« Monet non è che un occhio ma, buon Dio, che occhio! »
(Cézanne)

Claude Monet, photo by Nadar, 1899

Claude Monet, photo by Nadar, 1899

Claude Oscar Monet, padre dell’Impressionismo, nacque a Parigi il 14 novembre 1840.
Dopo la fanciullezza, trascorsa a Le Havre, a quindici anni comincia a disegnare, a matita e carboncino, caricature di personaggi in vista, acquistando una certa fama.
Trasferitosi a Parigi, si iscrive alla “Academìe Suisse“, conosce la pittura di Delacroix, Daubigny, Corot ed incontra artisti specializzati in paesaggi, come Pissarro, Bazille, Sisley e Renoir.
Insieme formano un’allegra compagnia per condividere momenti di pittura “dal vero” nella foresta di Fontainbleu.
Monet si lega con Bazille con il quale affitta un atelier dove elabora alcune celebri tele.
Al “Salon des réfusés” le sue opere “La foce della Senna a Honfleur” e “Punta di Cap de Héve con la bassa marea“, ebbero una critica tanto lusinghiera da spingere l’artista ad iniziare il famoso dipinto “Colazione sull’erba“.
Nel 1861, Claude Monet viene chiamato alle armi e spedito in Algeria dove matura in lui l’idea impressionista.
Durante la sua lunga vita dipinse moltissime opere, restando fedele ai canoni impressionistici, anche dopo che l’impressionismo divenne una corrente superata.
Gli anni ’70 sono per Claude Monet anni pieni di avvenimenti e di viaggi: nel 1870 si sposa, ma sua moglie muore nel 1879; dopo la morte del padre nel 1871 dipinge a Londra, nel 1874, in Olanda dove dipinge anche il famoso “Campo di papaveri”, si dedica anche ai pastelli.
Partecipa a numerose mostre e realizza molte delle opere più apprezzate.
Nel 1883 si trasferisce a Giverny in Normandia, affitta un casolare alla confluenza del fiume Epte con la Senna, crea un giardino e costruisce una rimessa per le barche che utilizza per dipingere sull’acqua.

Claude Monet, che nei primi anni di lavoro aveva vissuto momenti critici dal punto di vista economico, tanto che nel 1869 i creditori gli fecero requisire tutte le tele in suo possesso e fu costretto a rimanere inattivo per mancanza di colori, raggiunse una notorietà incredibile ed il valore dei suoi quadri andò alle stelle.
Famosa in tutto il mondo la serie degli “stagni” che viene esposta a San Pietroburgo, Mosca, New York, Dresda e Boston, dipinti mentre il pittore era afflitto da doppia cataratta, che aggravandosi di anno in anno, lo ostacola nel suo lavoro.
Nel 1926 Claude Monet si ammala di tumore al polmone e ne morrà il 5 dicembre dello stesso anno a Giverny.

fonte testo settemuse.it

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