Figlia del titano Crio,  è la dea delle streghe, la cui antica prerogativa è poter concedere ai mortali qualsiasi desiderio. Ecate la Giovane, detta anche Crataeis (la Potente) è, quindi, la patrona di tutte le arti divinatorie e dei rituali ad essi associati.

Ecate (Hekate o Hecate)

Ecate (Hekate o Hecate)

Essendo Ecate dea della profezia, della luna, della notte, dei boschi, dei lupi e dei trivii, dobbiamo necessariamente accantonare molti risvolti esoterici ed, in questa sede, proporre solamente due note esplicative.
Il ruolo che Ecate svolge in vari misteri che coinvolgono Demetra Persefone è altamente speculativo, data la natura di questi oscuri misteri, ma abbastanza probabile.

La stretta connessione tra le tre dee è probabilmente il primo, e forse unico, esempio di una tripla-dea che rappresenta le tre fasi della vita di una donna: la giovine (Ecate), la sposa (Persefone) e la madre (Demetra). Ciò è in sintonia con ogni antica raffigurazione della dea come una ragazza o  giovane donna.

Il gruppo costituito da Artemis, Selene e Ecate è scarsamente documentato fin dai tempi dei romani, e raramente si sono trovate rappresentazioni nella stessa Grecia. Secondo L.R. Farnell (Hekate in Art): “La prima raffigurazione di Ecate di cui abbiamo conoscenza è una piccola terracotta trovata ad Atene, con una dedica ad Ecate, nello stile del VI sec. a.C.

La dea è seduta su un trono con una ghirlanda sulla sua testa”. Le successive raffigurazioni la vedono prima come un singola fanciulla, quindi come una donna con tre teste o sei braccia o tre corpi, spesso uno di schiena all’altro e recanti numerosi oggetti e simboli nelle mani.

Ecate Phosphoros, “portatrice di luce”

Altro titolo di Ecate è Phosphoros,  “portatrice di luce”, ed è probabilmente legato alla sua immagine più nota, quella del tedoforo.  Altre divinità erano talvolta portare una sola torcia, ma pochi sono stati identificati in modo chiaro con torce.  Secondo un noto punto di vista è che questo simboleggia Hekate come dea-Luna ma è più probabile che il titolo e torce erano originariamente associate a un ruolo guida e guardiano in Misteri e quindi la funzione è stata connessa a quello della Propolos. Phosphoros è stato anche il nome greco per la “stella del mattino”, il pianeta Venere.

Ecate la Giovane ha un posto di primo piano nei culti misterici di Orfeo, tant’è che compare nel primo inno orfico ove viene celebrata come la Signora che possiede le chiavi dell’universo:

Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.

In tutta l’antichità ci sono state manifestazioni di devozione pubblica a Ecate, spesso per il bene di una intera comunità. È quindi del tutto possibile che tali immagini negative sono state semplicemente un motivo letterario, un riflesso delle paure.