Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Caino e Abele, “un bell’esempio di fratellanza”

di Sandro Boccia

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CAINO E ABELE

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Nel corso dell’umanità spesso s’è verificato

che l’invidia è stata addirittura più forte dell’amore:

tutto ebbe inizio per via del pomo e del peccato

fatto da Adamo e Eva nei confronti del Signore.

Tiziano Vecellio – Adamo ed Eva

S’adeguarono alla vita dura e alle difficoltà,

e dopo misero su famiglia con due natività:

generarono prima Caino, contadino, di campi lavoratore,

e subito dopo il secondo figlio, Abele, di pecore pastore.

Un giorno i due fratelli offrirono i frutti della terra al Signore.

Questi guardò Abele, che aveva aggiunto un abbacchio, con favore

e ignorò Caino che covò nei confronti del fratello un gran rancore.

Difatti quando, arrabbiato e geloso, incontrò il fratello,

di prescia lo insultò e così successe un gran macello:

Caino con un tortore a Abele gli fece una gran festa

fino a tanto che l’ammazzò sfracassandogli la testa.

Pietro Novelli – Caino e Abele

Subito dopo Iddio domandò dov’era Abele a Caino

che gli rispose: “Non son mica il guardiano di mio fratello!”

Il Padreterno disse: “Hai combinato proprio un bel casino!

Il sangue d’Abele grida vendetta impressa nel cervello.

Sarai fuggiasco sulla terra e sii certo che con questa mattanza

non hai dato un bell’esempio, a chi verrà, di fratellanza!”

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