Bernini - AutoritrattoGian Lorenzo Bernini nacque  a Napoli nel 1598, figlio di un importante scultore del tempo (Pietro). Fin da giovanissimo ebbe quindi l’ occasione di lavorare nella bottega paterna e di conoscere l’arte antica.
Già da adolescente lavorava il marmo. Nella basilica di Santa Prassede a Roma è visibile quello che è ritenuto, insieme alla c.d “capra Amaltea “, uno dei suoi primissimi lavori : il monumento al vescovo G.B. Santoni
Poco più tardi annoverò fra i propri clienti il cardinale Scipione Borghese. Sua prima opera importante fu comunque il gruppo di Plutone e Proserpina inizialmente collocato nella villa Ludovisi. Anni dopo si avvicinò alla famiglia Barberini e continuò a produrre diverse opere.
Sotto il pontificato di Urbano VIII divenne uno dei massimi esponenti del barocco (fra le sue opere: S.Andrea al Quirinale) Negli anni fra il 1656 ed il 1667, Gian Lorenzo Bernini fu impegnato nei lavori di piazza S. Pietro risolvendo numerosi problemi non solo estetici.
L’artista avrebbe sicuramente influenzato in maniera più rilevante l’arte europea se Luigi XIV non avesse scelto altrimenti per la sistemazione del Louvre. Comunque alcune bozze dei suoi progetti francesi circolarono in diverse altre nazioni e lasciarono qualche segno nelle progettazioni che erano in corso.

Oltre a diversi lavori di architettura, Bernini ci ha lasciato numerose sculture. Fra quelle più efficaci meritano una particolare menzione l’Estasi di Santa Teresa, la “Verità scoperta dal Tempo”, la “beata Albertoni”, “S.Giovanni Battista”, “Apollo e Dafne” ecc.

Gian Lorenzo Bernini morì a Roma nel novembre 1680 nel suo palazzo, ancora esistente, di Via della Mercede.  Nelle immediate vicinanze di questa sua ultima dimora è conservata la coppia di angeli di S.Andrea delle Fratte inizialmente destinati alla Via Crucis di Ponte S. Angelo dove sono invece collocate delle copie. Pure vicinissimo alla sua casa  è il Palazzo di Propaganda Fide dove il Borromini gli fece l’affronto di distruggere (praticamente sotto i suoi occhi) un suo precedente intervento nell’oratorio.