Il Pinturicchio (1454 – 1513)

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pinturicchio_francobolloBernardino di Betto detto il Pinturicchio nacque intorno al 1454 a Perugia nel quartiere di Porta Sant’Angelo, erede di una tradizione pittorica e miniaturistica di rilievo, che ha i suoi precedenti cittadini in Bartolomeo Caporali, Fiorenzo di Lorenzo e Benedetto Bonfigli. Gli viene dato il soprannome di “Pinturicchio” probabilmente a causa della statura minuta.

 Gli inizi della vita del pittore sembrano essere assai infelici e forse complicati ancor di più nel 1475 quando il padre, un modesto conciatore di panni lana, muore di peste. Qualche anno prima però Giapeco Caporali miniatore straordinario apre bottega proprio nella stessa via della casa di Pinturicchio e si può immaginare il giovane Bernardino alle prese con pennelli e colori nella sua bottega. Quegli anni sono, per Perugia, un momento di grande fervore artistico, che rendono la città umbra uno snodo fondamentale per gli svolgimenti artistici del secolo in tutta l’Italia centrale.

 Le prime prove di Pinturicchio sono individuabili, in via ipotetica, nelle straordinarie “Tavolette di San Bernardino” (Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia), una serie di vivaci scene che si riferiscono a miracoli del Santo, di anonima bottega datata 1473, in cui si è voluta ravvisare la mano non solo del giovanissimo Pinturicchio, ma anche di Perugino e altri.

 Divenuto socio e aiutante del pittore pievese, lo seguirà alla Cappella Sistina collaborando alle scene dell’Antico e Nuovo Testamento.

Pinturicchio - Particolare Pala Santa Maria de FossiDiventò un pittore caro ai papi e ai potenti dell’epoca.  Verso il 1486, molto probabilmente, fu chiamato ad affrescare la cappella Bufalini in S. Maria in Aracoeli a Roma, dove dipinse le Storie di San Bernardino.

Pinturicchio è uno degli artefici della grande stagione rinascimentale di riscoperta della classicità: in effetti, sarà tra coloro che si caleranno nel sottosuolo romano, copiando gli affreschi della Domus Aurea, dando inizio al gusto del revival archeologico e contribuendo alla diffusione delle grottesche. Infatti, Tra il 1492 e il 1495 dipinse l’appartamento di Alessandro VI Borgia in Vaticano utilizzando ornamentazioni a motivi fantastici, le cosiddette “grottesche”.

 Subito dopo riceve la commessa da parte di Francesco Piccolomini per la decorazione, con Storie della vita di Pio II, della libreria del duomo di Siena. Tra finte arcate in prospettiva si inquadrano le scene fastose della vita del Papa. L’opera è tra le più belle da lui realizzate.  Molte sue opere sono fuori della sua regione, come gli affreschi per Santa Maria del Popolo e Santa Maria in Aracoeli a Roma, gli Appartamenti Borgia in Vaticano, e nell’ultima parte della sua vita alla Libreria Piccolomini a Siena, dove muore nel 1513.

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