Gli Egizi credono in un universo in continua evoluzione nel quale hanno gioco due forze contrapposte: bene e male, forze che devono ricomporsi in un tutto unico per far ritrovare all’universo l’armonia. Essi credono in un dio trascendente, lontano, esattamente come il nostro, che, ad un certo punto, decide di fare se stesso immanente e crea l’universo.
Il dio trascendente non è mai nominato, è “COLUI DI CUI NON SI CONOSCE IL NOME”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa non conoscenza del vero nome delle divinità è una caratteristica che lega molte religioni del passato. Conoscere, infatti, l’identità’ del dio sarebbe come carpire i suoi segreti; nelle tradizioni nordiche, per esempio, la divinità principale, Odino ha moltissimi appellativi che servono, appunto a celare la sua inafferrabile identità.
Lo stesso tema lo ritroviamo tra gli Ebrei, del resto quando Dio incontra Mosè per comunicargli l’impresa che dovrà compiere, gli rivela il suo nome in modo da farsi sentire più vicino al suo popolo.

In realtà la credenza che la conoscenza del nome di una divinità sia associata all’acquisto di ogni suo potere è strettamente legata al potere delle parole.
Del resto già nelle sacre scritture troviamo “in principio ra il Verbo” cioè parola e vibrazione. E’ proprio quest’ultima che nasconderebbe eccezionali potenzialità se ben usata, come dimostrerebbero l’Ohm e il Kiai delle tradizioni orientali.

Torniamo all’Egitto, l’uomo abbandonato da questa divinità troppo “lontana” si sente solo e così cerca divinità più vicine a lui, il fiume, il monte, il coccodrillo diverranno, così alcuni dei loro dei.
Con la  XVIII °  dinastia qualcosa inizia a cambiare ,  avviene come un colpo di stato, il dio AMMON diventa Aton il disco solare, adorato come dio unico. Questa trasformazione radicale avviene sotto il faraone tenta di distruggere il culto politeista, invisandosi, così, sia i sacerdoti che il popolo.
Il faraone Akenaton trasferisce la capitale da Tebe ad Amarna. Il popolo non apprezza questa mossa, e da inizio una vera e propria satira politica contro il faraone che poi sarà vittima di un complotto e assassinato. Dopo di lui diviene faraone il re-bambino Tutankamon, coadiuvato durante il regno dai sacerdoti, e quando il faraone raggiunse la maggiore età, egli stesso viene ucciso. Intanto tutte le tracce del regno di Akenaton sono cancellate e lo stesso volto e nome del faraone rovinati dagli scalpelli.

Si arriva così a Ramesse II, con lui sono distrutti gli ultimi residui dei templi solari costruiti da Akenaton, il culto del dio unico sta per essere cancellato ma è proprio a questo punto che compare per la prima volta la figura di Mosè.
Tre sacerdoti tentano di opporsi a Ramesse e al suo gioco, MOSE’, ARON, MRIAM, vecchi sacerdoti del culto monoteista. Il faraone però è troppo forte, Mosè sa che il culto del dio TRASCENDENTE non sarà più celebrato e così, celandosi dietro il pretesto della schiavitù ebraica, porta fuori dall’Egitto, insieme a quel popolo, quello stesso dio che Ramesse aveva cancellato.

ECCO L’ORIGINE DEL DIO TRASCENDENTE.

Di tutto questo ne è testimonianza il seguente scritto:

 “O disco solare vivente,
quanto sei bello,
grande, splendente.
I tuoi raggi circondano le terre
Fino al limite di tutto ciò
Che hai creato…
Come sono numerose le tue opere,
o dio unico,
a cui nessuno è uguale.
Hai creato la terra secondo il tuo desiderio
E gli uomini e il bestiame,
e tutto ciò che è nel cielo…
quando riposi la terra è nell’oscurità
come se fosse morta,
tutti i leoni escono dalla loro tana
tutti i serpenti mordono.”

Questo è l’inno al dio del sole che il faraone fece incidere su una parete della tomba del padre della propria sposa Nefertiti.

Ma adesso vediamo cosa recita il salmo 104 della Bibbia:

“O signore mio dio
quanto  sei grande!
Di maestà e di gloria ti rivesti
Quanto numerose sono le tue opere
O mio dio,
le hai fatte tutte con sapienza;
piena è la terra
delle tue creazioni…
tu ordini le tenebre
ed è notte
e i giovani leoni ruggiscono
in cerca di prede.
Quando spunta il sole
Si ritirano e si coricano nelle loro tane”.

Sembra evidente come l’autore del salmo biblico, assai posteriore al XIV sec. A.C. (di trecento anni circa) conoscesse l’inno di Akenaton.

Il culto del DIO UNICO era sopravvissuto!!!

testo di Andrea Romanazzi tratto da acam.it

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Questo cantico ha interessato moltissimi studiosi. Traggo da Wikipedia

… Riportiamo di seguito quanto afferma ancora Freud a proposito dell’origine del noto credo presente nel Vecchio Testamento: Il credo ebraico, come è noto, recita “Shemà Israel Adonai Elohenu Adonai Ehad”. Se la somiglianza del nome dell’egizio Aton alla parola ebraica Adonai e al nome divino siriaco Adonis non è casuale, ma proviene da una vetusta unità di linguaggio e significato, così si potrebbe tradurre la formula ebraica: “Ascolta Israele il nostro Dio Aton (Adonai) è l’unico Dio”.

Inoltre, sempre per Freud, va ricordata la forte somiglianza del Sal104, che canta la gloria di Dio nel creato, con l’Inno al Sole di Akhenaton, il faraone che nel XIV secolo a.C. introdusse il culto monoteistico del dio Aton.

La presunta relazione tra il culto di Aton e Mosè potrebbe spiegarsi in due modi: mentre il caso che gli ebrei in Egitto seguissero tale culto è da escludere, rimarrebbe l’educazione che Mosè ricevette nella corte del faraone Haremhab, sotto il cui regno potrebbe essere nato Mosè. Concordanze storiche non meglio precisate fanno ritenere che dietro la figlia di faraone che adottò Mosè si celasse una nobildonna iniziata al culto di Aton, forse la regina Ankhesenamon, figlia di Akhenaton finita dopo varie vicissitudini in sposa ad Haremhab. Mentre l’ipotesi più certa è che Mosè sia stato un cortigiano di Akhenaton, e dunque fu certamente seguace del culto di Aton; questa ipotesi è suffragata dalla data di nascita[99] di Mosè secondo la tradizione il 7 Adar 2368 (corrispondente agli anni tra il 1391-1386 a.C.) che lo fa un contemporaneo del faraone Akhetaton vissuto nel XIV secolo a.C.

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