di Nuccia Di Franco Lino

In un giardino di Carruba, Giarre, ci sono panni stesi ad asciugare e, tra l’altro, un piccolo maglione di bambino. Due giorni dopo, ritirando il maglione, la mamma si accorge che dentro una delle maniche c’è della paglia.
Per niente preoccupata o meravigliata, la signora lava nuovamente il maglione e lo mette ad asciugare in giardino. Qualche giorno dopo, il maglione viene raccolto di nuovo: questa volta, nella manica non si trova la paglia di prima ma… un nido con il suo abitante pennuto.

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La mamma decide di lasciare appeso il piccolo maglione a disposizione di un Pigliamosche che, evidentemente, aveva scelto la morbida e calda manica per fare il suo insolito nido.


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Un piccolo serpente prende il sole primaverile nella piazzetta di San Giovanni li Cuti a Catania, dove ci sono i resti di una palma bruciata dai teppisti. 

A prima vista, sembra trattarsi di una pericolosa vipera. 
Una volante della Polizia di Stato allerta il Fondo Siciliano per la Natura,  prima di accorrere sul posto del rinvenimento. 
Giunto sul posto, il naturalista Luigi Lino subito classifica il serpentello come un giovane esemplare di Colubro leopardino, assolutamente innocuo, altro che vipera, che non deve essere assolutamente eliminato.

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Questo serpente è inconfondibile per le macchie color ruggine, regolari in tutto il corpo, la testa triangolare e allungata, con macchie nere sopra la bocca e, attorno agli occhi, una lunga ”Y” che dà origine a due singole macchie color ruggine. 
E’ il serpente descritto dalla poesia The Snake dal famoso scrittore inglese D. H. Lawrence, che un giorno aveva ammirato a lungo un serpentello ai piedi di una fontanella di Taormina, la città dove visse per due anni.