Tra le storie d’amore più importanti (e quindi più tramandate) dell’imponente Apollo c’è quelle che lo lega alla figura di Giacinto, un principe spartano figlio di Amicle e di Diomeda.

Di Giacinto, a causa della sua grande bellezza, si innamorarono non soltanto Tamiri (il primo uomo che concupì un individuo del suo stesso sesso) ma anche Apollo, il primo dio che fece altrettanto, e Zèfiro.

Per Apollo, Tamiri non fu un rivale pericoloso; saputo infatti che egli si vantava di superare le Muse nel canto, Apollo riferì tali parole alle Muse stesse, che subito privarono Tamiri della vista, della voce e della memoria.

La storia d’amore tra il Dio delle arti e delle scienze ed il giovane principe spartano Giacinto fu, invece, una tragedia amorosa abbattutasi come un fulmine nella vita di Apollo.

Infatti a causa della gelosia di Zefiro, (invidioso dell’amore sbocciato fra i due), durante uno dei frequenti allenamenti del lancio del disco organizzati dai due innamorati, il dio del vento dell’ovest fece deviare il disco che colpì al capo Giacinto.

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Apollo prese tra le sue braccia il giovane spartano, imprecò e supplicò il cielo e le sue divinità, ma dal povero Giacinto il soffio vitale era svanito e dalla testa scese del sangue che bagnò la terra.
Proprio in quel punto, ai piedi di Apollo, spuntò un fiore che fu chiamato Giacinto; un bellissimo fiore sui cui petali il dio incise un’esclamazione di dolore (corrispondente in italiano alla parola ai).

Un fiore chiamato Giacinto…

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fonte: tanogaboblog.it