Spostamento delle uova di Caretta caretta, deposte nella spiaggia di Punta Secca (RG)

pro_natura_2

.

Comunicato del 21.6.2016

.

Dopo avere svolto il necessario iter burocratico previsto per la protezione dei nidi di tartaruga di mare, alla presenza del dott. Carmelo Alfano – funzionario della Ripartizione faunistico-venatoria di Ragusa, responsabile della fauna selvatica nel territorio di competenza – nel pomeriggio di ieri si è proceduto allo spostamento delle uova di Caretta caretta, deposte nella spiaggia di Punta Secca (frazione marinara del comune di Santa Croce Camerina, RG). Le 54 uova sono state delicatamente e opportunamente trasferite da Grazia Muscianisi, già responsabile del Centro Recupero Fauna Selvatica di Valcorrente (Belpasso, CT) e ora componente del Consiglio direttivo di Pro Natura Catania e Ragusa.
Dopo aver valutato le condizioni ambientali in cui sono state deposte le uova nella notte del 18 giugno, è stata scelta la nuova ubicazione che le mette al riparo dal dilavamento a causa delle mareggiate e dal calore solare diretto. L’intervento per lo spostamento del nido è stato possibile per l’esperienza acquisita dalla Muscianisi, più volte artefice di analoghe operazioni, eseguite alla playa di Catania, ad Agnone Bagni (Augusta, SR) e a San Lorenzo (Noto, SR) negli anni scorsi.
A Punta Secca il trasferimento delle uova è stato supportato dal nostro naturalista Luigi Lino, da alcuni cacciatori dell’A.N.U.U. Migratoristi Ragusa e dalla affettuosa partecipazione dei residenti, che hanno scattato bellissime foto e girato un video notturno della grande tartaruga, impegnata a ricoprire la buca. Non resta che vigilare e pazientare, aspettando la schiusa dopo 42-65 giorni dalla ovodeposizione, sempre che le uova siano state fecondate.

.

Nuccia Di Franco Lino
Segretario di Pro Natura Catania e Ragusa

.

Due immagini dell’evento

 

Punta Secca_ 02

Punta Secca_ 01

 

 

.

linea separatrice

.

Alcuni nidi di tartaruga di mare in Sicilia dal 1982 al 2015

Nei libri specializzati e nelle riviste naturalistiche, indicando le aree siciliane per la riproduzione della tartaruga di mare Caretta caretta, da trent’anni si parla genericamente della Sicilia meridionale e di Linosa, dove da venti anni esiste un Centro Recupero Tartarughe Marine (CRTM), ora senza finanziamenti pubblici.

Possiamo integrare queste notizia a cominciare dal 1983, quando Luigi LINO (allora del WWF Italia), ed alcuni volontari come Alfio DE LUCA, si presero cura di un primo sito nel 1982 usato da una Caretta caretta per la deposizione di uova sulla spiaggia di Agnone Bagni, SR.

Sull’arenile di Catania nel 1989, un cane casualmente mise allo scoperto un esemplare neonato di tartaruga di mare, subito raccolto dal solerte padrone e consegnato a Luigi LINO, allora Consigliere del Fondo Siciliano per la Natura, che si prese cura della tartarughina e successivamente la rimise in mare.

Inoltre citiamo le frequenti ovodeposizioni avvenute sulle spiagge agrigentine negli ultimi anni, secondo il taccuino naturalistico di Irene Bàrberi di Porto Empedocle, un’ ambientalista molto attiva. Nel 1999 sulla spiaggia di Punta Grande (Realmonte) sono nate 95 tartarughine. Nel 2002 dal nido di Villa Romana sono nate 50 e poi 48 tartarughine. Nel 2005 nei due nidi della spiaggia di Giallonardo (tra Realmonte e Siculiana) sono state rinvenute rispettvamente 66 e 99 uova, da cui sono nate 27 tartarughine. Nel 2011 dal nido di Capo S. Marco (Sciacca) sono nate 80 tartarughine, mentre sulla spiaggia di Giallonardo ci furono 5 nidi. L’anno seguente nella stessa spiaggia di Giallonardo un nido ha dato vita a 60 tartarughine. Nel 2013 a Torre Salsa (riserva naturale, gestita dal WWF) c’era un nido e inoltre 4 nidi a Capo S.Marco. L’anno scorso dal nido di Menfi (nei pressi del camping La Palma) sono nate 22 tartarughine, dal nido di Torre Salsa sono nate 63 tartarughine, mentre a Licata c’era un altro nido, che è risultato non fecondo. Nel 2015 sono stati vigilati due nidi di Torre Salsa e Capo San Marco (lido Aloha), da cui sono emerse 102 tartarughine; sempre nello stesso anno è avvenuta la schiusa delle uova deposte a Zingarello il 21 agosto, dando vita a 61 tartarughine, mentre altre 37 uova sono rimaste intrappolate a causa della mareggiata, come riferito da Salvo Grenci del progetto Tartalife. Nella notte del 26-27 agosto sono nate 52 tartarughine dal nido di Capo San Marco. Inoltre a Linosa negli anni 2001, 2004, 2007 sono stati registrati un nido per ciascun anno e nel 2010 due nidi. A Pozzolana di Ponente di Linosa il 22.7.2015 sono state deposte uova, nei pressi della sede del CRTM. Nel 2012 a Lampedusa ci sono stati 2 nidi; nel 2014 c’è stato un nido da cui sono nate 32 tartarughe.

Sulla sabbia del lido Ombelico del Mondo (Palermo), nell’estate 2013 da un nido di Caretta caretta sono nate 31 piccole tartarughe.

La spiaggia di San Lorenzo (Noto, SR) nel 2010 è stata interessata da un nido, in cui sono state censite 75 uova dai volontari del Centro Recupero Tartarughe Marine (del SWF), allora funzionante a Comiso (RG), da cui sono nate 16 tartarughe. Nel 2013 sono nate sulla stessa spiaggia 5 tartarughine, di cui un esemplare morì subito dopo, alla presenza di Grazia Muscianisi e del dott. Moscuzza della Ripartizione Faunistica e Ambientale di Siracusa.

A Piccio Avola (SR) sono avvenute ovodeposizioni nel 2011 e nel 2013. Sull’arenile della riserva naturale di Vendìcari (Noto) nel 2013 sono stati censiti 5 nidi, da cui sono nate 63 tartarughe. Successivamente nel 2014 sono stati rinvenuti 3 nidi, sempre a Vendìcari con la supervisione dell’Ente Fauna Siciliana.

A Catania nell’agosto 2012 sulla spiaggia del lido ”Le Palme” dei bambini hanno casualmente scavato e messo a nudo alcune uova. Dal sito della ovodeposizione – troppo vicino alla battigia e spostato pazientemente da Grazia Muscianisi allora del SWF – sono felicemente nate 80 piccole tartarughe. Nell’estate 2014 nello stesso arenile si è verificata una ovodeposizione, che purtroppo si è rivelata infeconda. Nel 2015 due nidi sono stati scoperti da bagnanti o vacanzieri sull’arenile del lido Jolly della playa di Catania e del villaggio Campo di Mare di Catania sud, in piena zona B della riserva naturale ”Oasi del Simeto”. I due nidi sono stati presidiati e vigilati da volontari WWF e LIPU. Dal nido di Catania sud – che era stato spostato a scopo tutela dalle mareggiate da Grazia Muscianisi – sono nate 6 tartarughine, dal 4 al 9 settembre, mentre dal nido del lido Jolly sono nate 8 tartarughine. Nella notte del 27 agosto i partecipanti ad una festa notturna nel lido ”Belvedere” hanno notato 28 piccole tartarughe, subito sconfinate nel vicino lido ”Le Piramidi”, prontamente assistite da Luigi Lino e Grazia Muscianisi, chiamati dalla Capitaneria di Porto di Catania. Una tartarughina è stata rimessa in mare da uno degli astanti, subito dopo 27 tartarughine sono state accompagnate al mare.

Nel 2012, grande mobilitazione nella frazione balneare di Agnone Bagni (Augusta, SR), dove la popolazione residente e stagionale si è mobilitata per tutelare il sito usato da una Caretta caretta per deporre le uova, da cui sono nate circa 50 tartarughine. Nel 2014 nello stesso arenile è stato scoperto un nuovo nido, controllato da Alfio De Luca della locale sezione SWF, dal dott. Rosario Mangano presidente dell’Ass. Intercomunale Agnone Bagni e da Grazia Muscianisi, allora responsabile del Centro Recupero Fauna Selvatica di Valcorrente (Belpasso, CT) del SWF, ma le uova sono risultate non feconde.

Un apposito ”Progetto Tutela dei Siti della nidificazione delle tartarughe di mare” è stato istituito nel 2015 con sedi distaccate presso i luoghi di accertata ovo deposizione di Caretta caretta, con la partecipazione delle associazioni interessate. I siti italiani usati dalla Caretta caretta sono mediamente 30-40 all’anno e si trovano in Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Le tartarughe di mare della specie Caretta caretta vivono fino a 47-67 anni, con un peso di 80-140 kg. I maschi non lasciano il mare per tutta la loro vita, mentre le femmine giungono di notte sulle spiagge scelte per deporre le uova (anche oltre il centinaio), senza il fastidio di luce artificiale che li costringerebbe a cercare un’altra spiaggia. La schiusa delle uova avviene dopo un periodo di incubazione di 42-65 giorni. I piccolissimi neonati non misurano più di 5 cm. e cercano di tornare subito a mare, dove cresceranno (se supereranno il pericolo rappresentato dai predatori naturali), in attesa di raggiungere la maturità sessuale tra 13 e 17 anni e di ritrovare preferibilmente la spiaggia dove erano nate.

Nuccia Di Franco Lino 

Catania, dicembre 2015