pilar_colonna - CopiaSecondo l’antica tradizione cristiana, la Madonna, che in quel tempo aveva circa 53 anni, sarebbe apparsa, in bilocazione (si trovava infatti ad Efeso), a Giacomo di Alfeo, il 20 gennaio 41 d.C., mentre questi era in viaggio per portare il Vangelo “ai confini della terra” (Là dove sorgevano le mitiche “colonne d’Ercole”).

La Madonna sarebbe apparsa all’Apostolo a Saragozza, una città della terra di Aragona, sopra una colonna di marmo ed avrebbe chiesto a S. Giacomo di far erigere una Chiesa in suo onore. In questa chiesa doveva essere custodita la colonna su cui Ella si trovava.
Fu così costruita la cappella di Santa Maria del Pilar.

Il “Pilar” è la colonna di alabastro su cui la Vergine avrebbe posato i piedi. Alcuni mistici, come il carmelitano Ruzzola, la venerabile Maria d’Agreda e Caterina Emmerich, confermarono questa antica tradizione, ma il primo documento scritto che la riporta risale al XII secolo.

In origine per guardare e venerare la “colonna” venne costruito un piccolo oratorio, poi venne alzata una chiesa romanica, poi a causa di un incendio fu sostituita da una nuovo edificio in forme gotiche.
Il tempio attuale, che andò a sostituire quello in forme gotiche, fu progettato dall’architetto Felipe Perez e soprattutto da Francisco Herrera Hidestrosa per iniziativa di Giovanni d’Austria che ordinò l’inizio dei lavori nel 1681 per terminare nel 1711.

Tre sono le particolarità che caratterizzano la Virgen del Pilar:

  1. Si tratta di una “Venida” e non di un’apparizione della Vergine, che ricordiamo essere ancora in vita nel 40 d.c.
  2. La colonna che sostiene la statua della Vergine è la stessa su cui la Madonna avrebbe posato i piedi e il santuario (la prima cappella) che venne costruito in quel luogo rappresenta il primo Tempio Mariano di tutta la Cristianità.
  3. Terzo aspetto è il forte vincolo tra la tradizione pilarista con la tradizione jacobea. Perciò Saragoza e Compostella, il Pilar e Santiago hanno costituito 2 fondamenti attorno ai quali hanno ruotato, durante i secoli, tutte le devozioni spirituali di tutta la Spagna.

 Basilica_del_Pilar-tramonto - Copia

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Traggo, per mia e vostra conoscenza, un passo dalla pagina di santiebeati.it

Nel 1640 un miracolo eccezionale, sul quale Vittorio Messori ha indagato in maniera approfondita fino a scriverne un libro, ha reso ancora più celebre nel mondo il santuario di Saragozza.
Un giovane di 17 anni, Miguel-Juan Pellicer di Calanda, conducendo un giorno un carro aggiogato a due muli, cadde dalla cavalcatura andando a finire sotto una ruota del carro che gli spezzò la tibia della gamba destra. Soccorso immediatamente si ritenne urgente l’amputazione della gamba stessa a circa quattro dita dalla rotula. Prima dell’operazione il giovane si era recato al Santuasrio del Pilar per fare le sue devozioni e ricevere i sacramenti; subito dopo l’intervento era ritornato a ringraziare la Madonna per averlo tenuto in vita. Non potendo più lavorare si unì agli altri mendicanti che domandavano l’elemosina fuori dalla chiesa; intanto, ogni volta che veniva rinnovato l’olio delle 77 lampade d’argento accese nella Cappella della Vergine, egli si strofinava con quell’olio la sua piaga, benché il medico avesse sconsigliato quel procedimento perché avrebbe ritardato la cicatrizzazione del moncherino. Miguel-Juan tornò a Calanda e con una gamba di legno ed una gruccia mendicò anche nei paesi limitrofi.
Il 29 marzo 1640 rientrò a casa e dopo aver invocato la Madonna del Pilar si addormentò. Al mattino, svegliandosi, si ritrovò con due gambe: la gamba destra, amputata da due anni e cinque mesi era segnata al polpaccio dalle stesse cicatrici presenti già prima dell’infortunio. Venne subito istituita una Commissione d’inchiesta, nominata dall’arcivescovo e nel corso di accurati accertamenti la gamba sepolta nel cimitero dell’ospedale non fu più trovata. La fama dell’eccezionale miracolo fu causa della realizzazione del grandioso Santuario attuale, iniziato nel 1681 e consacrato il 10 ottobre 1872.