Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Appunti sulla spiritualità dei Celti

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Due capitoli inerenti la spiritualità dei Celti:

  1. Il “Nodo Infinito”
  2. Disegni conosciuti come “intrecci celtici” e “nodi”

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Il “Nodo Infinito”

La religione dei celti sembra essere politeista, sono tantissimi gli dei che compaiono nelle iscrizioni, ma in realtà i vari dei erano solo manifestazioni di un unico spirito divino che anima e pervade la realtà. Lo spirito assume varie forme ed è il responsabile della continua armonia dell’universo. La stessa vita terrena non è altro che il punto centrale di una lunga esistenza.
Lo spirito pervade tutta la natura, con la quale i celti si sentivano in stretto contatto. La realtà è quindi un intreccio di infinite possibilità esistenziali, forme viventi e inanimate, come le pietre, l’acqua e il fuoco, tutte unite dal comune spirito che pervade e anima tutto. Le rappresentazione grafiche, presenti in una grandissima varietà di fregi e decorazioni, sono il “nodo infinito“, e la spirale (incessantemente ripetuta, moltiplicata ed elaborata nel simbolo sacro del Triskell), che simboleggiano l’infinita evoluzione dell’universo.

fonte: tanogaboblog.it

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Disegni conosciuti come “intrecci celtici” e “nodi”

Passando ai disegni conosciuti come “intrecci celtici” e “nodi” che compaiono sui manoscritti compilati dai monaci cristiani a partire dal VI°-VII° secolo c’è da dire che, seppur più recenti della storica ‘epoca celtica’, si possono annoverare tranquillamente fra i simboli celtici, sia perchè i loro produttori erano tutti ex-druidi e bardi divenuti monaci o comunque persone provenienti dalla cultura celtica tradizionale, sia perchè riprendono le antiche forme presenti su spade, foderi, punte di lancia, ornamenti per i carri, bardature di cavalli, ecc.

Lo stesso discorso vale per le spirali, da cui nasce il triskele, che pur essendo più antiche dell’epoca celtica, sono state ampiamente utilizzate dai Celti e dai druidi, loro sacerdoti e sapienti. Ma iniziamo a vedere il significato dei vari simboli.

TRISKELE

Chiamato anche triscele o triskellion (dal greco tre gambe) è il simbolo celtico più conosciuto. Racchiude in sé il potere del numero Tre. Se, a partire dal centro del simbolo, le tre spirali che lo formano si avvolgono su loro stesse da destra verso sinistra, rappresenta il turbinare delle energie dall’interno verso l’esterno, la manifestazione; se invece si sviluppano da sinistra verso destra simboleggia il discendere nei mondi inferi (dal latino in-fero “ciò che si porta in sé”). Ha diversi significati e rappresenta:

  1. – La Triplice Manifestazione del Dio Unico: Forza, Saggezza e Amore e quindi le tre classi della società celtica che incarnavano tali energie, Guerrieri, Druidi e Produttori.
  2. – I Tre Cerchi della manifestazione o dell’esistenza: Ceugant, il Mondo dell’Assoluto; Gwynwydd, il Mondo Spirituale dell’Aldilà e Abred, Mondo Umano o della Prova.
  3. – All’interno di Abred il simbolo dei tre aspetti del mondo materiale: Terra (cinghiale), Acqua (Salmone), Cielo (Drago) che con il loro movimento si riuniscono tutti nel quarto elemento, il Fuoco, simboleggiato dal cerchio che racchiude il triskele.
  4. – Il Passato, il Presente e il Futuro riuniti in realtà al centro in un unico Grande ed Eterno Ciclo chiamato Continuo Infinito Presente, in cui tutto esiste contemporaneamente. Si riesce così a comprendere come, durante la festa di Samhain del 1° novembre i Celti potessero incontrare i loro antenati defunti, ma anche i loro discendenti non ancora nati.
  5. – Le tre fasi solari in manifestazione: alba, mezzogiorno, tramonto
  6. – Nell’uomo la sua triplice manifestazione come corpo, emozioni/sentimenti/pensieri e spirito, ma anche l’Azione, il Sentimento, il Pensiero e le tre età: infanzia, maturità, vecchiaia.
  7. – La Dea nel suo triplice aspetto di Vergine-Madre-Vecchia/Figlia-Madre-Sorella.
  8. – Il simbolo della trinità femminile della battaglia Morrigan-Macha-Boadb e di quella maschile Ogma-Lugh-Dagda
  9. – Il segno sul quale Patrizio spiegherà il concetto della Trinità Cristiana (in realtà un’idea del cristianesimo celtico) agli irlandesi, trasformando però il triskele in un trifoglio.

INTRECCI E NODI

In generale rappresentano la Continuità della Vita, l’infinito susseguirsi di nascita e morte, giorno e notte, ecc. Per i Celti la Vita non aveva un inizio e una fine, ma procedeva con continuità e infatti non esistono leggende sulla creazione del Mondo nella mitologia celtica. Gli intrecci e i nodi formati da animali, vegetali ed esseri umani o da semplici linee rappresentano lo scorrere dell’energia divina nelle forme, della Vita Unica che incessantemente riempie e vivifica le molteplici manifestazioni materiali. La morte è solo l’abbandono delle forme da parte di questa energia per trasferirsi altrove, per continuare a scorrere. Muore chi si identifica con le forme; è immortale chi si identifica con l’Energia della Vita. Gli intrecci rappresentano perciò la Vita, l’energia spirituale, il percorso di crescita, la continuità, la resurrezione, le relazioni con tutti gli esseri (minerali, vegetali, animali, umani e divini), l’immortalità nel movimento, la buona fortuna che deriva dalla capacità di mettere in moto le energie vitali e collaborare coscientemente con esse. Simboleggiano anche il ciclo dell’esistenza nascita/crescita/maturazione/invecchiamento/morte/rinascita e vengono usati come talismani di protezione contro le negatività e anche come rinforzo dell’energia spirituale che vive dentro di noi. Sono anche ‘mandala’ di meditazione (seguendo con gli occhi il loro percorso è possibile entrare in un differente stato di coscienza), come facevano i monaci del cristianesimo celtico che leggevano una pagina del Vangelo e quindi seguivano con lo sguardo le forme degli intrecci a bordo pagina riflettendo sulla lettura e, cambiando stato di coscienza, riuscivano a evocare il significato profondo della Sacra Scrittura e del suo messaggio spirituale.

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Stralcio da: cordola.it

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