Madonna di Fatima

Il resoconto del fatto più importante del secolo scorso: le apparizioni di Fatima. Suggellate dal miracolo del sole, osservato da decine di migliaia di persone, distanti anche 40 chilometri.
[di Oscar Sanguinetti – Da “Il Timone” n. 17, gennaio/febbraio 2002]

Fatima_tre_cuginiLa primavera del 1916. In una zona centrale del Portogallo, angolo d’Europa dove il terribile conflitto in corso non arriva e non arriverà, tre fanciulli, Lucia de Jesus dos Santos e i fratelli Francesco e Giacinta Marto, cugini di Lucia, rispettivamente di nove, otto e sei anni, stanno pascolando le greggi in una località vicina a Fatima, frazione del comune di Vila Nova de Ourém, detta “Loca do Cabeco”.
All’improvviso, nonostante la giornata serena, si leva un forte vento. Poco dopo, verso oriente, inizia a prendere forma, in “una luce più bianca della neve“, una figura “con l’aspetto di un giovane trasparente, più splendente di un cristallo attraversato dai raggi del sole, […] dai quattordici ai quindici anni, di una grande bellezza“. Il giovinetto si rivolge ai bambini, dicendo; “Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me. E, inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo”, ripetendo per tre volte: “Dio mio! Credo, adoro, spero e vi amo, Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano non sperano e non vi amano“. I pastorelli non fanno parola con alcuno dell’accaduto.

L’estate seguente, i tre giocano nei pressi di casa dos Santos quando l’angelo appare nuovamente per ricordare loro la necessità non solo di pregare, ma di offrire sacrifici per la conversione dei peccatori e per la pace della patria. Egli – che si rivela come l’angelo custode del Portogallo – si manifesta una terza volta, l’ultima, in ottobre, di nuovo al Cabeco. Mostra ai pastorelli un calice e, sospesa sul calice, un’ostia, e con entrambi li comunica. Insegna loro anche una nuova preghiera: “Trinità Santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi dei sacrilegi e della indifferenza con cui è offeso. E per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei peccatori“.

fatima5Pochi mesi dopo, il 13 maggio 1917, i fanciulli – che le apparizioni angeliche hanno profondamente trasformato – giocano in mezzo alle pecore in un piccolo avvallamento a circa due chilometri da Fatima, Cova da Iria.
All’improvviso due lampi e, subito dopo, la figura di “una Signora tutta vestita di bianco, più splendente del sole” si staglia sulla cima di un querciolo vicino ai fanciulli. Il suo volto è incredibilmente bello, “né triste né allegro, ma serio”. Dalle sue mani, giunte sul petto, pende un rosario. Le vesti paiono intessute di luce: bianca la tunica e pure bianco, con una orlatura dorata, il manto che la copre dal capo ai piedi. Alle ingenue domande di Lucia, la Signora risponde: “Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio“. Quindi: “Volete offrirvi a Dio, per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?“. E soggiunge: “Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra“. Poi, elevandosi lentamente verso oriente, scompare.

Lucia, Giacinta e Francesco, in tutta la loro innocenza infantile, si porgono volentieri alla “scuola” della Signora celeste e, nonostante una nutrita serie di avversità, ne mettono in pratica le richieste, facendosi trovare sempre puntuali agli appuntamenti. Nell’apparizione successiva, in giugno, la Signora rivela loro che Gesù desidera stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di sua madre, e ne mostra loro l’immagine: un cuore umano, in cui sono conficcate in profondità delle spine. Gesù dice per bocca di Maria: “A chi l’abbraccia, prometto la salvezza“.

La terza volta, il 13 luglio, la Signora insiste sulla particolare efficacia del rosario per ottenere le grazie, ma specialmente sul fatto che i peccati fanno soffrire il Cuore di Maria e, quindi, che occorre riparare. Poi, come per rafforzare la gravità del suo appello, non esita a mostrare loro, a dei bimbi, anche se solo per un attimo, un luogo sotterraneo, in cui brucia “un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate di forma umana che ondeggiavano nell’incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse“. È la prima parte del cosiddetto messaggio di Fatima: l’inferno.
Finita la drammatica visione, la Signora profetizza la fine della Grande Guerra, ma anche, se gli uomini “non smetteranno di offendere Dio“, l’inizio di un nuovo conflitto, destinato a scoppiare “nel regno di Pio XI”, con cui “Dio si appresta a punire il mondo per i suoi delitti”. Viceversa, se la Russia verrà consacrata al suo Cuore e si diffonderà la pratica della comunione riparatrice nel primo sabato di cinque mesi consecutivi, “la Russia si convertirà e si avrà pace“.
Diversamente, sarà l”‘inferno” sulla terra: la Russia “diffonderà i suoi errori nel mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate” Ma “infine – promette Maria -, il mio Cuore Immacolato trionferà. lì Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. in Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede“. Questa è la seconda, drammatica parte del cosiddetto “segreto” di Fatima.
L’apparizione di agosto avviene nel pomeriggio del 15 invece che il 13, poiché il sindaco di Ourèm ha impedito ai bambini di recarsi all’appuntamento. La Signora torna a mostrarsi nella località di Valinhos, invece che alla Cova, e si limita a riaffermare la necessità di pregare e di fare riparazione per i peccati.
Il mese dopo, l’apparizione ha luogo alla presenza di una folla di 15-2Omila persone, richiamate dal diffondersi della notizia.
Anche se la Signora non rivela nulla di nuovo, avvengono alcuni prodigi: la temperatura si abbassa, si vede un globo di luce che si muove lentamente in cielo, calano le tenebre e compaiono le stelle, mentre cade una specie di lieve pioggia iridescente.
Il 13 ottobre 1917 segna il culmine delle apparizioni di Fatima: la Signora rivela di essere “la Regina del Rosario“, chiede l’erezione di una cappella e rinnova pressantemente le ormai consuete richieste di conversione. A un certo punto, davanti agli occhi di circa 50-7Omila uomini e donne convenuti da tutto il Portogallo, le nuvole si aprono e mostrano il globo solare, il quale assume la forma di un enorme disco d’argento, brillante ma non accecante. Poi inizia a ruotare su se stesso vorticosamente e a danzare nel cielo in un turbinio di fiamme, per tre volte minacciando di precipitare sulla folla atterrita.
Infine, si acquieta e torna a splendere come di consueto. lì prodigio del sole viene osservato fino a quaranta chilometri di distanza da Fatima.
Contemporaneamente, ai veggenti si offre uno spettacolo grandioso.
Accanto al sole, si stagliano tre enormi composizioni o quadri, ciascuno corrispondente a uno dei misteri del rosario. Nel primo compare la Sacra Famiglia, con san Giuseppe e Gesù bambino benedicenti, mentre Maria assume il sembiante di Madonna del Rosario. Poi, appaiono l’Addolorata e Gesù sulla via del Calvario. Infine, la Madonna del Carmelo, incoronata Regina, con in braccio il piccolo Gesù. Le apparizioni “pubbliche” della Madonna di Fatima, preparate da quelle dell’Angelo del Portogallo, hanno così fine.

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La Madonna a Fatima

– “Volete offrirvi a Dio, per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?”
– “Sì, lo vogliamo”
– “Andate, dunque, avrete molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto”

(13 maggio 1917)

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Bibliografia 

  • Suor Lucia, Gli appelli del messaggio di Fatima, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2001.
  • Antonio Augusto Borelli Machado, Fatima: Messaggio di Tragedia o di Speranza? Con la terza parte del segreto, trad. it., Luci sull’Est, Roma 2000.
  • Elementi di doentazione in Memorie dì Suor Lucia, a cura dì Luigi Kondor S.V.D., trad. it., Segretariado dos Pastorìnhos, Fatima 1998; e in Lucia racconta Fatima. Memorie, lettere e doenti di Suor Lucia, 4a ed. aggiornata, trad. it., Queriniana, Brescia 1999.
  • Congregazione per la Dottrina della Fede, Il Messaggio di Fatima, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000.
  • L. Gonzaga Da Fonseca S.j. – Gìoacchino Alonso, CMF, Le meraviglie di Fatima, Edizioni Paoline, Roma 1983.
  • Andrea Tornielli, Fatima: il segreto svelato, Gribaudi, Milano 2000.

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Fatima – Il Miracolo del Sole 
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Il resoconto di un testimone oculare, il dott. José Maria de Almeida Garrett, professore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, Portogallo. 

Fatima_folla_miracolo“Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trovavano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due 
metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava. Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio nudo, durò pochi secondi. Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisamente, e dopo un po’ si riformò una seconda volta, e poi una terza. Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica. Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era passato senza che nulla attirasse la mia attenzione.

fatima_folla_miracolo_soleIl sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso. 
Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi … voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c’era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. 
[Durante questo tempo] il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso [ma] non come lo scintillio di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte. 
Durante il fenomeno solare che ho appena descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell’atmosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guardato prima gli oggetti più vicini e poi ho esteso il mio sguardo ai campi fino all’orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell’ametista. Gli oggetti intorno a me, il cielo e l’atmosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vecchio damasco giallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore. 
Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sembrò staccarsi all’improvviso dal firmamento e, rosso come sangue, avanzare minacciosamente verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sensazione veramente terribile. 
Tutti i fenomeni che ho descritto furono da me osservati in uno stato d’animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegarli è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 ottobre [1917] ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari”.

 

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Fatima “spiega” il secolo XX e “suggerisce” il secolo XXI

di Giovanni Cantoni
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Fatima-2003_Lady-of-Il messaggio di Fatima certifica la “filosofia della storia” del Magistero della Chiesa che riprende sant’Agostino. Nel mondo si scontrano due “città”: quella di Dio e quella dell’uomo. Quando trionfa la seconda, diventa una città contro l’uomo.

La vita storica è per l’uomo il tempo utile per meritare e per costruire responsabilmente la propria vita eterna; così, posto che l’uomo è un “essere vivente sociale”, la vita delle società è una delle condizioni principali grazie alle quali l’uomo persegue il proprio fine naturale e soprannaturale. Di qui l’importanza della storia della società come un modo d’accostamento al la conoscenza del l’uomo stesso – “Dimmi che cos’hai fatto e ti dirò chi sei” – nonché alla conoscenza di qualche tratto del piano di Dio sul mondo e sul tempo, cioè della Provvidenza.
“La storia del genere umano, delineata dalla Sacra Scrittura, anche dopo la caduta nel peccato è una storia di realizzazioni continue, che, sempre rimesse in questione e in pericolo dal peccato, si ripetono, si arricchiscono e si diffondono come risposta alla vocazione divina, assegnata sin dal principio all’uomo e alla donna (Gen 1,26) e impressa nell’immagine, da loro ricevuta”. 
Così Papa Giovanni Paolo II – nell’enciclica Sollicitudo rei socialis, del 1987 – conferma l’indicazione preferenziale del Magistero della Chiesa cattolica per sant’Agostino e per la sua “filosofia della storia”, che il vescovo d’Ippona, nel libro XIV de La città di Dio, sintetizza in questi termini: “Due amori hanno costruito due città: l’amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio ha costruito la città terrena, l’amore di Dio spinto fino al disprezzo di sé la città celeste”. Sulla base di questa prospettiva – versione “sociale” delle “due porte” o delle “due vie” evangeliche (cfr Mt 7, 13-14; e Lc 13, 24) – sempre il Pontefice regnante – nell’enciclica Dominum et vivificantem del 1986 – sostiene che, “da un lato, come si esprime sant’Agostino, c’è l”‘amore di sé fino al disprezzo di Dio”; dall’altro, c’è l”‘amore di Dio fino al disprezzo di sé” […] la Chiesa di continuo innalza la sua preghiera e presta il suo servizio, perché la storia delle coscienze e la storia delle società nella grande famiglia umana non si abbassino verso il polo del peccato col rifiuto dei comandamenti divini “fino al disprezzo di Dio”, ma piuttosto si elevino verso l’amore, in cui si rivela lo Spirito che dà la vita”. Dunque, gli uomini costruiscono nel tempo Città più o meno dissimili dalla li Città di Dio e quando la dissimiglianza si fa diametrale, per così dire e nella misura del possibile – infatti l’immagine e la somiglianza di Dio non sono radicalmente cancellabili nell’uomo -, quando la Città degli Uomini è ampiamente assimilabile alla Città del Demonio, la vita in essa si fa invivibile, lo stesso vivere in o questa città diventa un castigo. Proprio in relazione al segreto di Fatima – in genere in relazione a rivelazioni private – o si è talora pensato che si trattasse in esso dell’annuncio di castighi misteriosi e soprannaturali, miracolosi, dimenticando – ma l’ha ricordato Papa Giovanni Paolo II nel discorso ai giovani al Parc-des-Princes, in Francia, nel 1980 che una città costruita senza Dio quando non contro Dio è destinata a rivelarsi necessariamente una città contro l’uomo.

Nel 2000, nel messaggio di Papa Giovanni Paolo II al card. Antonio Maria Javierre Ortas in occasione di un convegno per il 1200° anniversario dell’incoronazione imperiale dì Carlo Magno nella notte di Natale dell’anno 800, si legge: “La grande figura storica dell’imperatore Carlo Magno rievoca le radici cristiane dell’Europa, riportando quanti la studiano ad un’epoca che, nonostante i limiti umani sempre presenti, fu caratterizzata da un’imponente fioritura culturale in quasi tutti i campi dell’esperienza”. Perciò – continua il Pontefice regnante – ‘la commemorazione dello storico evento ci invita a volgere lo sguardo non soltanto al passato, […] invita a riflettere sul valore che anche oggi conserva la riforma culturale e religiosa promossa da Carlo Magno […].

“È la grandiosa sintesi tra la cultura dell’antichità classica, prevalentemente romana, e le culture dei popoli germanici e celtici sintesi operata sulla base del Vangelo di Gesù Cristo, ciò che caratterizza il poderoso contributo offerto da Carlo Magno al formarsi del Continente. Infatti l’Europa, che non costituiva una unità definita dal punto di vista geografico, soltanto attraverso l’accettazione della fede cristiana di venne un continente, che lungo i secoli riuscì a diffondere quei suoi valori in quasi tutte le altre parti della terra, per il bene dell’umanità. Al tempo stesso, non si può non rilevare come le ideologie, che hanno causato fiumi di lacrime e di sangue nel corso del XX secolo, siano uscite da un’Europa che aveva voluto dimenticare le sue fondamenta cristiane”.

Ebbene, l’Europa – il mondo occidentale e cristiano – sul punto di portare tragicamente a termine l’itinerario iniziato con l’umanesimo, l’Europa con l’umanesimo, l’Europa sul punto di dimenticare o di dimenticare completamente le proprie fondamenta cristiane, l’Europa alla vigilia della Rivoluzione socialcomunista del 1917 in Russia è la Il destinataria del messaggio di Fatima che, all’immancabile ed essenziale richiamo personale – la visione dell’inferno come castigo per chi non rispetta la legge di Dio – affianca una dimensione sociale: l’inferno del totalitarismo socialcomunista attende le nazioni che non rispettano la legge di Dio. Così, il messaggio di Fatima è non solo applicazione, ma certificazione della filosofia della storia del Magistero della Chiesa cattolica e del comportamento sociale che esso suggerisce attraverso la predicazione della morale sociale cattolica, la “dottrina sociale della Chiesa”: si tratta di un comportamento sociale a lode di Dio e orientato al rispetto della sua legge, il cui esito è una “civiltà cristiana”, e non offensivo di Dio e della sua legge, quindi qualificabile come “peccato sociale”.

Per evitare l’esito disastroso, a Fatima vengono poste condizioni, sono richiesti comportamenti sostanziali e formali, conversione individuale e sociale, pratiche di pietà e affidamento: “la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati”.

Quanto delle richieste sia stato soddisfatto si può arguire da quanto a tutt’oggi realizzato: il fallito – straordinariamente – attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981 e il crollo del sistema imperiale socialcomunista, consumato nel 1991. Rimangono irrealizzate parti della promessa, ugualmente condizionate, quindi – dopo che è stata resa pubblica la terza parte del “segreto” – le ancor più esplicite condizioni della loro realizzazione.

La prima parte della promessa condizionata è indicata esplicitamente con la frase: “[…] la Russia si convertirà,” la cui condizione è “la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati”.

La seconda parte della promessa condizionata è quella nota con la formula: “finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà”; la condizione è pure nota: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”.

L’esistenza di queste due promesse non realizzate e delle rispettive condizioni rende il messaggio nel suo insieme “aperto” e non esaurito. E, attraverso la Nuova Evangelizzazione, la Chiesa continua a innalzare “[…] la sua preghiera e presta il suo servizio, perché la storia delle coscienze e la storia delle società nella grande famiglia umana non si abbassino verso il polo del peccato col rifiuto dei comandamenti divini “fino al disprezzo di Dio”, ma piuttosto si elevino verso l’amore, in cui si rivela lo Spirito che dà la vita”; cioè ri-propone le condizioni per la costruzione di una nuova civiltà cristiana nel terzo millennio, una società a misura di uomo e secondo il piano di Dio, di cui trionfo del Cuore Immacolato costituisce figura e promessa condizionata.

Bibliografia:

Vedi il mio Fatima e la Contro-Rivoluzione del secolo XXI, in Cristianità, anno XXVIII, n. 301-302, Piacenza, settembre-dicembre 2000, pp. 3-14, con rimandi bibliografici.

Il Timone – n. 17 Gennaio/Febbraio 2002

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Le apparizioni preparano la Chiesa allo scontro finale tra il bene e il male. La vittoria, però è già segnata: trionferà il Cuore Immacolato di Maria.

Intervista a P. Stefano De Fiores.

Un angelo con la spada di fuoco. Una città in rovina. Cadaveri. Una grande croce e un “vescovo vestito di bianco” ucciso con frecce e pistole. Altri angeli che raccolgono il sangue dei martiri… Immagini un po’ barocche scritte a mano su 4 facciate di carta da lettera che l’anno scorso – quando sono state rivelate – hanno fatto discutere tutti i giornali del mondo.

Era il cosiddetto “terzo segreto di Fatima”: custodito in Vaticano per decenni e reso pubblico nel giugno del 2000 per volere del Papa. Ma che cosa significano quelle immagini? Sono ancora attuali? Si può chiederlo a padre Stefano De Fiores, reputato il maggior “mariologo” italiano: ovvero il più esperto conoscitore della teologia e del culto della Vergine.

Anzitutto, padre: perché tanti segreti mariani, legati spesso a catastrofi e a guerre? A cosa servono tutti questi “misteri”?

“Diciamo subito che i segreti non rivelano cose nuove, ma fanno parte del genere apocalittico che troviamo anche nella Bibbia e che ha caratteristiche precise: come l’uso di simboli e l’interesse per ciò che avverrà alla fine dei giorni”.

Però succede spesso che questo “genere apocalittico” finisca per descrivere eventi oscuri e minacciosi. Perché nutrire la devozione mariana di paura?

“No, la paura dev’essere esclusa dal cristianesimo: il perfetto amore scaccia il timore, dice san Giovanni. Tuttavia il timor di Dio è anche il principio della sapienza. All’inizio, perciò, al peccatore può essere utile un richiamo forte affinché non si addormenti nel male. Anche Maria dunque può unire la sua voce a quella dei profeti e di Cristo, che ha detto parole apocalittiche sulla fine dei tempi”.

Quale è, allora, la sua interpretazione del terzo segreto di Fatima?

“Anzitutto a Fatima c’è stato un solo segreto – lo sostiene la stessa Lucia diviso in tre parti. Esso dev’essere spiegato nel suo contesto: il messaggio di Fatima, infatti, non si conclude nel solo segreto. E le tesi sono diverse: qualcuno sostiene che il cuore di Fatima sia la visione dell’inferno, altri puntano sull’invocazione per la pace (un tema senz’altro molto forte nelle apparizioni). Ancora: c’è la richiesta di conversione; c’è la consacrazione a Dio e a Maria; ci sono la Russia e la sconfitta del comunismo… Tutti aspetti storici, contro certe interpretazioni troppo spiritualistiche delle apparizioni portoghesi. Per me, però, il cuore di Fatima è quello di Maria, in cui sono contenuti tutti i misteri di Cristo. Non dobbiamo interpretare Fatima come una semplice devozione, bensì come un affidamento spirituale”.

Ma c’era bisogno di un segreto per questo?

“Il segreto fa parte degli strumenti usati dalla Bibbia, ma anche dalla cultura popolare; che ama le “sorprese”. È un metodo per attirare la curiosità”.

Come mai non è stato rivelato per decenni?

“Su questo non possediamo dati certi. Si potrebbe dire che, da Pio XII in poi (non risulta infatti che Pacelli abbia mai letto il segreto di Fatima), Papi abbiano scelto di non divulgarne il testo per varie ragioni. Ad esempio per non ostacolare l’ostpolitik, ovvero la politica di mediazione coi regimi dell’Est che Giovanni XXIII stava lanciando verso il mondo comunista. Inoltre, siccome c’era la profezia di un “vescovo vestito di bianco” morto sotto colpi d’arma da fuoco e frecce, si temeva che il pontificato sarebbe stato condizionato dalla paura dell’uccisione del Papa”.

E perché, allora, è stato pubblicato adesso? Tra l’altro, la sua rivelazione ha lasciato molti insoddisfatti.

“Sì, l’opinione pubblica si è divisa. Una parte è rimasta delusa perché s’aspettava un documento catastrofico sulla fine del mondo. Altri, anche cattolici, hanno ritenuto inutili rivelazioni come questa perché esiste già il Nuovo Testamento, che deve bastarci. Ambedue le posizioni sono deboli, secondo me”.

Perché?

“La prima si attende troppo da un testo e quindi è incapace di vederne i germi di futuro. Nessuno può negare che la terza parte del segreto sia lo scritto più apocalittico tra le rivelazioni private del Novecento: e non dobbiamo sottovalutarlo solo perché ci aspettavamo annunci più gravi. La seconda posizione invece non tiene conto che Io Spirito Santo distribuisce i suoi doni come vuole e che la profezia è necessaria nella Chiesa. Se esistono messaggi autentici che leggono i segni dei cieli e riguardano il destino della terra, perché trascurarli?”.

Anche se il segreto dì Fatima non è una verità di fede…

“Pure su questo punto ci sono due opinioni. Alcuni, come il cardinale Ratzinger ritengono che esista un’essenziale differenza di valore tra il Vangelo e le profezie che gli sono seguite; in Cristo infatti c’è la pienezza della rivelazione. Lutero e san Giovanni della Croce, per esempio, vietavano di attribuire fede assoluta alle visioni. Altri invece ritengono che Fatima può rendere più attuali alcuni temi già contenuti nella rivelazione piena del Vangelo; Dio agisce ancora nella storia, anche dopo averci dato suo Figlio. Questa è la posizione di teologi come Suarez, san Roberto Bellarmino, Karl Rahner…”.

E lei, come la pensa?

“L’impostazione delle apparizioni come “rivelazioni” è comunque poco fondata. Infatti i segreti non ci dicono notizie che non conosciamo. La novità è piuttosto sul piano della morale e della spiritualità. Le apparizioni preparano cioè la Chiesa allo scontro finale tra il bene e il male; Maria richiama l’umanità perché torni più sinceramente a Cristo”.

In questo senso, il “terzo segreto” è più una sintesi del secolo scorso oppure una profezia rivolta al futuro?

Fatima_G_Paolo_II_Suor_Lucia“Tutt’e due insieme. Non si può negare infatti ciò che esso dice delle persecuzioni del secolo scorso alla Chiesa e ai cristiani. Però legare il segreto al solo Novecento è un’operazione che non trova fondamento nel testo, il quale non si è ancora realizzato completamente; o almeno non abbiamo gli elementi per dirlo”.

La Madonna a Fatima
“Sì, Giacinta e Francesco li porto tra poco. Ma tu resti ancora qualche tempo. Gesù vuole servirsi dite per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi l’abbraccia prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me ad adornare il suo trono” (13 giugno 1917).

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