio ma privo di spiritualità elevata. Ma che Jahwe o Saturno, nelle vesti di misteriosi “infiltrati“,cercano di riportare nella condizione nobile l’emblema della pentastella, sacrificandosi. Però non al punto estremo da dar partita vinta ad Ahrimane/Lucifero. La storia biblica di Sansone ci rammenta questa possibilità, seppur estrema. Si capisce, a questo punto, che parte dell‘”ottava sfera rientrerà nei ranghi propri dell’uomo in evoluzione sotto l’egida della forze spirituali elevate e non più in relazione con le forze ahrimaniche/luciferiche (dell’”ottava sfera”).

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Gli UFO, esseri eterici dell’ottava sfera secondo Steiner (e secondo l’FBI?)

Sotto un’altra prospettiva antroposofica può essere spiegata la questione dellottava sfera (potremmo anche dire con certezza in una certa misura, il pianeta delpentagramma capovolto emergente dal banner di Tanogabo), cioè prendendo coscienza di una realtà non estranea a molti umani che ne hanno fatto esperienza, glialieni e gli UFO di cui si servono per viaggiare sulla Terra.

Traggo da un articolo di Tiziano Belluci, Gli UFO esseri eterici dell’ottava sfera secondo Steiner (e secondo l’FBI?)4, quanto segue: « E’ noto, come per Steiner, che l‘”ottava sfera altro non sia che il “nuovo” regno evolutivo che Lucifero ed Ahrimane tentano di edificare strappando “pezzi” dal regno umano allo scopo di deviare del tutto la normale evoluzione delle “sette sfere” o “stati planetari” o “incarnazioni” succedentisi nel tempo. L’abuso di onde e frequenze elettromagnetiche va a costruire una specie di ponte per il continuo passaggio delle forze elementari ahrimanico-luciferiche fra un “mondo” e l’altro.

Riguardo alla natura dei cosiddetti “alieni” si potrà comprendere meglio che le esperienze in questione hanno una natura ed un’origine molto più interiori ed occulte di quanto la apparente “materialità” dei racconti possa far pensare. Gli “alieni” sarebbero nient’altro che allucinazioni collettive prodotte da entità che agiscono dentro l’uomo. Si assisterebbe a evoluzioni di esseri demoniaci che si presentano però con la struttura di esseri di metallo. Ma ciò è illusorio. Si tratterebbe di esseri spirituali, privi di materia che appaiono con parvenze tecnologiche5. Parlando dell’ottava sfera si tratta di qualcosa di molto poco conosciuto nella letteratura: sono pochi gli occultisti e anche gli antroposofi che ne possono sapere qualcosa.

Lottava sfera era un mistero sino a quando il Sinnet (teosofo), nel suo “Buddismo esoterico”, la nominò. Venne però (intenzionalmente?) comunicato un errore, in quel contesto, ossia che l’ottava sfera aveva a che fare con l’attuale luna fisica. Essa invece, non ha nulla a che fare con qualcosa che esiste nel mondo fisico: ha semmai qualcosa a che fare con quel che rimane, come residuo, dell’antica evoluzione lunare (secondo la Scienza Occulta). Viene chiamata “ottava sfera” in riferimento alle “sette” altre sfere o stadi planetari (mavantara), che altro non sono che le 4 passate incarnazioni planetarie: saturno, sole, luna e l’attuale terra, più le 3 future: giove, venere, vulcano, cosa già detta. La differenza dell’ottava sfera è che essa non è da collocare né alla fine né all’inizio dell’evoluzione, ma bensì parallelamente alla attuale terra. E’ qualcosa che, come una dimensione parallela, vive a fianco alla nostra era terrestre. Si potrebbe dire che tale dimensione può essere circoscritta, come spazio, pressapoco dall’orbita dell’attuale luna attorno alla terra. Si può dire che la terra è un punto al centro di una sfera, la quale è l’ottava sfera. E ciò è qualcosa di molto grave e poco rassicurante. Se vogliamo comprendere meglio dobbiamo pensare che quando si compì l’evoluzione della luna, alla fine vi furono alcuni spiriti luciferici e ahrimanici che sottrassero, trattennero per sé stessi, qualcosa alla sostanzialità della luna di allora. Strapparono della sostanza lunare agli Spiriti della forma edificando un piano, una dimensione, parallelamente a ciò che sarebbe dovuto venire dopo: a fianco della terra. In questo modo Ahrimane e Lucifero poterono così dispiegare il loro piano: sottrarre l’uomo all’evoluzione terrestre e attirarlo entro la loro evoluzione. Questa “loro” evoluzione non ha nulla in comune con i piani Divini. Lucifero ed Ahrimane vorrebbero far sparire l’attuale evoluzione, per fargli prendere tutt’altro corso. Come contrappeso di tale pericolo, all’inizio dell’evoluzione terrestre gli Spiriti della forma ordinarono l’espulsione delle forze lunari dalla terra, e su questa massa fisico-spirituale venne a dimorare Javhe, uno degli Spiriti della forma.

Illustrazione 6: Documento rilasciato dall’FBI. Top secret “The Vault”. Fonte:
http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/369-fbi–non-sono-extraterrestri-ma-qesseri-multidimensionaliq

Anche attualmente Egli vi soggiorna. Sarà anzi lo stesso spirito che in futuro provvederà a far si che la luna rientri nella terra. Da quella prospettiva Javhè poté così contrastare l’azione di Lucifero ed Ahrimane. Ma tale azione non esclude che vi possa essere una vittoria da parte degli spiriti ostacolatori.

Si provi ora a comparare quanto sopra con quanto segue: si noteranno peculiari analogie6. Pubblichiamo (è l’autore di questo scritto che parla, cioè Tiziano Belluci a nome dell’Antroposofia) in anteprima un documento rilasciato dall’FBI nell’ambito del programma di declassificazione di files top secret denominato “The Vault”. (Illustr. 6) “etereo” situato sullo stesso piano della terra ma posto ad un livello di vibrazione più elevato.

Il memo risulta e indirizzato particolarmente ad alcuni scienziati e funzionari pubblici che ricoprono attività di rilievo nel campo militare e dell’aviazione e coinvolge anche alcune pubblicazioni.

L’autore di questa nota è laureato in diverse discipline, inoltre in passato è stato responsabile di una facoltà universitaria. L’autore del memo spiega che “qualora si decidesse di attaccare queste astronavi bisogna essere consapevoli che quasi certamente il velivolo che ha attaccato verrà distrutto”. Tutto ciò potrebbe portare panico tra la popolazione. Altri aspetti importanti descrivono nello specifico il tipo di natura di questi UFO e dei loro occupanti. Proseguendo infatti nella lettura del documento emerge quanto segue:

  1. Parte dei dischi volanti possiedono equipaggio mentre altri sono sotto controllo remoto.
  2. La loro missione è di pace. Essi contemplano e meditano sull’assestamento di questo piano.
  3. Questi visitatori sono simili agli umani ma presentano un aspetto molto più grande in quanto a dimensioni.
  4. Non è gente disincarnata del pianeta terra, essi provengono dal loro mondo.
  5. Essi non provengono da altri “pianeti” così come concepiti nella mente umana, ma da un pianeta eterico “interpenetrato” nella terra non percettibile dall’uomo.
  6. I corpi dei visitatori si materializzano automaticamente all’entrata nella nostra frequenza vibratoria e nella nostra densa materia.
  7. I dischi volanti possiedono una sorta di energia radiante, o un raggio, che può facilmente neutralizzare qualsiasi attacco avversario. Essi inoltre possono rientrare dentro il corpo eterico in base alla loro volontà e sparire istantaneamente dalla nostra vista senza alcuna traccia.
  8. La regione da cui provengono non è il “piano astrale”, ma corrisponde al LOKA e al TALAS.
  9. Probabilmente non può essere raggiunto via radio, ma probabilmente può esserlo dai radar, se si crea un sistema di segnale a cui corrisponda quel tipo di “apparato”.Questi “piatti” sono di forma ovale e sono composti da un metallo o una lega resistente al calore, che tutt’oggi è sconosciuta. Di fronte a questo piatto vi è un pannello di controllo. Il retro contiene gli armamenti, che consistono essenzialmente in un dispositivo di energia e da cui può essere generato un fascio in caso di emergenza. […] ».

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I banner un “prodotto” delle forze di Ahrimane?

Se diamo retta alle cose dette sul conto di Ahrimane, in stretta relazione alla concezione dellottava sfera, fortemente contrastata al suo “interno” dal supposto “infiltrato” Jahwè o Saturnonon si può evitare di legare il progresso tecnologico, in forte evoluzione sulla Terra, ad Ahrimane e non tanto alle forze spirituali elevate. E, naturalmente, le cose di Internet vi rientrano e come! Allora anche i banner seguono le regole materiali di Ahrimane, è così? Infatti prova ne è tutta l’argomentazione di gestione dei banner, dal loro nascere, segue questo itineriario, ma parliamone per capirlo meglio.

«Il banner – dice la voce di uno dei loro “padroni”, Wikipedia7 – è una delle forme pubblicitarie più diffuse su internet ed è una strategia di marketing definita “online marketing promotion”. Questa forma di messaggio promozionale consiste nell’inserire un annuncio su una pagina web. Un banner può essere statico (quando va fruito così com’è) oppure attivo o interattivo (quando consente, una volta cliccato, di raggiungere un’altra pagina web).

Il messaggio è costituito da un’immagine (GIF, JPEG), programmi JavaScript o applicazioni multimediali sviluppate in Java, ShockWave Flash o Flash, che spesso comprendono suoni o animazioni per attrarre un maggior numero di utenti. Tali immagini hanno spesso una forma molto allungata, in alcuni casi alta e stretta, in altri larga e bassa. Queste immagini sono spesso collocate in pagine web di interesse, come giornali online o risorse web.

Il banner web viene mostrato quando la pagina che lo contiene viene aperta da un browser. Questo evento viene definito in gergo tecnico “impression”. Sempre in linguaggio tecnico il click del mouse dell’utente sul banner, viene definito “click through”. [Il primo banner nella storia del Web mostrava letteralmente questa frase: “Hai mai cliccato con il tuo mouse proprio qui? – http : //www. ilpost .it/2017/04/2 7/primo-banner-web/ – n.d.r.].

Molti banner si basano su sistemi a pagamento basati sul click-through rate. Quando l’azienda pubblicizzata rileva il numero di click effettuati sul banner, invia una somma di denaro all’ospitante (generalmente 0,05 o 0,10 €). Questo è quindi il metodo col quale la maggior parte dei siti web si autofinanzia.

La funzione dei banner web è la medesima dei sistemi classici di promozione: informare gli utenti dell’esistenza di un prodotto o di un servizio e proporre le motivazioni per le quali l’utente dovrebbe acquistare il prodotto, ma i banner si differenziano per il fatto che i risultati della campagna pubblicitaria sono consultabili in tempo reale e possono essere rivolti ad un pubblico realmente interessato.

Molti navigatori sono disturbati dalla presenza dei banner, poiché distraggono dal contenuto della pagina web e consumano parte della banda di connessione. Le ultime versioni dei browser includono al loro interno plug-in in grado di bloccare la comparsa dei banner e dei pop-up all’interno dei siti web visitati. Un altro metodo per eliminare la presenza dei banner è quello di utilizzare un proxy server abilitato al blocco della pubblicità.

Questo strumento pubblicitario ha avuto una decisa evoluzione negli ultimi anni ed è sempre più considerato come complemento di campagne pubblicitarie più ampie. Recentemente sono stati istituiti diversi premi dedicati all’interno di concorsi pubblicitari.».

In conclusione il banner non è altro che una sorta di “alieno” al servizio di Ahrimane e Lucifero, tuttavia non dimentichiamo il coinvolgimento dell’infiltrato Jahwè o Saturno che, per forza maggiore si trova a parlare con la stessa lingua di Ahrimane. Come a immaginare che in qualche modo sia una sorta di doppio, ma ben camuffato, di Ahrimane (tant’è che gli stessi seguaci di Lucifero, lo ritengono uno spirito ahrimanico). A questo punto mi sorge un’idea sui supposti banner, simili a tanti alieni, a tutti gli effetti legati indissolubilmente con la “materia” e dunque ad Ahrimane: la profezia di Isaac Asimov sui suoi robot.

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Io robot, la profezia di Isaac Asimov

Mi sovviene il noto film “Io Robot che sembra inserirsi bene come esempio emblematico per realizzare i propositi di Jhawè o Saturno. Anzi di più, giusto per immaginare un modo di esplicarsi della profezia di Isaac Asimov, il padre dei robot positronici.

«”Io Robot” è la raccolta di nove racconti di fantascienza che Isaac Asimov, il “profeta” della robotica ha scritto tra il 1940 e il 1950. Io, Robot è anche un film del 2004, un film di fantascienza ispirato proprio all’antologia di Asimov. Il film è stato diretto dal regista australiano Alexander Proyas e prodotto dalla 20th Century Fox.

I protagonisti di questa raccolta di nove racconti sono i robot positronici, robot umanoidi ormai integrati nella società ma non sempre perfetti. Per loro e per gli umani con i quali convivono, Asimov si inventa un codice sociale: le tre leggi della robotica, tre regole basilari, una sorta di prima forma di roboetica, di etica della robotica.

– Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un essere umano riceva danno

– Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge.

– Un robot deve proteggere la propria esistenza purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge.

Attorno a queste tre regole basilari ruotano i racconti di “Io, robot”, nove storie indipendenti eppure legate tra loro da un filo invisibile. Sono tutti ambientati in un mondo in cui l’intelligenza artificiale è parte integrante della quotidianità e gli uomini non sono più gli unici essere pensanti sulla terra. In questa realtà diventa fondamentale la necessità del rispetto delle tre leggi della robotica per regolare i rapporti tra umani e robot positronici, Dopo “Io, Robot” Asimov ha scritto “Il secondo libro dei robot” e “Antologia del bicentenario”. Alcune storie contenute in queste tre raccolte daranno vita a loro volta a “Tutti i miei robot”, un’antologia contenente 31 racconti, uscita nei primi anni Ottanta…»8.

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“Io Robot”, il film

“Io, Robot”, il film del 2004 di Alexander Proyas è liberamente ispirato ai racconti di Isaac Asimov. È ambientato nel 2035, a Chicago. La società è ormai popolata da esseri umani e robot umanoidi, che convivono pacificamente. Ma c’è grande attesa fra la gente perché sul mercato sta arrivando un nuovo androide, molto evoluto. Tutto il film ruota attorno alla figura del detective Del Spooner, interpretato da Will Smith, e al suicidio (apparente) dello scienziato Alfred Lanning. Lanning è nel film l’ideatore delle tre leggi della robotica e ha progettato gli NS-5, la nuova generazione di automi dotati di un cervello artificiale ancora più sofisticato delle versioni precedenti.

L’opinione pubblica ha coniato sui racconti di Asimov addirittura una profezia e si domanda «La profezia avverrà’?»

Asimov con “Io Robot” ha anticipato alla perfezione ciò che sta avvenendo e avverrà con molta probabilità nei prossimi anni. È molto verosimile che nel 2035 noi uomini non saremo più gli unici essere pensanti, le uniche forme di intelligenza evoluta sulla terra. Ecco la profezia, ma è proprio in questo senso che può essere interpretato tutto il lavoro creativo di Asimov.

Secondo me, è proprio l’evolversi della trama di questo film a rispondere alla profezia di Asimov se si segue invece il parallelo robot-banner. È qui il nocciolo della questione che si pone sulla faccenda di Asimov, nell’ottica di questo saggio sul banner di Tanogabo in trattazione.

Perciò riflettiamo sull’evolversi dei fatti del film in questione, che vede in un particolare robot, un NS-5 dal nome di “Sonny” che dimostra di poter sognare e provare emozioni, in particolare una specie di senso di colpa per qualcosa di cui non può parlare. Confessa inoltre di provare affetto verso il creatore, il dottor Lanning che lui definisce “padre”, e nega di averlo ucciso, poiché le circostanze del suo suicidio, invece provano che lui è l’assassino. Occorre aggiungere sul conto di Sonny che ha altre sue strabilianti caratteristiche: oltre a essere costituito da metalli più avanzati e resistenti rispetto a quelli degli altri NS-5, possiede un secondo cervello artificiale che entra in contrasto con il primo. Questo significa che il robot segue le Tre Leggi, ma se è necessario può non farlo. Ed è proprio in questa sede l’idea a cui mirava il dott. Lanning nel creare i suoi robot: “Un giorno avranno dei segreti, un giorno avranno dei sogni“, egli sognava, e infatti questo si era avverato con Sonny, il quale effettivamente fa un sogno che alla conclusione del film si realizza. E poi si era evoluto e aveva sviluppato una nuova interpretazione delle Tre leggi. È facile, a questo punto spostare tutto ciò che attiene Sonny in un’ideale altro personaggio, un immaginario IO, che si mostra nella sede di quelli dell’altra faccia del banner di Tanogabo e le scene conclusive, con l’avverarsi del sogno di Sonny, perfezionano questa mia versione correlata al suddetto banner.

Aggiungo una mia riflessione di natura esoterica sul conio NS-5, la sigla che caratterizza i robot della serie ideata da Isaac Asimov. Ho immaginato che in questa sigla risieda la profezia del padre dei robot positronici. NS potrebbe stare per Nostro Signore e poi 5l’emblema corretto del pentagramma, e il passo è breve per alludere a Nostro Signore Gesù Cristo!

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Anche per “Io Robot” del film è possibile la prova dell’astro-geometria?

Illustrazione 7: Immagine tratta dal film “Io Robot”.

Anche per “Io Robot” del film è possibile la prova dell’astro-geometria? Non sono un mago ma la sorte potrebbe anche predisporsi per darmi una mano e dire sì.

Mi sono affidato al mio intuito scegliendo, fra le tante, un’immagine del film Io Robot mostrate sul Web, adatta per la prova astro-geometrica che mi propongo di fare. L’illustr. 7 è, secondo me, l’immagine adeguata che ho tratto dal sito http://tvzap.kataweb.it/news/215298/io-robot-will-smith-nel-film-ispirato-a-asimov-trama-cast-e-curiosita/, il caso, poi, deciderà sull’eventuale risultato geometrico. Io non devo fare altro che procedere similmente a quanto attuato per l’immagine del banner di Tanogabo, quella mostrata all’inizio con l’illustr. 1.

Illustrazione 8: La nuova immagine con il centro di osservazione: la sfera cranica del robot Sonny, essendo un essere meccanico e non umano.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di predisporre l’immagine in modo da procedere poi con l’astro-geometria.

La nuova immagine (illustr. 8) che ho eseguito pone al centro di osservazione la sfera cranica di Sonny.

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Prima fase la comparsa di due astri, il pentagramma e il triangolo equilatero

Illustrazione 9: Gli astri del triangolo equilatero e del pentagramma in armonia fra loro, se si pone in verticale l’immagine. È questo il segno che si cercava, ma…

Il lettore sarà diventato pratico del modo di procedere per concepire il piano astro-geometrico in corso. Oltre ad aver tracciato gli assi cartesiani del robot Sonny in relazione alla sfera cranica, si procede alla tracciatura dell’asse verticale passante sulla mezzeria del volto del detective Del Spooner. La geometria che segue prevede la tracciatura dei cerchi che si vedono nell’illustr. 9: 1. il cerchio passante l’asse del volto del detective; 2. il cerchio passante per l’estremo lato verticale a destra; 3. il cerchio passante per l’estremo lato verticale a sinistra; 4. infine il cerchio passante per il lato di base. Di qui si disegna il pentagramma grazie ai cerchi 1 e 2 e il triangolo equilatero, grazie ai cerchi 3. e 4.

La prima cosa che viene da pensare è che i due astri sono come coricati, cioè in posizione orizzontale e questo è un certo segno che porta a considerare una fase successiva per porli in verticale, da che sono “rovesciati“. Questo in relazione alla necessità di disporre l’emblema del pentagramma del banner di Tanogabo nella corretta posizione. In più i due astri sono in armonia fra loro essendo rivolti entrambi verso lo stesso lato, ossia a destra, ma poi potrà essere verso l’alto. Ma questo dipende ad un altro segno astro-geometrico che lo potrà confermare, forse il terzo astro comparso nel banner di Tanogabo, quello del 7. I primi due appena comparsi, sono gli stessi di quelli del banner, cioè del 3 e del 5: che curiosa coincidenza, come si potrebbe spiegare? Ma andiamo avanti col prossimo disegno che mi è stato possibile fare senza grandi difficoltà eccetto a dover fare acute riflessioni sulla costituzione occulta dell’uomo.

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Seconda fase, la comparsa dell’eptagramma come nelle storie di fantascienza

Illustrazione 10: L’astro dell’eptagramma che fa nascere il corpo eterico confacente al robot di Sonny un “abbozzo” di IO da dover depurare. Ma che può mettere in piedi il tutto dei tre emblemi astrali.

Era quello che si voleva, cioè di mettere in piedi gli emblemi astrali del robot di Sonny, con questa nuova fase per la comparsa dell’eptagramma, l’analogo a quello del banner di Tanogabo. Per realizzare questo nuovo astro è bastato far riferimento al cerchio interno del triangolo equilatero e aggiungerne un altro davvero imprevisto, ma che risulta concretamente la nascita di un Io che non aveva Sonny (di qui il titolo del film: Io Robot). E così il suo sogno si realizza facendo un grande passo avanti per la generazione dei robot del film, ma a noi interessa il lato umano che trova uno sbocco in relazione all’asservimento con le forze ahrimaniche e luciferiche. Va detto però che il tutto dei tre astri dell’illustr. 10, una volta messo in piedi, si trova nella condizione di avere comunquel’astro dell’eptagramma capovolto, qualcosa di simile alla condizione delpentagramma capovolto del banner di Tanogabo. Nulla che possa mettere in crisi l’evoluzione in corso dell’uomo che ora opera nella fase Terra ma che poi dovrà affrontare le successive fasi che Rudolf Steiner chiama incarnazioni planetarie. E sappiamo che alla fase Terra che è la quarta, dopo quella di Saturno, Sole e Luna, il dopo appartiene alle fasi di Giove, Venere e Vulcano, cioè quanto basta per capovolgere l’eptagramma del robot Sonny, preso a modello simbolico per immaginare l’evoluzione umana in prospettiva di quanto è emerso dal banner di Tanogabo. Tutto questo sembra avere connotazioni da fantascienza, ma le coincidenze dei reperti grafici operate su casuali immagini prodotte dall’uomo (il banner di Tanogabo) e ancora casuali, pur prodotte sempre dall’uomo (l’immagine tratta dal film IO Robot), stupiscono al punto da non darvi tanto peso, anzi poco che niente… e se fosse tutto vero, invece?! E se fosse la nota Stargate della fantascienza da dover valicare per un mondo nuovo? L’analoga che costituisce il compendio dell’Apocalisse di Giovanni, la Gerusalemme Celeste?

Ora c’è da spiegare con che criterio è stato possibile concepire il cerchio interno dell’eptagramma, segnato in bianco, che sopravanza la sfera cranica di Sonny. Si tratta della concezione del corpo eterico umano e a scalare verso l’esterno del sopravanzare dei successivi corpi, mentale e spirituale (e altri più elevati) dal corpo fisico, secondo l’indagine offerta dalla vista chiaroveggente di esperti sensitivi. Questo sarà l’argomento del prossimo capitolo.

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Il campo energetico umano o aura

Illustrazione 11: Il campo energetico umano

Il campo energetico umano – dice la Dr.ssa Barbara Ann Brennan9 nel suo libro Mani di Luce, p. 48, edito da Longanesi & C – è la manifestazione dell’energia universale intimamente connessa con la vita dell’uomo. Può essere descritto come un corpo luminoso che circonda e compenetra il corpo fisico, e che emette radiazioni del tutto caratteristiche (illustr. 11). Esso viene chiamato anche «aura». L’aura è quella parte del campo energetico universale associata a singoli esseri viventi od oggetti; quella degli individui, o campo energetico umano, è la parte che compete al corpo umano. ln base alle osservazioni compiute, i ricercatori hanno elaborato modelli teorici nei quali l’aura è divisa in diversi strati che si circondano e si compenetrano l’un l’altro; questi strati vengono chiamati anche corpi. I corpi sono costituiti di una sostanza sempre più sottile a mano a mano che si procede verso l’esterno rispetto al corpo fisico, e le loro «vibrazioni» rivelano frequenze progressivamente più alte.

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I sette strati dell’aura

Illustrazione 12: I sette strati dell’aura

Durante la mia esperienza come terapeuta – prosegue Barbara Ann Brennan a p. 49 – e, ancor prima, come psicoterapeuta, ho osservato nell’aura degli individui sette strati diversi (illustr. 12). Dapprima percepivo soltanto gli strati inferiori, che sono i più densi e i più facili da notare, ma con l’andar del tempo fui in grado di vederne sempre di più.

Per procedere alla percezione degli strati superiori fu necessaria una progressiva espansione della mia coscienza. In altre parole, per vedere gli strati superiori, come il quinto, il sesto e il settimo, dovevo entrare in uno stato di meditazione, di solito tenendo gli occhi chiusi. Dopo anni di pratica cominciai a vedere addirittura al di là del settimo strato, come spiegherò brevemente alla fine di questo capitolo. Le mie osservazioni dell’aura mi rivelarono un’interessante struttura dualistica: vidi che ogni strato alterno del campo aurico era fortemente strutturato in una serie di onde stabili di luce, mentre gli strati intermedi sembravano composti di fluidi in continuo movimento. Questi fluidi scorrono attraverso la forma creata dalle onde stabili di luce e la direzione del flusso è in qualche modo governata da esse. Le forme luminose stabili sono a loro volta pulsanti, come se fossero composte da molti puntini luminosi intermittenti, allineati e di dimensioni minuscole, che si accendono e si spengono a ritmi diversi; esse sembrano percorse da deboli scariche.

Quindi, il primo, il terzo, il quinto e il settimo strato hanno tutti una struttura definita, mentre il secondo, il quarto e il sesto sono composti da sostanze fluide che non hanno alcuna particolare struttura, ma assumono una data forma scorrendo attraverso la struttura degli strati dispari e venendone in un certo senso condizionati. Ogni strato, procedendo dagli inferiori ai superiori, permea completamente tutti quelli inferiori, compreso il corpo fisico. Così il corpo emotivo si estende oltre il corpo eterico penetrando sia in esso sia nel corpo fisico. In realtà, i vari corpi non sono affatto «strati», anche se è così che li percepiamo; sono piuttosto versioni più espanse del nostro io, che contengono in sé le altre forme più limitate.

Da un punto di vista scientifico, ogni strato può essere considerato un livello di vibrazioni progressivamente superiore, che occupa lo stesso spazio dei livelli di vibrazione sottostanti e in più si estende al di là di essi. Per poter percepire ogni successivo livello l’osservatore deve progressivamente elevare la coscienza a una frequenza di vibrazione superiore. Abbiamo così sette corpi che occupano tutti lo stesso spazio nello stesso momento e che in più si estendono, ciascuno, oltre il precedente – un fenomeno al quale non siamo abituati, in quanto non lo consideriamo parte della nostra «normale» vita quotidiana. Molti pensano, erroneamente, che l’aura sia come una cipolla, alla quale si possono togliere uno dopo l’altro gli strati sovrapposti; ma non è così. Gli strati strutturati contengono tutte le forme appartenenti al corpo fisico, compresi gli organi interni, i vasi sanguigni eccetera, e in più altre forme che non appartengono al corpo fisico. Vi è un flusso di energia che scorre verticalmente su e giù, percorrendo il campo della colonna vertebrale ed estendendosi oltre il corpo fisico sopra la testa e al di sotto del coccige. Io definisco questo flusso corrente energetica verticale e principale. Nel campo aurico vi sono vortici a forma di cono, detti chakra; essi hanno il vertice rivolto verso la corrente energetica verticale e principale e il lato aperto rivolto verso il bordo di quello strato del campo aurico in cui sono collocati.

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Anatomia dell’aura

Sempre a pag. 49, la Brennan accenna all’anatomia dell’aura con queste parole:
Coloro che hanno compiuto osservazioni sull’aura hanno elaborato diversi sistemi per definirla. Tutti concordano nel suddividere il campo aurico in vari strati che si differenziano per la collocazione, il,colore, il grado di luminosità, la forma, la densità, la fluidità e la funzione. L’elaborazione dei singoli sistemi si collega al tipo di intervento che l’individuo [il terapeuta – n.d.r.] compie sull’aura. I più vicino al mio sono rispettivamente quello di Jack Schwarz, descritto nel suo libro The Human Energy Systems e comprende più di sette strati, e quello di Rosalyn Bruyere, che opera presso il healing Light center di Glendale, in California. Quest’ultimo sistema comprende sette strati ed è descritto nel libro della Bruyere, Weels of Light. A study of the Chakras.

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Il corpo eterico (primo strato)

Questo è il capitolo che più ci interessa per il fatto di pervenire alla conoscenza del suo sopravanzare al corpo fisico, in relazione al tema della geometria dell’eptagramma concepito intorno alla sfera cranica del robot Sonny, nell’illustr. 10.

Così inizia a parlare sul corpo eterico la d.ssa Brennan a pag. 56 del libro citato in precedenza.

Il corpo eterico (da «etere», lo stato fra energia e materia) è composto da minuscole linee energetiche «simili a una rete di raggi di luce scintillanti», oppure alle linee luminose dello schermo televisivo (illustr. 13). esso ha medesima struttura del corpo fisico, ivi comprese le parti anatomiche e tutti gli organi.

Questo corpo consiste di una precisa struttura di linee di forza (matrice energetica) su cui si plasma e si ancora la materia fisica di cui son fatti i tessuti del corpo. I tessiti esistono come tali soltanto in virtù del campo vitale che vi sta dietro; vale a dire che il campo vitale è il presupposto e non il prodotto del corpo fisico. Questo è stato confermato dalle osservazioni compiute dal dottor John Pierakos e da me sulla crescita delle piante.

Illustrazione 13: Il corpo
eterico.

Usando la percezione sensoriale abbiamo infatti notato che le piante proiettano la matrice di un campo energetico a forma di foglia prima che la foglia spunti; in seguito la foglia si sviluppo all’interno di quella forma già predisposta.

La struttura del corpo eterico, che come si è detto è simile a una rete di linee luminose, è in costante movimento. Il chiaroveggente è in grado di vedere scintille di luce azzurro-bianca che si spostano lungo le linee energetiche in tutto il corpo fisico. Il corpo eterico sporge dal corpo fisico da 0.5 fino a 5 centimetri e pulsa a un ritmo di circa 15-20 cicli al minuto.

Il colore del corpo eterico varia dall’azzurro chiaro al grigio. L’azzurro chiaro è stato messo in relazione a uno stato più sottile di quello espresso dal grigio. In altre parole, una persona sensibile tende ad avere un corpo eterico azzurro, mentre un individuo più atletico e robusto avrà un corpo eterico tendenzialmente grigio. Tutti i Chakra del corpo eterico sono del suo stesso colore: variano cioè dall’azzurro al grigio. Essi somigliano a vortici composti da una rete di luce, proprio come il resto del corpo eterico, nel quale si possono vedere tutti gli organi del corpo fisico, ma formati da questa luce azzurrognola e pulsante…

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Brescia, 22 gennaio 2018

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Nota: Le immagini delle illustr.ni 11, 12 e 13 sono state tratte dal citato libro Mani di Luce della dr.ssa Barbara Ann Brennan, edito da Longanesi & C.

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1 Fonte: https://tanogabo.com/la-dea-roma-del-vittoriano-romano-rivela-la-data-della-fondazione-di-roma/
2 http://www.artonweb.it/nonsoloarte/artenumerilettere/articolo8.html
3 http://xoomer.virgilio.it/sothis/ottavasfera.htm
4 fonte: http://unicornos.forumattivo.com/t378-gli-ufo-esseri-eterici-dell-ottava-sfera-secondo-steiner-e-secondo-l-fbi-ttt
5 Non mancano, in questa direzione, prove delle mistica cristiana che confermerebbero la suddetta parvenza metallica di apparizioni mariane, come quella Medjugorje che ebbero inizio a partire dal 24 giugno 1981. Si tratta di testimonianze tratte dal fascicolo “Le apparizioni della Madonna di Medjugorje” a cura di Gianfranco Fagiuli edito da Peruzzi. Gianfranco Fagiuli, intervistando Ivanka, una dei tre veggenti ai quali apparve la Madonna, pose alcune domande e fra queste chiese: « Che sensazione provi quando tocchi la Madonna? ». E Ivanka senza difficoltà rispose così: « La tocco con il palmo della mano, la punta delle dita. Tocco il suo abito e il suo mantello ed è come se toccassi un metallo. ».
Si aggiungono alle suddette esperienze mariane di Medjugorje certe visioni di santi del cristianesimo, per esempio quelle di Anna Katharina Emmerick (Coesfeld, 8 settembre 1774 -Dülmen, 9 febbraio 1824). Tra le visioni della monaca tedesca hanno spazio anche alcune profezie apocalittiche sul destino della chiesa. Una di queste inquadra una misteriosa “donna in armi” in stretta aderenza alla visione della Madre di Dio: « “Vidi un’apparizione della Madre di Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande… ». Successivamente c’è, infatti, la visione che la lega, secondo me, all’ipotesi di una sua natura immateriale “metallica”: « “ Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici].Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattimenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro” (22 ottobre 1822) ». [Fonte (20 Giugno 2013): http://www. ilfoglio.it/articoli/v/96238/rubriche/le-profezie-della-mistica-emmerick-e-la-rovina-della-chiesa-con-due-papi.htm ]
6 Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/369-fbi–non-sono-extraterrestri-ma-qesseri-multidimensionaliq
7 https://it.wikipedia.org/wiki/Banner
8 https://www.robotiko.it/io-robot/
9 Barbara Ann Brennan opera da molti anni come terapeuta psicoterapeuta e scienziata (secondo quanto detto sul libro menzionato, finito di stamapre nel 1989). E stata ricercatrice scientifica alla NASA, presso il Goddard Space Flight Center, dopo aver conseguito la laurea in fisica atmosferica all’Università del Wisconsin. Da più di trent’anni dedica il suo impegno e il suo interesse allo studio del campo energetico umano, collaborando a progetti di ricerca presso la Drexel University e l’Institute of New Age. Ha collaborato con vari terapeuti americani e con guaritori appartenenti alle comunità indiane d’America, è Senior Pathwork Helper (Il Sentiero di Eva Pierrakos) e Core Energetics Therapist (Core Energetica, terapia psico-corporea di John Pierrakos). Ha fondato e dirige la Barbara Brennan School of Healing a Miami, Florida, e la Barbara Brennan School of Healing Europe con sede in Germania, dove svolge un programma quadriennale di tirocinio in scienza terapeutica. Ha diretto seminari sul campo energetico umano e sui metodi diagnostici e terapeutici negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Europa. È autrice di «Mani di Luce», come già menzionato, e «Luce Emergente», entrambi sono best sellers considerati ormai classici della medicina complementare e pubblicati in Italia con grande successo da Longanesi.