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Amphisbaena, la lucertola a due teste

L’Amphisbaena è un serpente della mitologia greca con due teste e occhi che brillano come candele. Possiede una testa ad ogni estremità del suo corpo.  Da ciò deriva il suo nome, che in greco vuol dire “va da ambedue le parti”.
Viene anche chiamata la madre delle formiche perché si ciba di questi animali. Se viene tagliata a metà le due parti si ricongiungono.
Secondo il mito greco, l’anfisbena fu generata dal sangue gocciolato dalla testa della gorgone Medusa quando Perseo volò, stringendola in pugno, sopra il deserto libico.
Plinio parla delle proprietà curative di questo serpente. Indossare un Amphisbaena vivo proteggeva le donne durante la gravidanza. Indossarne uno morto era utile per combattere i reumatismi. I bestiari medievali parlano dell’Amphisbaena come di una lucertola a due teste.

L’anfesibena come creatura mitologica e leggendaria è stata citata da Marco Anneo Lucano e Plinio il Vecchio. Viene citata, inoltre, da Dante nel canto 24 dell’Inferno e da Borges nel suo Manuale di zoologia fantastica.

Descrizione
Un serpente con due teste ed occhi che emettono luce.  Dal Greco “va entrambi i sensi.„
Inoltre denominato
Amphista, Amphivena
Madre delle formiche (si alimenta sulle formiche.)
Descrizione:
Il corpo del amphisbaena, 18 – 20 poll. di lunghezza, è quasi dello stesso spessore dappertutto. La testa è piccola e là può a malapena dirsi per essere una coda, lo sfiato che è vicino all’estremità del corpo.
L’animale vive principalmente sotterraneo, burrowing in terra molle e si alimenta sulle formiche e su altri piccoli animali.
Dalla relativa apparenza e dalla facilità con cui si muove indietro, è risultato la credenza popolare che il amphisbaena ha due teste e che, quando il corpo è tagliato in due, ambedue le parti si ricercano e si  riuniscono.
Da questo è risultato un altro errore popolare, che attribuisce le proprietà curative straordinarie alla relativa carne una volta secco e polverizzato.
Collegamenti
Ci sono 158 specie differenti di lucertole sottordine zoologico Amphisbaenia. Una di queste specie è probabilmente l’origine di questa leggenda.

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fonte: tanogaboblog.it
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