Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

I Centauri

I Centauri erano creature mostruose, uomini fino alla cintola, cavalli tutto il resto del corpo. Nati da Issione e da Nefele — la nuvola — erano rozzi, violenti, amanti del vino e delle risse.
Originari della Tessaglia, durante le nozze di Piritoo, re dei Lapiti, avevano tentato di rapire Ippodamia, la sposa; ne era nata una lotta furibonda, dopo la quale, sconfitti, avevano dovuto abbandonare il paese.

Jean-Baptiste Regnault – Chirone educa Achille, 1782, Louvre, Parigi

Non tutti i Centauri erano grossolani e selvatici; Chirone, ad esempio, considerato il più saggio e benevolo dei centauri ebbe per allievi numerosi eroi:  Esculapio (Asclepio) , Achille, Aiace, Teseo , Giasone, Oileo, Fenice e, secondo alcune leggende, anche Bacco (Dionisio).
Chirone era giusto e sapiente, dottissimo nelle arti della medicina e della profezia.
Parimente cortese era il centauro Folo.

Accadde che, per onorare Ercole (Eracle), Chirone offrì un banchetto e spillò una certa botticella, dono di Bacco. L’odore soave del vino si diffuse e altri Centauri, che, noti attaccabrighe, non erano stati invitati, accorsero muniti di pietre e di randelli e pretesero cibo e vino.
Il banchetto degenerò in una rissa; gli intrusi furono posti in fuga e, inseguiti da Ercole, corsero fino al capo Malea, estrema punta della Laconia; ma il buon Folo, per una sua imprudenza, ci rimise la vita e Chirone, nel tumulto, venne per disgrazia colpito da una freccia di Ercole. Non poté mai più guarire di quella ferita e, per sottrarsi ai dolori atroci che essa gli cagionava, dovette, poiché egli era immortale, rinunciare all’immortalità. E vi rinunciò in favore di Prometeo, che così poté ascendere all’Olimpo mentre Eutanasia,  la buona Morte, poneva fine alle sofferenze di Chirone.

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fonte: tanogaboblog.it

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