Antonio di Jacopo Benci, detto il Pollaiolo, fu un vero esempio di poliedrico artista del Rinascimento, pittore, scultore ed orafo che lavorò spesso con il fratello Piero. Il soprannome Pollaiolo, gli deriva dal mestiere del padre, venditore di polli, che da ragazzo gli pagò l’apprendistato presso la bottega di un orafo, ma la sua formazione artistica si compie sotto la guida di Domenico Veneziano e viene influenzato dall’arte di Donatello e da Andrea del Castagno.

Antonio del Pollaiolo – Battaglia di dieci uomini nudi, 1460-1465 circa – Incisione a bulino, Cleveland Museum of Art

Dopo essersi affermato come orafo, si fece notare come incisore, sia fornendo disegni a Maso Finiguerra, sia incidendo lui stesso opere come gli Ignudi combattenti. Egli non abbandonò mai questa attività di orafo, anzi è sempre presente nelle sue opere sia di scultura sia di pittura, è appunto tale forma artistica che gli permette di ottenere dalle sue sculture un particolare senso di movimento, dato soprattutto dal rapido, guizzante intersecarsi delle linee, attraverso un senso di purezza disegnativa che sarà anche maggiormente evidente nei dipinti.
Le sue prime opere furono le Fatiche d’Ercole, eseguite col fratello Piero nel 1460 e ora del tutto perdute. Copie di queste, di mano dello stesso Antonio, sono probabilmente due tavolette degli Uffizi. Dello stesso periodo sono altre piccole tavole: un S. Michele, l’Apollo e Dafne di Londra, l’Ercole e Nesso di New Haven, il David di Berlino e, probabilmente, anche l’Assunzione della Madonna di staggia, l’Angiolo e Tobiolo di Torino, i Tre Santi degli Uffizi.
Altre sue opere di questo periodo fiorentino sono i disegni per gli arredi sacri ricamati da abili artigiani fiorentini, mentre, verso il 1475, si manifestano anche le prime opere di scultura, tra queste il piccolo bronzo di Ercole e Anteo, altorilievo argenteo con la Natività del Battista, il David di Napoli, i due Ercole di Berlino e New York, i putti della Lupa capitolina, forse il busto del cosiddetto Machiavelli e, tra i dipinti, gli affreschi della Villa Gallina presso Arcetri, i ritratti muliebri di Berlino e del Poldi-Pezzoli.

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