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Giorgio Vasari e assistenti, Ritratto di Rosso Fiorentino, Casa Vasari, Firenze (Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18556929)

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Rosso Fiorentino, è il soprannome di Giovanni Battista di Jacopo, pittore italiano il cui contributo fu di importanza fondamentale per la affermazione del Manierismo, nasce a Firenze nel 1495.
Allievo di Andrea del Sarto (1486-1531) e di Jacopo da Pontormo (1494-1557), il giovane pittore, soprannominato Rosso, per i suoi capelli rosso brillante, pur avendo lavorato con i maestri della scuola fiorentina, mostrò fin dalle opere giovanili, una personalità indipendente.
La Deposizione” o Deposizione dalla Croce eseguita nel Duomo di Volterra è considerata la sua opera più importante e meglio riuscita.

Questa opera eseguita nel 1521 e conservata nella Pinacoteca Comunale di Volterra, è una Pala d’Altare che sorprende per la prospettiva estremamente personale e per il movimento acrobatico delle figure; il tutto è potenziato da una luce tagliente e da colori insoliti, realizzando una composizione dinamica e intrecciata che produce un effetto inquietante, tipico di molte opere italiane del Cinquecento. 
Altri suoi lavori molto noti sono il grandioso “Mosè che difende le figlie di Ietro“, i dolcissimi “Angeli musici“, il “Ritratto di ragazza“, la “Madonna col Bambino e santi” conservati alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Di lui il Vasari ne “Le vite degli artisti” dice di Rosso: “… lui era sempre molto poetico nella composizione delle sue figure, audace e ben radicata nella sua progettazione, con uno stile affascinante e mozzafiato fantasia …”.

Dallo “Sposalizio della Vergine”, eseguita nella chiesa di San Lorenzo a Firenze nel 1523, si nota come le sue figure tendono a diventare più solide e monumentali. Ritratto di Rosso Fiorentino
Rosso Fiorentino dopo Firenze, lavorò a Roma, da cui dovette fuggire, a causa Sacco di Roma del 1527 dei Lanzichenecchi spagnoli di Carlo V, per rifugiarsi a Venezia.

Questa fuga segnò una svolta nella maturazione dell’artista, nelle cui opere entrò una tematica più cupa, come in “Lamento o Pietà” (1528, Sansepolcro) e “Trasfigurazione” (1528-1530, Duomo di Città di Castello).

Nel 1530 Francesco I lo chiamò in Francia, in veste di pittore ufficiale, per rinnovare lo Château de Fontainebleau; qui Rosso Fiorentino ha lavorato con altri italiani come Francesco Primaticcio (1505-1570), formando la Scuola di Fontainebleau che ebbe una grande influenza sulla pittura francese dell’epoca.

Per la Reggia di Fontainebleau decorò insieme a Francesco Primaticcio il Padiglione di Pomona (1532-1535) e la Galleria di Francesco I (1534-1537), con un manierismo più contenuto ed elegante, in linea con il gusto della corte francese.

Giovanni Battista di Jacopo, Rosso Fiorentino, mori a Fontainebleau nel 1540 lasciando in eredità alla Francia il lavoro di dieci anni della Scuola di Fontainebleau, da cui lo stile italiano Manierista si diffusa nel Nord Europa.

biografia tratta da: settemuse.it

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