Gea o Gaia (in greco ionico e quindi in omerico: Γαῖα), emersa dalle tenebre del Caos, ebbe relazioni incestuose sia col figlio Urano che col fratello Tartaro, da cui ebbe Tifone (personaggio poco raccomandabile). Alleandosi coi figli, si oppose tenacemente a Urano e agli altri Dei diventando il simbolo dell’ira della Terra per le offese subite. Tramite Eros, principio dell’accoppiamento, Gea si unì ad Urano e a Ponto da lei creati, in tal modo l’unione di Mare, Cielo e Terra diede vita alle prime generazione degli dei celesti e marini, non più potenze elementari, ma divinità vere e proprie. Gea diventa poi, nell’immaginario dei Greci, la madre di tutti gli esseri che nutre e rende vigorosi, quindi una dispensatrice di prosperità. Era anche venerata come Divinità del mondo sotterraneo (dei morti) nella considerazione cha la terra accoglie nel suo grembo ogni essere che cessa di vivere.
Gea, in alcune zone della Grecia, in particolare ad Atene, fu anche oggetto di culto quale allevatrice di bambini; alcune leggende la individuavano, anzi, come madre di Erittonio, il progenitore della stirpe Attica.

Ara Pacis, Roma – Gea (Tellus, la Terra Madre) in un rilievo del I sec. a. C.

Alla greca Gea corrispondeva, presso gli Italici, la Dea Tellus (madre terra).
Anche Tellus era considerata ed invocata come la madre di tutti gli esseri; inoltre, poiché come impersonificazione della solidità della terra rappresentava il principio della stabilità di tutte le cose, era invocata in occasione di terremoti. Era anche la Dea dei matrimoni (insieme a Giunone pronuba) e dei morti.
Gea è citata ed invocata da antichi poeti, come Omero ed Esiodo; Tellus è invocata, insieme a Giove, da Varrone all’inizio della sua opera sull’agricoltura. Nel 268 a.C., per iniziativa del console P. Sempronio, fu eretto in Roma un tempio dedicato alla Dea Tellus. Tra le rappresentazioni marmoree della Dea, ricordiamo una statua trovata a Roma nel XIX° secolo: una donna seduta, circondata da bambini, con una cornucopia in mano ed un vitello al fianco (per significare la prospera agricoltura).