Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Altea (Althaía)

Altea (Althaía) era la figlia di Thestios e di Euritide.
Sposò suo zio Eneo, re di Calidone in Etolia, e fu madre di cinque figli tra cui Meleagro e Deianira.

Un giorno Eneo ricevette nella sua casa Dioniso e si offrì di condividere il letto della regina. Così nacque la figlia Deianira, futura moglie di Eracle. Dioniso ringraziò Eneo offrendo di dare il suo nome al vino e insegnandogli l’arte della coltivazione della vite.

Secondo Ovidio Meleagro era il figlio di Ares (Marte) infatti, come scrive Igino, Eneo e Marte dormirono una notte con Altea…
A Meleagro, le Parche (Moire) predissero una vita coraggiosa e gloriosa ma, in particolare Atropo, disse ad Altea:
Tuo figlio vivrà finché non sarà interamente consumato quel tizzone che ora sta bruciando nel focolare.
E additò un tizzone tra le fiamme.

Così, per salvaguardare la vita del bimbo, Altea prese il tizzone dal fuoco e lo conservò in luogo segreto.

Il tizzone di Altea, illustrazione di Johann Wilhelm Baur, 1659, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.

Durante la caccia al cinghiale di Calidone, Meleagro uccise i suoi zii materni Toxée e Plexippos. Altea maledisse il figlio per questi crimini, trasse il tizzone da dove l’aveva nascosto e lo rimise sul fuoco.
Bruciatosi il tizzone Meleagro perse la vita.

Le sorelle di Meleagro furono così rattristate che vennero trasformate da Artemide in galline faraona (meleagrides in greco).

Altea si rese conto del gesto compiuto e disperata e spinta dal senso di colpa si tolse la vita assieme alla nuora Cleopatra.

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