Guido Reni - AutoritrattoGuido Reni (Calvenzano, Bologna, 1575 – Bologna, 1642)
Allievo del fiammingo Dionigi Calvaert, studiò con lui fino a venti anni, pur cominciando già a sentire una profonda attrazione per il gusto pittorico del Carracci, allora dominante a Bologna.
Giunto a Roma, protetto dal Cavalier d’Arpino, soprattutto per odio del Caravaggio, ottiene numerosi incarichi. Qui rimane a lungo, eseguendo molte opere che, dopo la Vergine in gloria di Bologna e la copia da Annibale Carracci dell’Elemosina di S. Rocco, contribuiscono ad accrescere la sua fama. Tra le sue opere romane sono da ricordare, oltre all’innegabilmente caravaggesca Crocifissione di S. Pietro della Vaticana: S. Paolo nel deserto, il Concerto d’angeli e S. Andrea che va al martirio, nella chiesa di S. Gregorio Magno e la celebre Aurora del casino Rospigliosi.

Tornato in patria, dipinge alcune tra le sue opere più note: SS. Pietro e Paolo, Strage degli Innocenti, Madonna della Pietà, Madonna del Rosario e numerosi dipinti a soggetto biblico o mitologico.
A Ravenna, nel 1620 dipinge la cappella del Santissimo nel duomo, nel 1627 ritorna a Roma per un breve soggiorno.
Negli ultimi anni l’artista, oberato di debiti, si dedica all’esecuzione di una grande quantità di dipinti assai affrettati nell’esecuzione. Questa rapidità di tratto tuttavia, giustificata dall’urgente bisogno di denaro che assillava l’artista eccessivamente dedito al gioco, mostra la profonda abilità del pittore tuttora stimato ingiustamente, sulla scorta della critica romantica, artista di maniera, lezioso nelle forme e privo di una profonda sensibilità pittorica.

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