bellottoBernardo Bellotto è nato a Venezia da Lorenzo e Fiorenza Canal il 20 maggio 1722. Fu un pittore vedutista delle grandi capitali che lavorò in Italia, a Dresda, alla corte del re Augusto III, ed a Varsavia alla corte del re Stanislao Augusto Poniatowski (1767-80). Bellotto era nipote del famoso pittore vedutista veneziano Antonio Canale (1697-1768). I due portavano il soprannome di Canaletto, cosa che causava spesso confusioni.

Bernardo iniziò presto e con assiduità ad imitare suo zio che gli consigliò di recarsi a Roma dove fece buon uso del suo talento nel disegnare e dipingere le antiche costruzioni della città. Diventò sempre più abile e dipinse numerose vedute di città italiane come Verona, Brescia, e Milano e Venezia. All’età di ventisei anni lasciò la sua città e l’Italia, che non rivedrà più.

bellotto_portraitNel 1747 parte per Dresda, dove riceve, nel 1748, il titolo di pittore di corte. Per undici anni si dedicherà alle vedute della città, e, in seguito alle difficoltà causate dalla guerra dei Sette anni, si trasferisce a Vienna, dove risiede dal 1759 al 1761. Qui dipinge alcune grandi vedute per Maria Teresa, e, successivamente, passa al servizio, in Baviera, di Massimiliano III.
Nel 1761 torna in Sassonia, e, tra le altre opere, documenta con accurato realismo i resti della Kreuzkirche, distrutta dalla guerra.
Nel 1767 si trasferisce definitivamente a Varsavia, ove ricevette una proposta di lavoro così tanto interessante, da parte del re Stanislao Augusto, che decise restare in Polonia. Fu il pittore della corte da 1768. All’inizio lavorò per decorare il castello di Ujazdow. Lavorò incessantemente eseguendo paesaggi, molti dei quali furono distrutti nel 1784 durante la trasformazione del castello in caserma.
L’opera principale di Bellotto a Varsavia è il ciclo di 26 vedute creato tra 1770 e 1780, per il castello reale a Varsavia, per una sala preparata espressamente per questa raccolta chiamata sala d’indagine, (più tardi sala Canaletto). Bellotto, come tutti i vedutisti dello XVIII secolo, per preparare i disegni di paesaggi utilizzava un attrezzo ottico chiamato camera oscura, che permetteva la registrazione perfetta delle proporzioni degli edifici e della prospettiva. Dopo la seconda guerra molti palazzi distrutti furono ricostruiscono secondo Bellotto.

Le vedute di Varsavia si distinguono dalle sue precedenti di Venezia, Firenze, Torino, Verona, Pirna, Vienna, Monaco e Dresda per un’attenzione particolare che conferì agli abitanti della città. Presenta i personaggi con uno slancio di ritrattista e di pittore di scene tipologiche. Le vie ed i posti dinanzi alle chiese sono piene di vita, della folla, dei nobili, dei religiosi, artigiani, contadini, commercianti, ebrei e servi dei palazzi.
È in Polonia che affrontò per la prima volta degli argomenti storici, infatti Bellotto fu autore anche di due scene storiche: per il re dipinse una composizione enorme che presentava l’elezione di Stanislao Augusto e per Jozef Ossolinski “l’entrata di Jerzy Ossolinski A Roma“. Le due composizioni sono riempite da una folla trattata in modo ritrattista, mentre l’architettura, vista in prospettiva, è soltanto uno sfondo. Bernardo Bellotto morì a Varsavia. L’ultimo periodo della vita dell’artista, il periodo polacco, è ritenuto come diverso rispetto alle tappe precedenti. Si sottolinea l’osservazione diretta, la tendenza a trattare l’ambiente come scene tipologiche ed è visibile una trasformazione formale della sua pittura che diventa più colorata, utilizzando più spesso contrasti, e la tonalità cromatica diventa più calda. Esegue le sue ultime vedute, caratterizzate da una più fredda analisi descrittiva e dallo spiccato carattere documentario, elementi che prevalgono sulla fantasia delle vedute giovanili.

Le pitture di Bellotto contribuirono alla creazione della pittura polacca storica ed urbana, continuate in seguito da Zygmunt Vogel e Marcin Zaleski.

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