… spesso mi chiedono perché abbia scelto un nome così strano, volete sapere il perché di questo nome?
Era una delle storie che mio padre usava raccontarmi la sera prima che mi addormentassi. Amava molto leggermi i racconti della Mitologia Greca ed io ricordo che rimanevo incantata ad immaginare i personaggi…. che per similitudine, ricordavano quelli della favole più note,  come Cenerentola o Biancaneve.

Ecco brevemente la storia:

Andromeda è un’importante ed estesa costellazione autunnale, che culmina a mezzanotte intorno al 10 Ottobre. La sua posizione molto boreale la rende però ben osservabile dall’estate fino all’ inizio dell’ inverno.

Viene rappresentata da una fanciulla con le mani incatenate.
La mitologia narra di un re etiope chiamato Cefeo, che governava con la bellissima ma vanitosa regina Cassiopea, dalla quale aveva avuto una splendida figlia: Andromeda.

La regina, un giorno, osò paragonarsi alle Nereidi (ninfe del mare di ineguagliabile bellezza) e queste offese, si rivolsero a Poseidone per ottenere vendetta.

Poseidone prima inondò l’Etiopia e poi, non ancora soddisfatto, vi spedì anche Cetus, un enorme mostro marino, che aveva la prerogativa di nutrirsi di uomini e di distruggere città.
Gli Etiopi, si rivolsero allora all’oracolo di Ammone, il quale sentenziò che il mostro se ne sarebbe andato solo a patto che gli fosse offerta in sacrificio la bella figlia della vanitosa regina, Andromeda.

Re e regina, con immenso dolore dovettero quindi  incatenare Andromeda ad uno scoglio, per sacrificarla al mostro.

E questo stava già incombendo sulla malcapitata principessa, quando ecco spuntare da dietro una nuvola Perseo in sella al suo cavallo alato, Pegaso

Perseo si innamorò della bella e pudica principessa, a tal punto, da offrirsi di salvarla chiedendo in cambio la sua mano.
Cefeo, non avendo altra scelta, accettò.
Perseo, allora, usò la sua arma segreta: tirò fuori da un sacco la testa della Medusa che aveva, con una astuzia, uccisa, e con quella impietrì il mostro, guadagnandosi così la mano della bella Andromeda.

Regnarono felici per tanti e tanti anni ed alla fine dei loro giorni, Giove per onorare queste epiche gesta, trasformò tutti in costellazioni: Perseo, Andromeda, Cefeo, Cassiopea, Pegaso e anche il mostro marino, rappresentato dalla costellazione della balena.

Restando sul tema di “famiglia reale” vi riporto un articolo di Pietro Planezio tratto da: http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/Andromeda.htm

La Famiglia reale

Cefeo, Re guerriero d’Etiopia, aveva per moglie Cassiopea e per figlia Andromeda. Pare che questa Cassiopea fosse bellissima, e se ne vantasse a proposito ed a sproposito. Una volta, addirittura, affermò di essere più bella di Era (Giunone per i Romani) e delle Nereidi.

Apriti cielo!, come direbbe Achille Campanile. (Non è un personaggio mitologico, era un bravissimo presentatore televisivo. N.d.R.)
Gli Dei della mitologia greca avevano, al massimo grado, tutti i difetti (pare nessuna delle virtù) degli uomini, in maniera particolare la suscettibilità.
Era (Giunone) poi, regina dell’ Olimpo e moglie di Zeus (Giove), era permalosa come una scimmia.
Lei e le Nereidi si rivolsero a Poseidone (Nettuno), Dio del Mare, il quale mandò un mostro marino a devastare le coste del Regno d’Etiopia. E’ storia vecchia che i popoli debbano subire per la leggerezza dei loro capi. Comunque si cercò di metterci una pezza, e la figlia Andromeda venne offerta in sacrificio a titolo di espiazione. Non la colpevole Cassiopea, naturalmente, ma la figlia. (Ma è mai possibile che dai primogeniti dell’antico Egitto sino ai bambini dell’Iraq siano sempre i figli a rimetterci? Ma perché i padri non si pagano un po’ da soli i loro conti? Fine della digressione).
La povera Andromeda fu quindi incatenata ad uno scoglio, in attesa del mostro, che puntuale si presentò.
Ma all’ultimo minuto, tale e quale ai nostri thriller televisivi, (o come nei film Western, o nella tragedia greca, a scelta: la zuppa è sempre la stessa) arriva Perseo, sull’alato cavallo Pegaso.
Tornava in volo dopo aver tagliato la testa alla Gorgone Medusa, quella che trasformava in pietra chiunque la guardasse in volto. Vide Andromeda incatenata sulla spiaggia, ed il mostro marino che si apprestava a divorarla. Ora pare che anche Andromeda non fosse poi “da buttare”, e comunque l’istinto del Cavaliere che uccide il Drago non è certo un’invenzione dei tempi di Re Artù. Detto fatto, mostrò al mostro (brrr!) la testa della Gorgone, che a quanto pare conservava le sue virtù anche da morta, e lo pietrificò all’istante.
Si sposarono e vissero felici e contenti.

Gli antichi Greci, per ricordare il fatto, piazzarono tutti i protagonisti nel Firmamento, creando quattro costellazioni: appunto Cefeo, Cassiopea, Andromeda e Perseo. Vicine tra loro, formano la cosiddetta “Famiglia Reale”.
Per la verità ci sarebbe anche il cavallo alato Pegaso, ma arrivò in cielo per conto suo in altra occasione.
Mancava il mostro marino, ma era un personaggio secondario. Mandato a vendicare un torto che non aveva subito lui, ci aveva rimesso le penne, e non era neanche stato ricompensato con un posto in cielo.
Niente di nuovo sotto il Sole…..(Per la verità in questo caso, sopra il Sole)..
Pietro Planezio  

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