Nella mitologia greca Euterpe (Ευτέρπη greco, “Il piacevole”, “Il genio piacevole” o “spiriti buoni”) è la musa della musica, in particolare protettrice di coloro che suonano il flauto.  Come le altre Muse, è la figlia di Mnemosine e Zeus.

Di solito è coronata di fiori e porta nelle sue mani il doppio flauto. Altre volte è rappresentato con altri strumenti musicali: violini, chitarre, batteria, ecc.  In epoca tardo classica, era conosciuta come la musa della poesia lirica.

Alcuni storici hanno attribuito a Euterpe l’invenzione del flauto Aulos o flauto doppio, sebbene la maggior parte degli studiosi di mitologia ha concesso quest’onore al satiro Marsia, come leggiamo nel mito di Marsia e Apollo.

L’antico Aulos greco, spesso tradotto erroneamente come “flauto”, era uno strumento di canna (giunco) a due ance, come l’oboe e accompagnava una vasta gamma di attività Greche: era presente ai sacrifici, alle rappresentazioni drammatiche, agli incontri di lotta, al salto in lungo, al lancio del disco, alla danza dei marinai sul triremo.
Platone lo associava al culto estatico di Dionisio e dei Coribanti (Sacerdoti della dea Cibele).

Torniamo alla musa.
Il dio fluviale Strimone, figlio di Oceano e Teti, ha ingravidato Euterpe che ha partorito Reso che fu re della Tracia, alleato con Priamo durante la guerra di Troia mori per mano di Diomede, come ci racconta Omero nell’Iliade.

Il nome Euterpe deriva dal greco eu (bene) e τέρπ-εω (per favore). Nel corso dei secoli questo nome è stato usato per delle edizioni musicali e, soprattutto, per le società musicali.  Quando Jacob Van Eyck ha pubblicato la sua musica, c’era soltanto un’altra edizione che portava il nome di questa musa: L’Euterpe (Venezia, 1606), una raccolta di musica vocale, da uno a quattro voci, composta da Domenico Brunetti.