Edouard Manet nasce a Parigi il 23 gennaio 1832 da genitori ricchi, colti, raffinati.
Studia al Collegio Rollin (ove incontra Antonin Proust, che gli sarà caro amico per tutta la vita e lascerà sudi lui pagine di testimonianza affettuose ed esatte), si diletta di disegno, frequenta musei ed esposizioni.
edouard_manetDopo un periodo di vita marinara su una nave da trasporto, rientrato a Parigi, si indirizza decisamente alla pittura, sotto la guida di Thomas Couture, pittore accademico famoso in quegli anni.
Lascia nel ’56 l’atelier del maestro e compie numerosi viaggi, recandosi tra l’altro all’Aja, a Vienna, Monaco, Firenze, Roma e Venezia : esegue copie da Tiziano, Tintoretto, Velazquez, studia i maestri più recenti, da Goya a Daumier, da Delacroix a Courbet.
Nelle sue opere cominciano ad avvertirsi chiari sintomi di un rinnovamento del linguaggio nei confronti della tradizione.
Nel 1858 stringe amicizia con Baudelaire, la cui influenza si può infatti avvertire nella ‘Musica alle Tuileries‘ e nel ‘Bevitore d’assenzio‘, presentato e rifiutato al Salon del 1859.
Dovuti all’influsso di Baudelaire sono anche l’infatuazione dell’esotico e l’amore verso la Spagna, che danno luogo nel 1861 al ‘Chitarrista‘e, l’anno seguente, ai quadri di ballerini spagnoli e alla celebre ‘Lola di Valenza‘.
Nel 1863 presenta al Salon des Refusés tre opere, tra cui la famosa ‘Dejeuner sur l’herbe‘, che solleva gravi scandali fra pubblico e critici, scandali che si ripeteranno al Salon del ’65 per l’Olympia.
Al Salon del ’66 il suo ‘Suonatore di piffero‘ è rifiutato .
I giovani guardano a lui come a un Maestro: sebbene frequenti tra gli altri, Renoir e Monet, egli dapprima non appare tentato dal sorgente impressionismo.
Più tardi però, per influsso sopratutto di Monet, accoglie come un impressionista le suggestioni del ‘plein-air’.
Egli trascorre ormai quasi tutto il suo tempo a Parigi, apprezzato dalla critica ufficiale.
Nel 1879 viene colpito da una malattia terribile, una atassia, che in quattro anni lo condurrà alla morte.
Continua a lavorare fino all’ultimo, seppur a prezzo di gravi sforzi.
Nel 1881 riceve un premio al Salon e viene insignito, su proposta dell’amico Proust, divenuto ministro delle Belle Arti, della Legion d’Onore.
Nel 1882 dipinge le ultime opere: la Primavera e il Bar alle Folies-Bergére, entrambe esposte al Salon.
Si spegne a Parigi il 30 aprile del 1883.

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