Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Crisaore, un figlio della Gòrgone Medusa

Crisaore è un personaggio minore della mitologia greca, un gigante con una spada d’oro.
Secondo il mito Crisaore è nato dall’unione di Poseidone con Medusa, nel tempio sacro di Atena, che a causa della dissacrazione avrebbe poi trasformato Medusa nel mostro con serpenti al posto dei capelli e capacità di pietrificare con gli occhi.
Crisaore nacque insieme a Pegaso, quando Perseo recise la testa della Gorgone, e venne fuori brandendo una spada d’oro: da qui il suo nome che significa appunto “spada aurea“.

Crisaore si unisce a Calliroe, figlia di Teti, con la quale genera il gigante Gerione e la madre dei mostri: Echidna.

Nell’arte, la prima apparizione Crisaore sembra essere il grande frontone occidentale del tempio di Artemide a Kerkyra (Corfù), 580 a.C, al cui centro spicca la Gorgone Medusa, alta quasi tre metri, tra i figli Pegaso e Crisaore, due pantere ai lati e scene della Titanomachia.
La grandiosa composizione è una delle meglio conservate di tutta la scultura greca arcaica, un’impressionante testimonianza di espressione plastica, ricca di movimento e ritmo.

Leggiamo in Esiodo, Teogonia 275-305: (1)

….. Medusa era mortale, immortali
le altre due, e non invecchiavano mai: ma con lei sola
giacque nel prato Ade dai capelli turchini
fra l’erba tenera e i fiori di primavera;
da Medusa, quando Perseo le tagliò la testa,
balzarono fuori Crisaore e il cavallo Pegaso;
il nome venne al primo dalla spada aurea che impugnava
al secondo dalle fonti dell’Oceano dove nacque;
Pegaso si staccò volando dalla terra madre di greggi
e giunse fra gli immortali: abita nella dimora di Zeus,
e porta il tuono e il fulmine al dio grande pensatore;
Crisaore generò il tricefalo Gerione,
abbracciato a Callìroe, figlia del nobile Oceano;
lui fu vinto dalla forza di Heracles, accanto ai buoi
che calpestano il suolo dell’Eritia circondata dalle acque;
lo vinse nel giorno che guidò i buoi larga fronte
alla sacra Tirinto, attraversando le vie dell’Oceano;
dopo aver ucciso Orto e il bovaro Euritione,
nel rifugio di tenebra, oltre il nobile Oceano;
nel cavo di una grotta poi generò un altro mostro,
invincibile, che non somiglia a nessuno degli uomini mortalì
né degli dei immortali: Echidna animo violento,
per metà è una ninfa occhi splendenti, belle guance,
ma per l’altra metà è un mostruoso serpente, terribile, grande,
cangiante, vorace, sotto i recessi della santa terra;
qui ha la profonda spelonca, sotto una roccia cava,
lontana dagli dei immortali e dagli uomini soggetti alla morte,
dove gli dei le assegnarono una nobile dimora da abitare;
visse tra gli Arìmi sottoterra, la tetra Echidna,
ninfa immortale, che in nessun giorno invecchia;

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  1. La “Teogonia” di Esiodo  è l’opera più antica sulla nascita degli dei. Esiodo, è bene ricordarlo, è il primo scrittore greco sulla cui vita si hanno notizie certe ed è fonte molto autorevole per quanto riguarda l’origine degli dei. Scrittori e fonti successive danno notizie diverse o addirittura contrastanti che ingenerano confusione nella mente di chi si accosta all’argomento ed è facile smarrirsi nell’affollato pantheon greco.

 

tratto da: tanogaboblog.it

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