Nella mitologia pregreca, Elektra era una dea della luce, che poi i Greci incorporarono nel loro mondo mitologico donandoci due chiavi di lettura:

1) Elettra, figlia di Oceano e Teti, madre delle Arpie e di Iride generate con Taumante.
2) Elettra, figlia di Atlante che diede a Zeus il figlio Dardano.

In questa pagina, vogliamo parlare di Elettra (Elektra o Electra), il cui nome significa “ambra”, “splendente” e “brillante”, una delle sette sorelle Pleiadi, le figlie di Atlante e di Pleione che abitavano l’isola di Samotracia.

Elihu_Vedder_Pleiadi

La vita della bella ninfa, è, ovviamente, legata al “gaudente” Zeus che se ne invaghì, la violentò e la amò ripetutamente.
Dalla loro unione nacquero Dardano, il fondatore di Troia, e Iasione, la cui leggenda è legata a quella di Cibele e di Demetra.
A Elettra si attribuisce talvolta un terzo figlio, Emazione, che avrebbe regnato su Samotracia.

Secondo una diffusa tradizione romana, Elettra, con il marito Corito, re di Etruria, generò il figlio Iasio. Corito fondò la città di Cortona, da cui Iasione e Dardano emigrarono. Iasione andò a Samotracia e Dardano nella Troade.

Prima di chiudere queste brevissime note ci preme ricordare che il figlio di Elettra, Dardano, dopo aver abbandonato la natia Samotracia, si recò in Troade ove divenne il fondatore di Troia e l’antenato di Priamo e del suo casato.
Troia , con la sua storia,  influì sul futuro di Elettra che, posta nel firmamento vicina alle sue sorelle nella nebulosa delle Pleiadi, entra far parte della “Leggenda della Pleiade Perduta” (non più visibile a occhio nudo) perché, secondo alcuni autori, la sua stella sarebbe scomparsa dal cielo in seguito al dolore per la distruzione di Troia, la città fondata dal figlio.
Di Dardano ricordiamo ancora che è l’omonimo del rettilineo tra il Mar di Marmara e il Mar Egeo conosciuto come stretto dei Dardanelli.

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La vicenda del Palladio [da Wikipedia]

La leggenda di Elettra si ricollegava anche al sacro Palladio. Zeus, colpito da un violento amore per lei, volle violentarla ma la fanciulla fuggì e cercò asilo gettandosi presso il prezioso simulacro. Tuttavia a nulla servì poiché Zeus riuscì nel suo intento e rese incinta la giovane. Del sangue vaginale caduto, segno della perduta verginità, cadde sulla statua, profanandola. Adirata, la dea Atena, proprietaria del simulacro, scaraventò il Palladio e la stessa Elettra sulla terra. Oppure fu lo stesso Zeus, irato per l’opposizione di Elettra, a gettarla indignato sulla terra.
Secondo altre leggende fu proprio Elettra a donare il sacro simulacro a suo figlio Dardano, il quale la pose all’interno della città che fondò, come protezione per l’intera rocca.

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fonte: tanogaboblog.it

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