Nel mito greco la Colchide è teatro di una parte del lungo ciclo che ha inizio con le vicende dei figli di Nefele e del Vello d’Oro e si conclude con la vendetta di Medea.

Le aree principali della Colchide (da commons.wikimedia.org)

Un po’ di storia 

Già citati in iscrizioni assire del dodicesimo secolo a.C., i Colchi furono una naziona indipendente fra il nono e l’ottavo secolo, fino all’invasione dei Cimmeri
Il loro territorio, ridimensionato dopo questa invsione, corrispondeva approssimativamente all’attuale Georgia. 
Nel sesto e quinto secolo a.C. la Colchide conobbe il suo periodo più importante come testimoniano le frequenti citazioni degli storici e dei geografi del periodo. La stessa diffusione del mito degli argonauti dimostra l’importanza che ebbe la Colchide nella cultura del mondo antico. 
All’inizio del sesto secolo furono fondate colonie greche sulla costa del Mar Nero tramite le quali la Colchide esportava legnami, prodotti agricoli e soprattutto i metalli che si estraevano nel paese, ferro, argento e oro, che venivano lavorati nelle botteghe artigiane delle quali si sono trovate abbondanti testimonianze archeologiche in Georgia. 
Questi fiorenti commerci con la Grecia continuarono durante tutto il periodo ellenistico. 
Dall’89 al 65 a.C. la Colchide fu dominata da Mitridate VI Eupatore re del Ponto, nel 63 a.C. fu conquistata dai Romani che collocarono lungo la costa molti presidi militari a difesa dei coinfini del loro impero. 

.

Mitologia 

La Colchide svolge il ruolo di una delle “Terre di confine” che si trovavano al limite del mondo conosciuto veniva vista come luogo straordinario in molti sensi (ad esempio era considerata ricchissima) oltre il quale avevano inizio i misteri di regioni mai esplorate. 
Il re di Orcomeno Atamante amò Nefele, dea delle nuvole; ne nacquero un figlio, Frisso, ed una figlia che fu chiamata Elle

Ino, moglie mortale di Atamante, tentò di ucciderli e Nefele li salvò facendoli fuggire sul dorso di un montone volante dal vello d’oro. 
Durante il volo Elle cadde in quel braccio di mare che da lei prese il nome di Ellesponto mentre Frisso giunse in Colchide dove fu accolto amichevolmente dal re Eeta

Il montone dal vello d’oro venne sacrificato ed il suo prezioso manto fu affidato alla custodia di un serpente immortale nato dal sangue di Tifone

Molti anni dopo Giasone, figlio del re di Iolco Esione, tentò di recuperare il regno paterno contro lo zio Pelia che lo aveva usurpato. 

Pelia promise di cedergli il potere se fosse riuscito a recuperare il Vello d’OroCon questo obiettivo Giasone organizzò la spedizione della nave Argo intraprendendo l’avventura narrata nei particolari da Apollonio Rodio nel poema Argonautiche

Si svolge dunque in Colchide la parte centrale di questa mitica vicenda: l’arrivo degli Argonauti nella splendida reggia di Eeta ricca di opere d’arte, l’amore della principessa Medea per Giasone, le prove superate da Giasone con l’aiuto di Medea per la conquista del Vello d’Oro. 

Infine gli Argonauti fuggono dalla Colchide. Medea decide di seguire Giasone ed il seguito delle loro avventure si svolgerà, come è noto, a Iolco e a Corinto.

Molti autori antichi aggiungono particolari o varianti a questo racconto. Vediamone alcuni: 

  • Biblioteca di Apollodoro: Scacciata da Atene per aver complottato contro Teseo, Medea torna infine in Colchide dove nel frattempo Eeta è stato spodestato dal fratello Perse, uccide quest’ultimo e restituisce il regno al padre. 
  • Erodoto: Racconto razionalizzante. La principessa Medea fu sequestrata dai Greci per rivalsa contro un ratto di donne di Argo ad opera dei Fenici. Questa serie di rapimenti, fra i quali Erodoto comprende quelli di Europa e di Elena, si inquadrava in un’antica discordia fra Greci ed Asiatici, discordia che alla lungo portò alle Guerre Persiane. 
  • Igino: Eeta aveva saputo da un oracolo che il suo regno sarebbe durato solo finché il Vello d’Oro fosse rimasto in Colchide. 
  • Ovidio (Fasti): Giunto in Colchide il montone dal Vello d’Oro si trasformò nella costellazione dell’Ariete. 
  • Pindaro (Pitica IV): Lo spirito di Frisso era rimasto bloccato in Colchide, per liberarlo era necessario recuperare il Vello d’Oro. 

.

testo tratto da: sunelweb.net

.