Scena di Gigantomachia sull’ara di Zeus a Pergamo (Pergamonmuseum, Berlino) Immagine tratta da: informazioneconsapevole.blogspot.it

Ifimedea, figlia di Triope e sposa di Aloo, si era innamorata di Poseidone e, come atto d’amore, si recava tutte le mattine sulla riva del mare per farsi bagnare fino al grembo. Fu così che si “unì” a Poseidone e da questa unione nacquero due giganti gemelli chiamati Oto ed Efialte.

I due giganti presero il loro appellativo da Aloo, il marito della madre, che pare fosse anch’egli figlio di Poseidone. Secondo Omero i due gemelli erano di grande bellezza pare che crescessero ogni anno di uno stadio in altezza ed un cubito in larghezza.

Cresciuti, sfidarono Zeus che, dopo lunghi combattimenti, chiese una tregua. I giganti pretesero allora Afrodite ed Era in ostaggio, oltraggiando l’Olimpo che inviò Ares (Marte) a sterminarli. Costui fallì e venne imprigionato in una gabbia di bronzo per tredici mesi, fin quando non sopraggiunse Eracle che lo liberò.

I gemelli Aloadi non avevano paura di nessuno poiché era stato predetto che non sarebbero mai rimasti uccisi né da uomini né da dei.

Oto voleva rapire Era, mentre Efialte voleva per sé Artemide. Ma la dea si trasformò in cerva e andò incontro al loro carro da combattimento. Oto ed Efialte, nel volerla tempestare di frecce, si uccisero accidentalmente l’un l’altro adempiendo la sentenza dell’oracolo.

Gustave Doré – Dante Alighieri, Inferno – Titani e giganti, tra cui Efialte a sinistra

Secondo altre versioni, all’età di nove anni, Oto ed Efialte vollero raggiungere il Monte Olimpo e sovrapposero i due monti della Grecia, Ossa e Pelio.
Zeus, irato dalla sfrontatezza delle loro pretese, pensò di fermarli facendoli uccidere da Apollo e condannandoli a subire la punizione dell’inferno dove furono legati a una colonna con corde di vipere vive e sottoposti alle incessanti grida di un gufo appollaiato sulla stessa colonna.

Alcuni considerarono i fratelli Aloadi portatori di civiltà, per aver fondato delle città e per l’insegnamento della cultura. In particolare fondarono Naxos (Nasso) e Ascra in Beozia, due città dove la coppia era molto venerata.

“Efialte” è la parola greca che significa ” incubo “, e viene talvolta considerato il gigante Efialte come un demone di incubi.