Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Dies Parentalis (Le feste dei morti presso l’antica Roma)

Le Parentalia, secondo la mitologia romana, erano delle feste che, pur se inserite nel calendario religioso, si svolgevano prettamente in ambito familiare, all’interno della domus ove troviamo apposite edicola detta larari.

Larario casa dei Vettii - Pompei 2Queste feste venivano celebrate per onorare i parenti defunti e si svolgevano nella settimana che va dal 13 al 21 febbraio, in quest’ultimo giorno si credeva che le anime dei defunti potessero girare liberamente tra i vivi.

Pompei_Casa_Giulio_Polibio_LarariumNella foto a lato vediamo un affresco proveniente da un larario di Pompei.

Nella parte superiore sono rappresentate i Lari ed i Geni che fanno offerte all’altare e nella parte inferiore si vede un serpente che rappresenta i Manes.
Il riferimento ai serpenti trova una sua logica in considerazione dell’abbondante presenza di questi animali nei cimiteri, probabilmente a causa dei resti di cibo lasciati durante le offerte per i morti.

Ci viene detto da Ovidio nelle Metamorfosi (XV, 389-390):

E v’è chi crede che dentro il sepolcro, quando la spina dorsale imputridisce, l’umano midollo si muti in serpente.

Quindi è stato consequenziale considerare i serpenti come l’effettiva presenza dell’anima dei defunti.

Durante queste festività, i templi erano chiusi, i matrimoni proibiti, gli affari sospesi, i magistrati non indossavano la toga pretesta. I parenti visitavano le tombe dei loro cari portando offerte di vario tipo.
L’ultimo giorno dei Parentalia, ovvero il 21 febbraio, era chiamato Feralia e dedicato a cerimonie pubbliche con offerte e sacrifici ai Mani (Manes), divinità dell’oltretomba identificate come le anime dei defunti.

larario_HerculaneumIl teologo sant’Agostino, un paio di secoli dopo scrivendo la “Città di Dio” (libro IX, capitolo 11), ci dice che considera i Manes degli spiriti differenziati da altri tipi di spiriti romani:
Apuleio afferma inoltre che anche l’anima umana è un demone e che gli uomini divengono Lari se hanno fatto del bene, fantasmi o spettri se hanno fatto del male e che sono considerati dèi Mani se è incerta la loro qualificazione.
E chi non vedrebbe, purché rifletta un tantino, quale voragine spalancano con questa teoria al dilagare dell’immoralità? Infatti gli uomini, ritenendo che diverranno spettri o anche dèi Mani, sebbene siano stati iniqui, divengono tanto peggiori quanto sono più desiderosi di far del male al punto da convincersi che per far del male saranno invocati dopo la morte con sacrifici propri di onori divini. Dice infatti che gli spettri sono uomini divenuti demoni malvagi. Ma ne sorge un altro problema. Egli, confermando che anche lo spirito umano è un demone, dichiara che in greco gli uomini felici sono appunto chiamati 

 perché sono spiriti buoni, cioè demoni buoni

.

fonte: tanogaboblog.it

.

Similar posts