Ersilia, secondo la tradizione, era una donna sabina rapita dai romani insieme alle sue compagne.

Ersilia divide Romolo da Tito Tazio, in un dipinto del Guercino al museo del Louvre di Parigi

Sia Livio che Plutarco raccontano che divenne la moglie di Romolo, il fondatore e primo re di Roma, al quale diede due figli: una femmina, Prima, e un maschio, Aollio, in seguito chiamato Avilio.

Ersilia, patrocinò l’alleanza fra Romani e Sabini.

«Là mentre stavano per tornare a combattere nuovamente, furono fermati da uno spettacolo incredibile e difficile da raccontare a parole. Videro infatti le figlie dei Sabini, quelle rapite, gettarsi alcune da una parte, ed altre dall’altra, in mezzo alle armi ed ai morti, urlando e minacciando con richiami di guerra i mariti ed i padri, quasi fossero possedute da un dio. Alcune avevano tra le braccia i loro piccoli… e si rivolgevano con dolci richiami sia ai Romani sia ai Sabini. I due schieramenti allora si scostarono, cedendo alla commozione, e lasciarono che le donne si ponessero nel mezzo.»
(Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 19, 1-3.)

.

Secondo Dionigi Ersilia era la moglie di Ostilio, campione romano ai tempi di Romolo,  a cui  avrebbe dato un figlio, Osto Ostilio che divenne poi il padre di Tullio Ostilio, quarto re di Roma.

Jacques-Louis David – Le Sabine, 1795-1798, (dettaglio di Ersilia) – Parigi, Louvre

Proprio come suo marito (che divenne il dio Quirino), Ersilia fu divinizzata dopo la sua morte e conosciuta con il nome di Hora, come leggiamo nelle Metamorfosi di Ovidio