Fregio meridionale dell’Altare di Pergamo, Asteria combatte con i giganti. Le due donne sono Phoebe e Asteria (Foto di Miguel Hermoso Cuesta, licenza internazionale Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0)

Narra il mito che Asteria e Leto erano due Titane (figlie di Ceo e Febe)
Asteria era la dea greca associata con oracoli dell’oscurità, come sogni profetici, astrologia, stelle cadenti e negromanzia. 
Sposò Perses, il figlio di Crios e Euribia, e ebbe come figlia Ecate, la dea della profezia, della luna, della notte, dei boschi, dei lupi e dei trivii.
Il solito Zeus, donnaiolo impenitente, s’innamorò di Asteria la quale per sfuggirgli si trasformò in una quaglia, ma il dio si trasformò in un’aquila e la dea, in preda al panico, si gettò in mare. Nel luogo in cui cadde si formò un’isola galleggiante chiamata dapprima Asteria in suo onore e poi Ortigia (greco ortyx che significa quaglia).
Per fortuna l’isola rimase fortunatamente fluttuante perché Asteria fu nuovamente preda delle attenzioni di un dio, questa volta si trattava di Poseidone.
Intanto il fedifrago Zeus rivolse le sue attenzioni anche verso Leto. Secondo alcuni studiosi, Leto diventò una delle molte amanti di Zeus, e rimase incinta di due gemelli incorrendo nella rabbia di Era.

Leto affrontò la gelosia di Era cercando un posto dove partorire.  Asteria la accolse sulla sua isola e sventò l’ordine di Era che non voleva che alcuna terra accettasse la sua rivale. E in quest’isola Leto divenne la madre dei due gemelli Artemide e Apollo.

Finalmente l’isola fu fissata con un palo sul fondo del mare da Poseidone diventando così una terraferma.
Apollo, come tutti sappiamo, era il dio, tra gli altri, della poesia e del sole, per cui l’isola fu circonfusa di luce e cambiò il nome in Delo, che vuol dire la “luminosa”.

Asteria è la figura all’estrema destra, identificabile dall’etichetta sopra di lei.