Gentili lettori, permettetemi un momentano ritorno al  passato riportandovi quanto ebbi a pubblicare su “Sfruttiamo il web” nel lontano 2007…

Tornano tutti gli amici miei, forse non sono partiti mai: erano qui dentro di me e non l’avevo capito mai; tornano tutti gli amici miei, noi non ci siamo lasciati mai, e sono qui dentro di me. 
Ho avuto l’occasione di conoscere personalmente il cantautore Roberto Vecchioni, di ascoltare alcune sue canzoni, di leggere i suoi scritti, di scoprire la sua fine cultura classica. Queste sue parole ci ripropongono una realtà di cui si avverte sempre più la necessità in un tempo nel quale le relazioni sono superficiali e frettolose, la comunicazione è affidata a “messaggini” scheletrici e schematici, i sentimenti sono appannati da contatti immediati e banali. L’amicizia non è tanto una presenza esteriore: quest’ultima crea solo compagni e soci. Essere amici è soprattutto una qualità dell’anima. 
È per questo che – come canta Vecchioni – l’amico è dentro di te, è una presenza viva anche nella distanza perché l’affetto supera frontiere e lontananze. È per questo che «l’unico modo per avere un amico è essere un amico», in una donazione spoglia di interessi, come suggeriva il filosofo americano Ralph W. Emerson. Dobbiamo, allora, impegnarci a vivere in modo autentico l’esperienza dell’amicizia che è ben altro rispetto all’essere soci o colleghi. Bisogna viverla come una qualità interiore che ha il suo punto di verifica non solo nel dolore ma anche nella fortuna: in questo caso, infatti, può essere in agguato l’invidia, nemica mortale della libertà e della generosità, che sono le virtù tipiche dell’amicizia. 

Gianfranco Ravasi

Mi scrive Cettina:

….. Ed ora vengo a te, caro Gaetano, confermando la mia piena condivisione del concetto “Gli amici non partono mai“, concetto che hai voluto ribadire in occasione del ritorno di un amico.

Gli scritti di G. Ravasi mi piacciono molto perché ritengo abbiano una caratteristica di scorrevolezza e di saper trasmettere in modo eccellente i valori cristiani all’uomo di oggi, particolarmente sottoposto ad insidie ed assedi di ogni genere.
Argomentare in merito all’amicizia è un compito molto arduo che richiederebbe spazi considerevoli; ti voglio però esprimere alcune mie considerazioni su quanto contenuto nello scritto di questo noto biblista milanese.
L’amicizia, quella vera, è la più nobile forma di sentimento, ma deve essere una “donazione spoglia di interessi”, inoltre “essere amici è una qualità dell’anima……” concordo pienamente con queste parole, ma non è facile trovare l’amico sincero. L’amicizia ha infatti le sue fondamenta nel disinteresse. Un amico anche se non lo sentiamo o vediamo per lungo tempo, rimane sempre tale.
Non occorre riempire uno spazio chiedendoci il motivo del suo lungo silenzio; basta la stima reciproca. La persona amica è sempre là a tendere una mano in caso di necessità, quindi non ha importanza la sua presenza costante. L’amicizia torna in discussione soltanto quando si è assaliti dal dubbio di un cattivo comportamento dell’amico stesso; pertanto si pone il dilemma se merita o meno mantenerla. In tal caso è condizionata a un chiarimento e successivamente ad un giudizio, che può assolvere e perdonare. Ma se per qualche motivo viene condannata è incrinata per sempre.

Spesso io dico che bisogna prendere esempio dagli animali, principalmente il cane. Egli infatti mangia solo quado il suo padrone ne ha la possibilità e se questi non ha alcunché di cui cibarsi è disposto a digiunare, pur di stargli accanto.
Consiglio in proposito di leggere gli scritti di Konrad Lorenz (“L’anello di Re Salomone” –  ed un altro dal titolo “E l’uomo incontrò il cane“), dove si possono constatare episodi veramente toccanti). 

Senza togliere niente a Roberto Vecchioni che fra l’altro è fra i miei cantautori preferiti, mi preme ricordare che la storia ci narra innumerevoli casi che nel nome dell’amicizia sono giunti a volte anche a porre in pericolo la propria vita e in certi casi al sacrificio estremo.

Con ciò ho voluto esprimervi il mio pensiero e, citando Ruggero Leon Cavallo, termino con…  

“Il concetto vi dissi…”.

Cettina

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fonte:tanogaboblog.it