di Sandro Boccia

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Il canto V dell’Inferno (Paolo e Francesca)

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I viaggiatori s’inoltrarono nell’abisso dell’Inferno

ove non ardeva più la luce, sulla cui soglia sedeva come perno

l’unico giudice Minosse ch’assegnava a ciascun dannato

cerchio e pena per quanti giri faceva con la coda sul corpo attorcinato.

Gustave Doré – Minosse

Vedendo Dante gli precluse il passo ma Virgilio l’azzittì come Caronte

quand’ecco, travolte da bufera passionale, l’anime dei lussuriosi

trascinate dal vento che s’avvicinavano con urli che sembravano bestiali

di chi si lasciò in vita spingere forte nei peccati torbidi e carnali.

Virgilio ne ricordò i nomi: da Achille a Paride di libido bramosi,

da Semiramide a Didone, da Cleopatra a Elena di Troia.

A Dante la visione apocalittica die questa scena non gli procurò noia

anzi fu colpito da una coppia unita in volo, come colombe,

dal desio destate con l’ali tese e lanciate all’amore come fionde.

Ary Scheffer – Paolo e Francesca, 1835

Erano l’anime di Paolo e Francesca da Rimini la cui passionale storia

è di così viva bellezza lirica ch’ogni commento si scolora

mentre si tinge di sentimento laddove il poeta all’amore sprona

e che impone a chi è amato di riamar (“Amor ch’ha nullo amato amor perdona”)

e assurge a vertici di passione laddove descrive il bacio fatale

(“la bocca mi basciò tutta tremante”) tanto che Dante cade come corpo mortale!

“Donde venite? Chi siete?” fece il Vate. “Da Rimini! Siamo Paolo e Francesca”.

Mentre Paolo piangeva la donna rispose: “Quando Gianciotto scoprì la tresca

mi sbudellò assieme al fratello Paolo buttandoci qui sotto

Alexandre Cabanel – Morte di Francesca da Rimini e di Paolo Malatesta

e se proprio vuoi sapere bene come andò la storia e quale fu l’esca,

ora te lo dico subito: lui mi leggeva dell’amor di Lancillotto

verso Ginevra ma arrivati al punto ove il cavalier servente

rubò alla damigella il suo candore, insomma il suo frutto proibito,

lui mi baciò lascivo dopo fissatami negli occhi dolcemente

e così Eros, questo figlio d’una mignotta, con una freccia il cuore ci ha trafitto,

e poi sul più bello successe il patatrac, è entrato mio marito

Gianciotto, perciò mortacci al libro e all’autore che l’ha scritto!”

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