Ary Scheffer nato a Dordrecht il 12 febbraio 1795, è stato inizialmente istruito dai genitori, i pittori Johann Bernhard-Scheffer (1764-1809) e Cornelia Scheffer-Lamme (1769-1839), e ha frequentato l’Accademia di disegno di Amsterdam dal 1806 fino a 1809.

Ary Scheffer – Autoritratto

Nel 1811 sua madre, rimasta vedova, si trasferì con i suoi tre figli a Parigi. Scheffer entrò nello studio del pittore neoclassico Pierre Guérin (1774-1833), dove avrebbe incontrato Delacroix e Théodore Géricault (1791-1824).

Nel 1812 ha fatto il suo debutto al Salon de Paris. Scheffer ha ricevuto scarsa attenzione, ma nel 1817 ha vinto la sua prima medaglia al Salon e ha ottenuto il sostegno del pittore barone François Gérard (1770-1837), che lo ha consigliato come insegnante per i figli di Luigi Filippo, duca d’Orléans.

Scheffer, un uomo dal cuore repubblicano, è stato molto impegnato in politica. La rivolta del luglio 1830 ha chiuso il regno della dinastia borbonica ed i liberali fecero di Luigi Filippo il nuovo re di Francia (Monarchia di luglio, 1830-1848). Ary rimase deluso dal corso degli eventi politici costatando che il regno di Luigi Filippo ha portato a un minor numero di cambiamenti democratici di quanto avesse sperato.

Scheffer ha ricevuto numerose commissioni statali (dipinti storici e ritratti), e la sua pittura di soggetti letterari e religiosi ha fatto di lui uno dei più importanti pittori romantici.
Scheffer ha esposto al Salon fino al 1846, dopo di che si ritirò sempre più dalla vita pubblica. Nel 1850 è diventato cittadino francese e ha sposato Sophie Marin, che è morta sei anni più tardi.

Ary Scheffer è morto ad Argenteuil il 15 giugno 1858. Nel 1859, un anno dopo la sua morte, una grande mostra di suoi lavori è stata organizzata a Parigi.

In generale, Scheffer era stato un artista molto popolare, che lavora in vari stili; a volte, però, è stato criticato per il sentimentalismo palese e la mancanza di una sua specifica tecnica pittorica ma riuscì a imporsi spesso fra i maestri della pittura romantica francese per la forte ispirazione mistica e sognante delle sue composizioni.

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