Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Idra di Lerna

Idra era figlia di Tifone e di Echidna; sul corpo di mostruoso serpente essa aveva nove teste; abitava la palude di Lerna nel Peloponneso e ne usciva solo per devastare le greggi e le messi; il suo alito velenoso uccideva.

Ercole (Eracle), in una delle sue “fatiche”, mosse contro l’idra di Lerna. Gli era compagno il giovanetto Jolao, figlio di suo fratello Ificle.

Giunsero alla riva della palude; l’Idra vi stava immersa.
L’eroe la snidò scagliando su tutta la palude frecce infiammate; poi, quand’essa venne sulla terra, lo affrontò a colpi di clava.
I colpi piombavano tremendi, ma il mostro non se ne risentiva nemmeno.
Per non cadere preda del suo fiato tremendo, Ercole trattenne il respiro e, impugnata la spada, si diede a troncare le nove teste; peggio ancora; delle nove teste una era immortale e le altre, per ciascuna che veniva recisa, due ne rinascevano.
Allora Ercole ordinò a Jolao di incendiare un bosco lì accanto e ricominciò a mozzar teste; ma questa volta, via via che una testa cadeva, egli afferrava prontamente un albero acceso e, usandone come se si trattasse di un semplice tizzone, bruciava il collo mozzo. Quanto alla testa che non poteva morire, la seppellì sotto un gigantesco macigno.
Indi intinse nel sangue dell’idra le sue frecce, che, da quel momento, produssero sempre ferite inguaribili e con una di queste colpirà per sbaglio il centauro Chirone che era stato suo maestro.

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tratto da: tanogaboblog.it

 

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  1. TIFONE (Tifeo) | Tanogabo on 13/07/2017 at 11:58

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