Giorgio da Castelfranco Veneto (1477-1510). Poche le notizie sulla sua vita. Il biografo cinquecentesco Giorgio Vasari nelle sue “Vite” dice che l’accrescitivo del nome, Giorgione, derivava “dalle fattezze della persona e dalla grandezza dell’animo” e lo descrive come amante della musica (suonava il liuto e cantava), di animo gentile e amoroso.
Giorgione dipinge soprattutto per le nobili famiglie veneziane – Contarini, Vendramin – e questo spiega la scarsità di notizie sulla sua vita e, probabilmente, anche il carattere ermetico di molti suoi quadri, ancora oggi di difficile interpretazione perché destinati a una cerchia privata di collezionisti.
Muore, forse di peste, a trentatré anni.

Giorgione, Autoritratto, carta su legno (Museum of Fine Arts, Budapest)

Giorgione è all’origine di un nuovo modo di dipingere. Lui non dà importanza al disegno come base della pittura (come i suoi contemporanei Raffaello, Leonardo e Michelangelo) ma si serve esclusivamente dei colori, che creano lo spazio e le forme. Sono colori morbidi, dati a macchie, che danno vita a immagini mosse, senza un contorno preciso, e immerse nella luce e nell’atmosfera (fusione atmosferica delle forme).
Secondo Vasari era stato influenzato da Leonardo (Aveva veduto Giorgione alcune cose di mano di Lionardo, molto fumeggiate e cacciate ,,, E questa maniera gli piacque tanto che … nel colorito a olio la imitò grandemente) e in effetti, apparentemente, ci sono delle somiglianze. Ma i colori sfocati di Leonardo nascono da un sottilissimo graduarsi dell’ombra (sfumato pittorico) mentre quelli di Giorgione dalla compenetrazione luminosa dei colori (pittura tonale).
Giorgione è il maestro del più grande colorista del Cinquecento, Tiziano.

testo tratto da: scudit.net

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