rosadalima3Santa Rosa nacque a Lima il 20 aprile 1586, decima di tredici figli. Il suo nome di battesimo era Isabella, come la nonna materna. Era figlia di una nobile famiglia, di origine spagnola. Chiamata per la prima volta Rosa dalla serva india Mariana, quand’era ancora in culla, a motivo della sua straordinaria bellezza, quel nome le rimase poi sempre, confermatole peraltro anche dal santo arcivescovo di Lima.
Quando la sua famiglia subì un tracollo finanziario, Rosa si rimboccò le maniche e aiutò in casa anche nei lavori materiali. Ancora bambina, consacrò la sua purezza a Dio e cominciò ben presto a condurre una vita di rigorosa penitenza e di mortificazione, percuotendosi spesso acerbamente, digiunando frequentemente ed abbandonandosi a lunghe estenuanti veglie.
Il suo modello di vita fu santa Caterina da Siena. Come lei, vestì l’abito del Terz’ordine domenicano, a vent’anni. Allestì nella casa materna una sorta di ricovero per i bisognosi, dove prestava assistenza ai bambini ed agli anziani abbandonati, soprattutto a quelli di origine india.
Dal 1609 si richiuse in una cella di appena due metri quadrati, costruita nel giardino della casa materna, dalla quale usciva solo per la funzione religiosa, dove trascorreva gran parte delle sue giornate a pregare ed in stretta unione con il Signore.
Godette prestissimo di estasi, che aveva tutte le settimane dal giovedì al sabato, giungendo al più alto grado di unione mistica. Nel 1614 fu obbligata a trasferirsi nell’abitazione della nobile Maria de Ezategui, dove morì, straziata dalle privazioni, tre anni dopo. Era il 24 agosto 1617, festa di S. Bartolomeo.

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Dagli “Scritti” di santa Rosa da Lima, vergine

Santa Rosa de LimaIl Salvatore levò la voce e disse:
– “Tutti sappiamo che la grazia segue alla tribolazione, intendano che senza il peso delle afflizioni non si giunge al vertice della grazia, comprendano che quanto cresce l’intensità dei dolori, tanto aumenta la misura dei carismi. Nessuno erri né si inganni; questa é l’unica vera scala del paradiso, e al di fuori della croce non c’é altra via per cui salire al cielo.” 

Udite queste parole, mi sentii spinta a scendere in piazza per gridare a tutti, qualunque fosse la loro età, il sesso e la condizione: Ascolta, popolo; ascoltiamo, genti tutte. Da parte di Cristo e con parole della sua stessa bocca vi avverto che non si riceve grazia senza soffrire afflizioni. E’ necessario che dolori si aggiungano a dolori per conseguire l’intima partecipazione alla natura divina, la gloria dei figli di Dio e la perfetta bellezza dell’anima.
Questo stesso stimolo mi spingeva fortemente a predicare la bellezza della grazia divina, mi tormentava e mi faceva sudare ed anelare. Mi parve che l’anima non potesse più trattenersi nel carcere del corpo, ma che la prigione dovesse rompersi, ed essa, libera e sola, con più agilità, se ne andasse per il mondo gridando: Oh se i mortali conoscessero che gran cosa é la grazia, quanto é bella, quanto nobile e preziosa, quante ricchezze nasconde in sé, quanti tesori, quanta felicità e delizie! Senza dubbio andrebbero essi stessi alla ricerca di fastidi e pene; andrebbero questuando molestie, infermità e tormenti invece che fortune, e ciò per conseguire l’inestimabile tesoro della grazia. Questo é l’acquisto e l’ultimo guadagno della sofferenza ben accettata.
Nessuno si lamenterebbe della croce e dei dolori, che gli toccano in sorte, se conoscesse con quali bilance vengono pesati nella distribuzione fra gli uomini.”
(Al medico Castillo; ed. L. Getino, La Patrona dell’América, Madrid 1928, pp. 54-55)

linea separatrice [* 1586 Lima + 1617 Lima]

rosadalima2Vaghissimi fiori di santità sbocciarono nel Terz’Ordine Domenicano, fra tutti Santa Caterina da Siena che primeggia, riassumendo cosi tutto l’ideale dell’Ordine, per la sua meravigliosa vita contemplativa e attiva. Santa Rosa da Lima, la prima santa del Nuovo Mondo, fu attratta al Terz’Ordine proprio dal profumo di santità della vergine senese, che imitò mirabilmente.
Battezzata col nome di Isabella Flores, si chiamò Rosa, perché quand’era ancora in culla il suo volto si trasformò in una bellissima rosa; più tardi poi la Madonna volle si chiamasse Rosa di Santa Maria.
A cinque anni fece voto di verginità e poco dopo, appena giovinetta, si recise i capelli per togliere a sé e gli altri ogni speranza mondana. Anelante al chiostro, Dio le fece conoscere chiaramente che la voleva nel mondo sotto le bianche lane Gusmane, che ricevette pubblicamente il 10 agosto 1606.
Si fece martire della penitenza volontaria, a cui Dio aggiunse un martirio ancor più torturante: quello delle desolazioni interiori, che durarono quindici anni. Purificata attraverso questa lunga e dolorosa notte, parve alfine che tutto il cielo discendesse nell’anima sua.
Gesù stesso, con divina tenerezza, le disse: “Rosa del mio cuore, sii la mia sposa!”. E fu sposa, ma sposa di sangue, tutta accesa di zelo fattivo ed operoso, per ricondurre anime al cuore del suo Gesù. Fu arricchita di doni straordinari, come quelli della profezia e dei miracoli. La sua morte, il 24 agosto 1617, fu uno spettacolo di paradiso, seguita da prodigi e da conversioni senza numero. Il suo corpo è venerato nella Basilica Domenicana del S. Rosario a Lima. Papa Clemente X il 12 aprile 1671 l’ha proclamata Santa. L’America Meridionale e le Filippine la invocano come loro Patrona.

[Testo di Franco Mariani – Addetto Stampa Congregazione Suore Domenicane dello Spirito Santo]

L'immagine ufficiale della processione di Santa Rosa da Lima, che esce dal convento nel quale visse gran parte della sua vita, quello di Santo Domingo (più chiaramente dalla Basilica del Rosario), a Lima, Perù.
L’immagine ufficiale della processione di Santa Rosa da Lima, che esce dal convento nel quale visse gran parte della sua vita, quello di Santo Domingo (più chiaramente dalla Basilica del Rosario), a Lima, Perù.

Santa Rosa da Lima è anche patrona dei giardinieri e dei fioristi. È invocata in caso di ferite, contro le eruzioni vulcaniche ed in caso di litigi in famiglia.