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Cosí cantâr le Muse che hanno soggiorno in Olimpo,
le nove figlie nate da Giove signore possente,
Tersícore, Polímnia, Melpòmene, Urania, Talía,
Euterpe, Erato, Clio, Callíope: è questa fra tutte
egregia, essa dei re venerandi mai sempre compagna.

Esiodo – La Teogonia vv 74-78

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Nella mitologia greca, Clio (o Kleio , “reso famoso” o “per rendere famosi”), è la musa della storia  o,  in alcuni racconti mitologici, la musa della lira che suona.

Il nome deriva etimologicamente dalla radice greca κλέω / κλείω che significa “ricontestare”, “rendere famoso” o “celebrare”.
Clio “la proclamatrice” è spesso rappresentata con in mano una pergamena. 

Come tutte le Muse, è una figlia di Zeus e di Mnemosine, dea della memoria. Insieme alle sue sorelle abitava sul monte Elicona, in Beozia, o sul Monte Parnaso
Avendo rimproverato Afrodite perché innamorata di Adone, la dea per vendicarsi la fece innamorare incestuosamente del proprio padre; dall’unione dei due nacque Giacinto (forse frutto degli amori di Clio con uno dei numerosi re che ritroviamo in vari miti: con Piero re di Macedonia, con Oebalo il re di Sparta, o con il re Amyclas , progenitore del popolo di Amyclae, abitanti di Sparta). Alcune fonti dicono che era anche la madre di Imenio.  Altri la accreditano come la madre di Lino, un poeta che fu sepolto ad Argos, anche se Lino ha un numero di genitori diversi a seconda del racconto, compresi diversi resoconti in cui è figlio delle sorelle di Clio, Urania o Calliope.

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