Agnolo Tori o Angelo di Cosimo di Mariano o Agnolo Bronzino è noto come Bronzino o Il Bronzino, pittore e scrittore nato a Ponticelli di Firenze il  17 novembre 1503 e morto a Firenze il  23 novembre 1572. Artista prevalentemente aulico, è stato uno dei massimi esponenti del manierismo. Si hanno poche informazioni affidabili sulla sua infanzia e questa mancanza di dati rende molto probabile che fosse nato all’interno di una famiglia molto umile, il che potrebbe spiegare la difficoltà di stabilire il suo vero nome.
Ha adottato il soprannome di “Bronzino”,  forse dovuto al colore scuro della loro pelle od al carattere chiuso “come una statua”.
La sua personalità artistica si formò lentamente. Ebbe come maestro Iacopo Carrucci, detto il Pontormo. La sua arte e quella del maestro si intrecciano a tal punto che nulla gli si può attribuire con certezza prima del Ritratto di Guidobaldo, duca di Urbino, dipinto intorno al 1530 a Pesaro, dove il Duca lo aveva chiamato per dipingere la villa Imperiale.
Successivamente dipinse una serie di ritratti  importanti per i valori luministici, per la ricerca cromatica nelle stoffe e nella parte esteriore del corpo e per i contorni vigorosi.
In seguito si orientò verso Michelangelo e la sua maniera si evolse verso un senso della forma più astratto, ma le opere di questo periodo sono andate perdute.
Le opere seguenti, l’Adorazione dei pastori (Budapest), l’Allegoria (Londra), la Venere (Galleria Colonna, Roma), gli arazzi con le Storie di San Giuseppe, rivelano un edonismo formale raffinato fino al parossismo in un’astrale unità, acutezza e perfezione del disegno che rasenta il virtuosismo.
Lo stesso dicasi per i ritratti della casa Medici, di cui fu pittore ufficiale dal 1539.
Dopo un periodo di incoerenza stilistica, evidente negli Affreschi della Cappella di Eleonora (Palazzo Vecchio), dovuta al soggiorno a Roma (1546-48) dove studiò come rendere più solida la forma e vigoroso il colore (Ritratti di Stefano Colonna e Giannetto Doria), Bronzino non si sottrae più all’imitazione di Michelangelo, ne sono un chiaro esempio La Resurrezione e il Cristo al Limbo nella Cappella Guadagni all’Annunciata. Espressione più’ vera della sua arte, in cui raggiunse un più profondo accordo della cromaticità, sono i ritratti di Gentildonna (Torino), di Fanciullo (Oxford), di Giovane (Nuova York), Ritratto virile, Ritratto di Eleonora.
Nelle sue ultime opere si esprime con toni più cupi, tendenti all’unità e a volte del tutto oscuri e pesanti, come nella Deposizione (Galleria d’Arte Antica e Moderna, Firenze) e Apoteosi di San Lorenzo. Solo nel Ritratto di Luca Martini (Uffizi) ritrova una certa leggerezza di tocco e luminosità.
Bronzino fu anche scrittore arguto e brioso e poeta vivace: dedicò sonetti a Laura Battiferri.

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