Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Caravaggio: a via della Pallacorda tanto tempo fa

di Sandro Boccia

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CARAVAGGIO: A VIA DELLA PALLACORDA TANTO TEMPO FA

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Il 29 maggio del 1606 a Campo Marzio, via della Pallacorda,

al nobiluomo Ranuccio Tommasoni da Terni la Parca gli tagliò la corda

ossia il filo della vita in quanto “moriammazzato”, trafitto da una spada,

durante una furibonda rissa scoppiata a seguito d’un fallo

contestato al gioco della pallacorda: ecco l’origine del giallo!

Ottavio Leoni, Ritratto di Caravaggio, carboncino nero e pastelli su carta blu

Di questo misfatto fu accusato un tale, che subito abbandonò la strada,

certo Michelangiolo Merisi da Caravaggio, rimasto anche lui ferito,

come risultò dall’avviso del giorno successivo scappato dal romano sito.

Il Caravaggio, che aveva vinto la scommessa di scudi dieci,

era un pittore di fama, innovatore dai vividi colori, ma tutto “piscia e feci”,

era anche un pregiudicato per espulsione, diffamazione, oltraggio.

Tutta Roma conosceva il suo caratteraccio, stravagante e non di certo saggio,

e quando lo si vedeva vestito de nero, armato di spada e di compasso,

e con il cane, pur’esso tutto scuro, la gente impaurita allungava il passo.

Si diceva che avesse assoldato un sicario per far’ fuori il conte Pamarancio,

che bastonò un notaio troppo galante con la sua modella Lena, un tipetto da lancio,

che fece resistenza e prese a male parole gli sbirri minacciandoli con la spada fiera.

E poi ancora alterchi, violenze e querele fino a quella dannata sera.

Tra lui e Ranuccio c’era ruggine per tante cose e anche per politico motivo

(l’uno teneva per li francesi l’altro per gli spagnoli) e così Caravaggio fuggitivo

venne colpito con bando di condanna in contumacia,

vagando per l’Italia meridionale e pitturando tele di colori e di luci eccezionali.

Caravaggio – Madonna dei pellegrini – Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, Roma

Quattro anni doppo, nel 1610, venne fermato (lui che viveva in maniera randagia)

dagli Spagnoli a Porto Ercole per tentar di ritornar a Roma,

per essere poi liberato due giorni dopo, e stanco, come un asino da soma,

e malato morì di stenti in quella stessa toscana riva;

nel frattempo la Curia lo graziò: la giustizia prima o poi sempre arriva!

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vedi anche:

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