Luca Giordano - La Giustizia

Luca Giordano – La Giustizia

Nella mitologia greca Dike è una vergine figlia di Zeus e di Themis, che si identifica con l’età dell’oro ed è sinonimo di giustizia.
Era annoverata, secondo Esiodo, tra le Ore:
Eunomia, l’ordinamento legale;
Dike, la giustizia;
Irene, la pace.

Dike era la copia verginale della madre.
La vergine giustizia, nata da Zeus, gloriosa e veneranda tra gli dei che abitano l’Olimpo, sedeva accanto al padre Cronide“.
Le si attribuiva la protezione dei tribunali, in quanto era inflessibile punitrice dei delitti. Viveva sulla terra quando Saturno governava sull’Olimpo. Quelli erano tempi felici per gli uomini che ancora non conoscevano la sofferenza e il lavoro.
Quando Giove prese il posto di Saturno le cose incominciarono a peggiorare, e gli uomini iniziarono a conoscere la violenza. Dike decise di abbandonare la terra e andò in cielo, dove ora si trova, nella costellazione della Vergine che è l’unica costellazione femminile dello zodiaco. Questa costellazione venne rappresentata, sin dall’ antichità, con diverse figure divine a seconda del luogo di provenienza.

Un’altra identificazione è in Astrea, figlia di Astreo (padre delle stelle) e di Eos (dea dell’ aurora).
La GiustiziaAstrea è l’ultima dea a abbandonare la terra quando all’età dell’oro, a quella dell’argento e a quella del bronzo, segue l’età del ferro in cui la malvagità umana non conobbe più freni.
Dike (Astrea), ancora più disgustata, con le sue ali volò tra le stelle, da dove, sempre più triste, guardava la meschinità degli uomini.

La costellazione della Vergine è associata alla dea Dike (Astrea), nel mito greco, a Demetra (Cerere per i Romani) o, ancora più comunemente, a Persefone (Proserpina per i Romani), rappresentata con una spiga (la stella Spica) di grano nella mano destra e una foglia di palma nella sinistra. 

Victa iacet pietas, et Virgo caede madentes,
ultima caelestum, terras Astraea reliquit.
(
Vinta giace la pietà, e la vergine Astrea lascia,
ultima degli dei, la terra madida di sangue
“)

Ovidio, Metamorfosi, I, vv. 149-150.

È ancora Astrea la vergine di cui parla Virgilio nella quarta ecloga delle Bucoliche annunciando la venuta di un bambino che rigenererà il mondo (vv. 5.7): 

magnus ab integro saeclorum nascitur ordo.
Iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna;
iam nova progenies caelo demittitur ab alto.
(
nasce di nuovo il grande ordine dei secoli.
Già torna la Vergine, torna il regno di Saturno;
già la nuova progenie discende dall’alto del cielo
“.)

 

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