I racconti mitici affondando le proprie radici agli albori della civiltà dei popoli esprimono la concezione del mondo e le origini della tradizione religiosa della storia dando vita a leggende, derivate da quella forma primigenia e intuitiva della conoscenza, attraverso cui l’individuo descrive i fenomeni della natura e della vita, animandoli e personificandoli tramite la propria immaginazione.

Tramandati attraverso la tradizione orale, i miti si sono andati modificando nel corso dei secoli, con aggiunte e cambiamenti, fino a divenire un prezioso patrimonio intellettuale delle varie civiltà. Nella fattispecie la cultura occidentale ha ereditato il complesso mitologico della civiltà greca, la cui feconda immaginazione ha interpretato i fenomeni naturali e spirituali in senso animistico e antropomorfico.

Un racconto intorno a Dei, esseri semidivini ed eroi discende nell’al di là”: così Platone definisce il mythos, contrapponendolo al logos, l’argomentare razionale tipico dell’interpretazione filosofica dell’esistenza.

Il mito è quindi un racconto, o una serie di racconti, giunto sino a noi, spesso in modo frammentario; tale patrimonio di racconti fantastici (o come dice Erodoto di storie “inattendibili”), inizialmente fu composto e diffuso in forma poetica e compositiva orale, mentre è pervenuto invece fino a noi principalmente attraverso i testi scritti della tradizione letteraria greca.

Mattia Preti – Diogene e Platone

Le più antiche fonti conosciute, i due poemi “Iliade” ed “Odissea” concentrano la loro attenzione sugli eventi che ruotano attorno alla vicenda della guerra di Troia; altri due poemi contemporanei alle opere omeriche, la “Teogonia” e “Le Opere e i Giorni”, scritti da Esiodo, contengono invece racconti relativi alla genesi del mondo, la cronologia dei sovrani celesti, il succedersi dell’età dell’uomo, l’inizio delle gioie e delle sofferenze umane.

Altri poeti minori trassero talvolta ispirazione dai miti ma con il trascorrere del tempo passarono da una trattazione più diretta e descrittiva all’uso di semplici allusioni e velati riferimenti; lirici greci come Pindaro e poeti bucolici come Teocrito, nelle loro opere citano alcuni episodi mitologici, nonché la tradizione mitica dell’antica Atene che era spesso al centro delle trame delle opere teatrali classiche come nelle tragedie di Eschilo, di Sofocle e d’ Euripide.

Gli storici Erodoto e Diodoro ed anche i geografi Pausania e Strabone, che viaggiando a lungo e in varie e lontane terre dell’allora mondo conosciuto, annotarono le storie di cui venivano a conoscenza e, in particolar modo, Erodoto esaminò le molteplici situazioni che gli si presentavano risalendo alle mitiche fonti e al tempo medesimo confrontando la tradizione greca con quella orientale, come dopo fece Tito Livio con quella romana.

Gli stessi artisti greci e romani, o comunque ellenisti, trassero poi ispirazione nella tradizione antica delle pitture, negli affreschi, nonché nelle sculture di monumenti pubblici e privati; le numerose leggende che hanno per protagonisti eroi, umani, dei e semidei, si sono tramandate nel tempo e sono ancora profondamente radicate nella memoria della moderna collettività (al di là dell’aspetto psicanalitico tracciato da Freud), mantenendo inalterati il proprio fascino, hanno trovato cioè una diretta corrispondenza nella poesia, nella letteratura e nelle arti.

Nel corso del medioevo le invasioni barbariche e l’ostilità del cristianesimo non sono state sufficienti a cancellare l’antichità pagana, sopravvissuta in forme e significati più consoni al periodo, e nel Rinascimento la civiltà classica ha conservato il ruolo di modello dei più alti valori umani.

William-Adolphe Bouguereau -Omero e la sua guida (1874)

I miti rivivono nei dipinti e negli affreschi rinascimentali e barocchi che animano le pareti e i soffitti delle chiese e residenze nobiliari: soprattutto a partire da questo arco temporale vengono alla luce trattati di mitologia, necessari ai pittori per eseguire cicli di affreschi o singole tele a contenuto mitologico il cui fine è spesso etico, morale o celebrativo: ormai radicati nella cultura i miti divengono così fonte d’ispirazione anche per gli artisti dell’800 e del 900 sino ai giorni nostri.

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Articolo di Sandro Boccia

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