Un ipotetico ritratto giovanile di Palladio nel frontespizio di The Architecture of A. Palladio, prima edizione pubblicata a Londra nel 1715 della traduzione inglese di Giacomo Leoni dei Quattro libri dell'architettura (1570).

Un ipotetico ritratto giovanile di Palladio nel frontespizio di The Architecture of A. Palladio, prima edizione pubblicata a Londra nel 1715 della traduzione inglese di Giacomo Leoni dei Quattro libri dell’architettura (1570).

Andrea di Pietro della Gondola, detto Andrea Palladio, è un architetto del rinascimento italiano nato a Padova l’8 novembre 1508 e morto a Vicenza in 1580. È l’autore d’un trattato intitolato “I quattro libri dell’architettura” (1570). La sua opera ha avuto un impatto considerevole, ed influenza ancora oggi numerosi architetti.

 

Brevi note biografiche

A tredici anni, è iscritto da suo padre alla scuola dell’architetto e scultore Bartolomeo Cavazza da Sossano a Padova. Nell’aprile 1523, Palladio fugge a Vicenza, ma è forzato a ritornare a causa della rottura del contratto di apprendistato.
Un anno più tardi, egli s’iscrive alla corporazione degli scultori di Vicenza. Qui lavorò come assistente nelle principali botteghe di scultori e costruttori, in specie con i Pedemuro per i quali iniziò a curare la parte architettonica più elaborata dei loro progetti.
Nel 1537, è incaricato dal Conte Giangiorgio Trissino per dirigere il cantiere della villa Cricoli.
Trissino è un poeta, filosofo, colto e diplomatico al servizio della curia romana, è umanista, esperto d’arte militare e appassionato d’architettura. E’ Trissino che dà il soprannome “di palladio„ ad Andrea e lo fa ammettere nel circolo umanista di Vicenza, l’Accademia Olimpica.
Giangiorgio Trissino, autore del lavoro epico e poetico l’Italia Liberata dai Goti, fa conoscere a Palladio i lavori di Vitruvio e d’Alberti e spinge Palladio a perfezionarsi nelle arti liberali ed umanistiche.
Trissino e Palladio fanno, in 1541, un primo viaggio archeologico a Roma dove approfondiscono la loro conoscenza dell’arte di costruire “Antica”. Dopo questo primo viaggio Palladio ritorna a Vicenza dove, pur esercitando la sua arte, approfondisce il suo studio di Vitruvio.

Il Palladio collaborò con Daniele Barbaro, patriarca di Aquileia, che stava traducendo dal latino e commentando il De architectura di Vitruvio, disegnando le illustrazioni del trattato. Daniele Barbaro, profondo studioso d’architettura antica, fu mentore di Palladio dopo la morte di Trissino nel 1550. Nel 1554 Palladio era con Barbaro a Roma per preparare la prima edizione e traduzione critica del trattato di Vitruvio, che fu stampata a Venezia nel 1556.

Ritratto di Andrea Palladio, incisione di Francesco Zucchi

Ritratto di Andrea Palladio, incisione di Francesco Zucchi

A partire dal 1550, nonostante la scomparsa di Giangiorgio Trissino e di Paolo III, la notorietà di Palladio si estende a Venezia dove dirige la costruzione della basilica San Giorgio Maggiore.
Sembra che il Palladio, nel corso dei suoi viaggi, non ha mai lasciato l’Italia. Potrebbe avere fatto un viaggio in Piemonte, su richiesta di Emanuele Filiberto di Savoia durante l’estate del 1566. Il suo talento è riconosciuto a Firenze, dove è ammesso, sempre nel 1566, come membro dell’Accademia dell’Arte del Disegno.
Il trattato I quattro libri dell’architettura” è pubblicato nel 1570 a Venezia e comprende delle incisioni su legno realizzate sotto la direzione di Palladio. Questo stesso anno, Palladio succede a Sansovino, deceduto, alla carica d’architetto principale della Serenissima; vi costruisce le chiese di San Giorgio Maggiore e del Redentore. Andrea Palladio muore nel 1580 prima d’avere completato il teatro olimpico di Vicenza che il suo discepolo Vincenzo Scamozzi terminerà.

Palladio è un architetto del Rinascimento italiano e si può considerarlo come umanista. E’ un uomo del suo tempo, attraverso i suoi scritti traspare un pensiero universalista che può essere stato influenzato da Vitruvio o Plinio. Una preoccupazione permanente della proporzione e della simmetria come si trova in natura è esplicita nel lavoro del Palladio che ha una grande cura nell’applicare le norme di proporzione raccomandate dagli antichi per la composizione architettonica e, in particolare, le norme delle proporzioni musicali enunciate da Pitagora. Palladio ha scritto in una memoria delle 1567 “proporzioni delle voci è armonia per gli orecchi; quelle delle misure sono armonia per gli occhi„ Su questo punto, l’allievo Palladio va al di là di Vitruvio, poiché fa una dimostrazione luminosa di ciò che il maestro enuncia laboriosamente. E’, probabilmente, questa chiarezza d’opinione che ha entusiasmato Roland Fréart de Chambray nel suo lavoro di traduzione dei quattro libri dell’architettura.

Vicenza - Statua raffigurante Andrea Palladio

Vicenza – Statua raffigurante Andrea Palladio

Il successo del pensiero di Palladio è anche attaccato alle grandi discussioni come il litigio dei vecchi e dei moderni. Palladio è, come Trissino, uno che lotta contro l’arte gotica.

Il suo lavoro teorico ha lo scopo di creare un metodo esplicito per non ricadere nei disordini antichi. Nel corso della vita probabilmente ha sempre parlato il dialetto locale, e raramente ha varcato i confini della Serenissima. Eppure, dopo la morte, la sua architettura è stata protagonista di una vera e propria rivoluzione architettonica che ha cambiato il volto dell’Europa, per poi varcare l’oceano e caratterizzare l’architettura americana.

È stupefacente trovare il nome di Palladio e di numerosi altri architetti del Rinascimento italiano nel testo storico delle Constitutions d’Anderson pubblicato a Londra nel 1723. E’ dalla Gran Bretagna, la vigilia della rivoluzione francese, che l’arte del Palladio ritorna in Francia: infatti, l’architetto Claude Nicolas Ledoux scopre il palladismo e lo reintroduce in Francia. Thomas Jefferson s’è interessato all’opera di Palladio in occasione di viaggi in Europa.

La casa di Monticello, vicino a Charlottesville ne è un esempio. Altri architetti più contemporanei sono anche influenzati da Palladio, Ricardo Bofill in particolare che ha al suo attivo più di cinque cento progetti in una cinquantina di paesi diversi, Aldo Rossi, Charles Moore ed altri.

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